Tristan da Cunha, la più grande area marina protetta dell’Oceano Atlantico

L'arcipelago più remoto al mondo entra a far parte della Blue Belt di protezione marina del Regno Unito.

È l’arcipelago più isolato del mondo. Un puntino, visto dal satellite, tra Africa (a circa 3mila chilometri da Cape Town) e Sudamerica, dove spunta un vulcano.

Da qualche giorno, grazie a una collaborazione internazionale che sostiene la comunità locale e protegge la natura, è divenuto uno dei più grandi santuari al mondo e i 700.000 chilometri quadrati del suo mare entrerà a far parte della Blue Belt di protezione marina del Regno Unito.

Quest’area marina protetta, dove sono vietate la pesca e qualunque altra attività estrattiva, grande quasi tre volte il Regno Unito, salvaguarderà uno degli ambienti marini più incontaminati del mondo e proteggerà la ricchezza della fauna selvatica che vive a Tristan da Cunha. Questa decisione fa degli isolani di Tristan i custodi della più grande “no-take zone” dell’Atlantico.

In realtà, con il nome Tristan da Cunha s’intende non soltanto l’isola principale ma tutto l’arcipelago, che ne comprende altre quattro: l’isola Inaccessibile, dove non vive nessuno, c’è solo un vulcano spento; le Isole Nightingale (isola Nightingale, isola Middle e Isola Stoltenhof) e l’isola Gough. Quest’ultima insieme all’isola Inaccessibile sono Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

L’isola è rimasta deserta fino al 1506, quando fu scoperta dal navigatore portoghese Tristan da Cunha, da cui prese il nome. Poi passò alla Gran Bretagna, di cui è ancora territorio d’oltremare e a cui resta legata. Basti pensare che la Capitale serba ancora il ricordo del passaggio del Duca di Edimburgo avvenuto nel 1867, Edinburgh of the Seven Seas (dai locali chiamata più semplicemente “The Settlement”, l’abitato).

Non è mai stata abitata, però, se non dopo il 1819, quando il comandante inglese William Glass decise di trasferirsi sull’isola con la famiglia e alcuni seguaci. Da allora a Tristan da Cunha hanno tutti gli stessi cognomi di duecentyo anni fa, come James Glass, il Sindaco dell’isola.

Non che ora pulluli di turisti. Tristan è considerato uno degli insediamenti umani più remoti al mondo non soltanto a causa della distanza dai continenti ma anche della mancanza di porti e di aeroporti. Per arrivarci bisogna imbarcarsi su una nave cargo – poche, se non nulle, sono le navi da crociera che fanno tappa da queste parti – e ci si arriva dopo cinque o sei giorni di navigazione.

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