Anche l’hotel si fa low cost

Arriva dalla Malaysia ed è la nuova, rivoluzionaria concezione dell’hotel che sulla scia dei successi delle compagnie aeree a basso prezzo si è trasformato anch’esso in una versione low cost. Si chiamano Tune Hotels e ora sono sbarcati anche in Europa, e precisamente a Londra, lungo la Westminster Bridge Road. Prezzo base 35 sterline a notte (cioè circa 40 auro) con la possibilità di sfruttare il super prezzo lancio di una sterlina legato all’inaugurazione di agosto (ci sono 1000 stanze a questa cifra). Tutti gli extra si pagano a parte: asciugamani 1 sterlina, asciugacapelli 2 sterline, cassaforte 1 sterlina, pulizia della stanza (però è consentito anche farsela da soli) 7,5 sterline, deposito bagagli ancora 2 sterline.

Per il momento il Tune Hotel di Londra offrirà 75 stanze più 4 per persone con particolari necessità, ma il progetto è quello di aprire altre 15 strutture entro il 2017 per un totale di 1500 stanze.

D’altra parte Londra è un buon trampolino di lancio nel Vecchio Continente essendo di sicuro la città del business per eccellenza. E poi c’è la ghiotta occasione delle olimpiadi del 2012. E di certo non è un caso che Tony Fernandes, il fondatore della catena alberghiera in questione, che in Asia vanta diversi Hotel fra Malaysia e Indonesia (compreso uno ambitissimo a Bali) con stanze fino a 2 sterline a notte, sia anche amministratore delegato della low cost AirAsia.

Insomma: l’albergo offre i servizi essenziali: niente piscina, niente palestra, niente Spa, ma solo la camera, il bagno, il letto con le lenzuola, l’ascensore per arrivare al piano. L’aria condizionata è inclusa solo per l’albergo di Londra, negli altri si paga, così come la connessione a internet, da 1,5 sterline all’ora fino a un forfait di 10 sterline per l’intera durata del pernottamento, e l’uso della tv, da 3 a 10 sterline. Anche la colazione non è compresa ma è disponibile, pagando, solo in alcune strutture e previa prenotazione anticipata online (a Londra per esempio non è prevista). Tutto il resto è a pagamento.

Spiega Mark Lancaster, direttore esecutivo di Tune: «La cosa importante è la possibilità di scegliere. Noi diciamo che il cliente deve sfruttare la propria esperienza come meglio crede. Forniamo tutto in termini di tempestività, prezzi e comfort. Se vuoi stare in un hotel a 5 stelle, Londra ne offre in gran quantità. Ma se sei preoccupato dei prezzi, noi possiamo diventare rilevanti». Un doppio vantaggio insomma: per l’hotel che fornisce il minimo, e per il cliente che spendendo meno fra viaggio e soggiorno ha più denaro nel portafogli da investire in acquisti per negozi, nei locali o nei musei.

Secondo Tom Hall, direttore di Lonely Planet in Gran Bretagna, questo sarebbe solo l’inizio: «Per gli albergatori è una minaccia e insieme un modello – spiega a Repubblica.it – ma ora che la strada è aperta molti ne seguiranno l’esempio, soprattutto nelle grandi catene». D’altra parte l’anno scorso fra le voci di bilancio della RyanAir, linea aerea che ha fatto scuola nei voli a basso prezzo, i servizi accessori hanno rappresentato il 25% dei ricavi della compagnia ed erano la voce di bilancio con la maggiore crescita negli ultimi 12 mesi.

Una cosa è certa: nell’era dei viaggi low cost a 360 gradi si dovrà davvero anche scegliere al meglio cosa portare in valigia: il minimo indispensabile e qualcosa in più dovendo pensare ai limiti di peso ma anche al phon da portare con sé…

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Anche l’hotel si fa low cost