Turismo in Italia, i dati indicano che c’è ancora speranza dopo la crisi

Nonostante la crisi dovuta all'emergenza sanitaria, per il turismo italiano c'è ancora speranza

L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto sin dai primi mesi del 2020 ha messo in ginocchio l’economia italiana, con riguardo in particolar modo al settore del turismo. I dati riguardanti il flusso dei viaggi nel nostro Paese nell’anno che sta giungendo al termine non sono incoraggianti, ma potremmo iniziare a vedere una luce in fondo al tunnel.

La crisi ha riguardato le imprese ricettive italiane che, dopo un anno record nel 2019, hanno vissuto momenti davvero difficili. Lo rivela l’Istat che, nel Report sul Movimento turistico in Italia, riporta numeri decisamente negativi: nei mesi del lockdown i turisti nel nostro Paese sono stati appena il 9% rispetto a quelli presenti nelle strutture alberghiere nello stesso periodo dell’anno precedente.

Una lieve ripresa si è registrata nel periodo estivo, ovvero nei mesi di luglio, agosto e settembre. La parziale riapertura al turismo ha segnato una ripartenza per quel che riguarda il settore ricettivo, soprattutto grazie alla più massiccia presenza di viaggiatori italiani – nel trimestre in questione, le presenze totali hanno rappresentato il 64% rispetto a quelle registrate nel 2019, delle quali solamente il 39,7% hanno riguardato turisti stranieri.

Ad aver subito il calo maggiore sono i viaggi svolti per motivi di lavoro, che hanno vissuto una riduzione di oltre la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La chiusura delle aziende e l’aver incentivato lo smart working hanno ridotto l’esigenza di spostarsi, influendo negativamente su una notevole fetta delle presenze nelle strutture ricettive italiane. A livello territoriale, c’è qualche dato positivo: le regioni che hanno risentito in maniera minore della crisi sono state le Marche e il Molise, che hanno perso meno del 30% dei turisti.

Possiamo dunque ricominciare a sperare: anche il settore turistico vivrà la sua ripresa, quando finalmente torneremo a viaggiare. La diffusione del vaccino contro il Covid-19 ci permetterà ben presto di riaprire i confini con tutto il mondo- cosa che, in realtà, in varie parti del pianeta sta già succedendo – e riprendere a programmare le nostre vacanze. Si è parlato molto anche della possibilità di introdurre il passaporto sanitario, un documento in grado di attestare l’avvenuta vaccinazione per garantire maggior sicurezza sia negli spostamenti che all’interno delle strutture ricettive.

Per il momento, però, dobbiamo continuare ad attenerci alle rigide limitazioni previste dal Dpcm entrato in vigore lo scorso 3 dicembre, adottando tutte le possibili precauzioni per evitare un nuovo picco dei contagi.

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