Il mistero di Granadilla, il borgo fantasma nel cuore dell’Estremadura

L'affascinante storia di Granadilla, borgo diventato fantasma per errore: la paura dell'inondazione che ne causò lo sgombero non si è mai verificata

Un borgo diventato fantasma per errore. Curiosa e affascinante è la storia di Granadilla, antico feudo medievale situato nel cuore dell’Estremadura, rimasto disabitato negli anni Sessanta in seguito alla costruzione del bacino di Gabriel y Galán. Oggi è uno dei più interessanti villaggi abbandonati della Spagna, tanto da essere stato dichiarato Sito Storico-Artistico nel 1980. Eppure, il suo destino è stato ben diverso da quello che ci si aspettava, perché l’inondazione tanto temuta che ne provocò lo sgombero non si è mai verificata.

Granadilla, un po’ di storia

I musulmani fondarono Granadilla intorno al IX secolo, nel pieno dell’espansione del Califfato, scegliendo questo luogo per la sua posizione strategica. Avevano bisogno, infatti, di una fortificazione che servisse da passaggio per l’antica Via dell’Argento. In origine, il nome del villaggio era Granada, ma dopo la conquista della città andalusa nel 1492 si decise di cambiarlo per non confonderle.

Se molte città medievali hanno visto nascere intorno a sé percorsi e accessi di ogni tipo, che le hanno rese oggetto del turismo di massa contemporaneo, questo villaggio fa eccezione, dato che vi si può accedere solo dal lato nord, poiché i sentieri che seguivano le fertili pianure della Vega Baja sono stati coperti dalle acque del bacino di Gabriel y Galán. Faceva tutto parte di un piano perfettamente studiato: dopo l’espropriazione di gran parte del territorio comunale nel 1955 a causa della costruzione della diga, si pensava che l’intera cittadina sarebbe stata inondata. Fortunatamente, le acque del bacino non coprirono il centro di Granadilla ma, come detto, chiusero gli accessi al villaggio, determinandone il completo abbandono.

Fino agli anni dell’esproprio e dell’esodo di massa, Granadilla contava più di 1.200 abitanti e 300 famiglie. Alcuni abitanti si stabilirono ad Alagón del Río, un nuovo insediamento vicino a Plasencia, mentre altri emigrarono nei nuovi centri industriali. Nel 1984, Granadilla è stata inserita nel programma di recupero dei villaggi abbandonati, che ha portato alla sua parziale valorizzazione a fini sociali ed educativi.

Cosa vedere a Granadilla

Granadilla è una delle poche città-fortezza in Spagna a mantenere le sue mura originali, che circondano completamente il borgo. La prima cosa che colpisce i visitatori è, però, l’elegante castello che corona l’ingresso del villaggio, un edificio difensivo le cui origini risalgono al XIII secolo. Visitandolo si scoprono le sale medievali, affascinanti nonostante l’assenza di arredi, grazie anche ad alcuni dettagli, come le panche alle finestre, che accendono l’immaginazione degli ospiti in questo viaggio indietro nel tempo. Nella parte più alta del castello si può godere di una magnifica vista su tutta la città di Granadilla e sul bacino artificiale che ne ha cambiato le sorti.

Nel centro del paese si trova la Plaza Mayor, circondata da un gruppo di edifici restaurati. Sebbene la configurazione di molte case sia cambiata a causa del recupero delle abitazioni avvenuto dopo lo sgombero, alcune di una certa importanza architettonica rimangono ancora quasi intatte. Tra queste, spiccano la casa attualmente conosciuta come “de las Conchas” (“delle Conchiglie”), la più grande di tutta la città, e la Casa del Ayuntamiento, accanto al Municipio.

Il passato a Granadilla continua a vivere nella memoria di molte persone che sono partite da bambine e che ora, da adulte, vi si ritrovano due volte l’anno: il 1° novembre per la festa di Ognissanti, quando viene celebrata una messa nella chiesa restaurata, e il 15 agosto per la festa della Vergine Assunta, durante la quale vengono allestiti mercati con prodotti locali. Granadilla rimane come un’immagine ricorrente di una casa strappata, un rifugio per coloro che vi sono nati. Un luogo ammantato di nostalgia e di un eterno senso di permanenza.