Riapre l’Austria: tutto quello che c’è da sapere

Dopo alcune settimane di lockdown riapre la fiabesca Austria: tutto quello che c'è da sapere per scoprire questa terra meravigliosa a due passi dall'Italia

Serena Proietti Colonna Travel blogger PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Il 12 dicembre termina il lockdown generale che ha interessato l’Austria, una misura messa in atto a causa dell’elevato numero di contagi e che ha avuto diversi effetti positivi. La situazione, infatti, è migliorata e ora il Paese, a due passi dall’Italia e dall’aspetto fiabesco, si appresta a riaprire gradualmente le sue attività e con misure attente e adattate a livello regionale.

Riaperture sì, ma lockdown per i non vaccinati

Come detto precedentemente, l’Austria ha deciso di adottare un’apertura progressiva su base regionale al fine di far ripartire la stagione turistica invernale. Tuttavia, resta in vigore il lockdown per le persone non vaccinate e non guarite dal Covid negli ultimi sei mesi.

Questo vuol dire che i viaggiatori sprovvisti di certificazione 2G (certificato valido di vaccinazione o di guarigione, ovvero il corrispettivo del nostro Super Green Pass) possono lasciare la loro abitazione o il loro luogo di alloggio solamente in casi eccezionali, come il lavoro e lo studio.

I bambini al di sotto dei 12 anni sono esentati dalle restrizioni di cui sopra. Mentre i ragazzi dai 12 ai 15 anni sono considerati validi agli effetti della certificazione verde 2G.

Le regole per entrare in Austria

L’ingresso nel Paese dall’Italia è consentito, ma dietro presentazione di Green Pass. In sostanza, possono accedere le persone in possesso:

  • certificato o test, in lingua inglese o tedesca, attestante la negatività al Covid-19. Il tampone deve essere effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese e deve trattarsi di un test molecolare PCR;
  • certificato, sempre in lingua inglese o tedesca, attestante la guarigione da un’infezione Covid-19 contratta negli ultimi 6 mesi;
  • certificato, in lingua inglese o tedesca, attestante l’avvenuta vaccinazione al Covid-19. A tal fine, vengono considerati validi i vaccini autorizzati dall’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) oppure quelli elencati nell’Emergency Use List dell’OMS. Occorre aver completato il ciclo vaccinale. Se si è ricevuto un vaccino monodose, esso è valido solo a partire dal ventiduesimo giorno dalla somministrazione e per 270 giorni dalla data della vaccinazione. Per chi ha ricevuto due dosi, la vaccinazione è valida immediatamente per 270 giorni. E’ sufficiente una sola dose di vaccino nel caso in cui si sia contratta un’infezione da Covid-19 da almeno 21 giorni. In questa condizione la vaccinazione ha una validità di 270 giorni. Tuttavia, è bene sapere che una sola dose con Johnson & Johnson avrà validità fino al 3 gennaio 2022, dopodiché sarà necessario un richiamo.

Se non in possesso di certificazione attestante la vaccinazione o la guarigione dal Covid-19, è obbligatorio sottoporsi a una quarantena di 10 giorni che può essere interrotta a seguito di test molecolare con esito negativo da effettuare non prima di 5 giorni dopo l’ingresso nel Paese.

Inoltre, chi si sottopone a quarantena poiché non vaccinato, è tenuto alla preregistrazione on line del viaggio sul seguente sito. Sono esonerati dal test coloro che hanno già ricevuto il richiamo del vaccino (c.d. “booster”) e che presentano adeguata certificazione.

Ad ogni modo, come detto in precedenza, per i non vaccinati è ancora previsto il lockdown. Infatti, i tamponi non sono ammessi come prova d’ingresso per accedere ai servizi del Paese come i ristoranti, i mercatini di Natale, gli impianti di risalita e molte altre attività.

Le regole interne dell’Austria

Oltre all’obbligo della certificazione verde 2G (Super Green Pass), torna la mascherina FFP2 da indossare in tutti gli spazi interni. Nel settore della ristorazione la mascherina FFP2 deve essere portata durante il tragitto da e verso i posti a sedere, così come nelle aree comuni degli alberghi.

Ma non solo, saracinesche abbassate per la gastronomia notturna (bar, discoteche, club) e per l’apres-ski. In vigore, infine, un coprifuoco a partire dalle ore 23:00.

Le misure applicate nelle regioni austriache

A Vienna si applicano misure di contenimento che si differenziano da quelle del regolamento austriaco. In sostanza, i bambini dai 6 anni e fino ai 12 devono presentare un test PCR che non sia più vecchio di 72 ore o, in alternativa, un test antigenico non più vecchio di 48 ore. Mentre i ragazzi dai 12 ai 15 anni hanno bisogno di un test PCR, non più vecchio di 48 ore (a meno che non siano vaccinati/guariti).

Le strutture ricettive e ristoranti aprono a partire dal 20 dicembre, giusto in tempo per godere di tutta la magia natalizia di questa capitale.

In Bassa Austria, invece, le strutture ricettive e gastronomia aprono il 17 dicembre. Una zona bellissima in cui perdersi tra maestosi castelli come quelli di Schlosshof, Burg Liechtenstein, Schloss Pöggstall e Schloss Rosenburg, e irresistibili centri termali come per esempio Baden bei Wien.

Nel Burgenland, la regione più orientale dell’Austria costellata di castelli e fortezze, vigneti e di ottime cantine, le strutture ricettive e la gastronomia riaprono il 12 dicembre. Una zona che vanta oltre 300 giorni di sole che si specchia sul Lago di Neusiedler che, nel 2001, è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

In Alta Austria, la regione perfetta per chi cerca una combinazione di arte contemporanea, tecnologie futuristiche, pause in monastero e indimenticabili esperienze nella natura, il lockdown termina il 17 dicembre. Da questa data le strutture ricettive e la gastronomia possono riaprire.

Anche in Stiria, considerata il cuore verde dell’Austria, è possibile soggiornare e scoprire i ristoranti tipici – e non solo – a partire dal 17 dicembre.

Nella stessa data, aperture anche nel Salisburghese, il posto giusto per gli amanti della musica, dell’arte e della natura, e nella regione Carinzia, luogo dove Nord e Sud si fondono.

Il Tirolo, la zona alpina per eccellenza, torna alla normalità a partire dal 12 dicembre, così come il Vorarlberg, la più piccola delle regioni dell’Austria e la più occidentale.

Cosa fare al ritorno in Italia

In base alla normativa attuale per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito in Austria nei 14 giorni precedenti, è obbligatorio:

  • sottoporsi ad un tampone molecolare effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia e il cui risultato sia negativo, o ad un tampone antigenico svolto nelle 24 ore prima dell’ingresso in Italia e il cui risultato sia negativo. I minori al di sotto dei 6 anni sono esentati dall’effettuare il tampone pre-partenza.
  • compilare e presentare al vettore, al momento dell’imbarco, e a chiunque sia preposto a effettuare i controlli, un formulario on-line di localizzazione (denominato anche digital Passenger Locator Form – dPLF, e di cui vi abbiamo spiegato il funzionamento), che può essere visualizzato sul proprio dispositivo mobile o stampato, in versione cartacea;
  • presentare al vettore, al momento dell’imbarco, e a chiunque sia preposto a effettuare i controlli, il Green Pass, o altra certificazione equipollente, da cui risulti, alternativamente la guarigione dal Covid con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2 o l’avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2.

Obbligo di isolamento fiduciario di 5 giorni per coloro che fanno ingresso in Italia senza aver presentato contestualmente sia il tampone, sia il certificato di vaccinazione o di guarigione valido. Un isolamento al termine del quale è obbligatorio condurre un ulteriore tampone.

Vi ricordiamo, tuttavia, che le regole sono in continuo mutamento. Per questo motivo, prima di effettuare un viaggio in Austria, vi invitiamo a visionare i siti istituzionali del Paese e la pagina web del Ministero degli Affari Esteri ViaggiareSicuri.

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Il villaggio innevato di Hallstatt nelle Alpi austriache

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