Isola del Sud on the road, alla scoperta della Nuova Zelanda più selvaggia

Tra i viaggi on the road più spettacolari del mondo, questo itinerario conduce alla scoperta di città caratteristiche e di una natura incontaminata

Se c’è un luogo in cui la Nuova Zelanda si rivela in tutta la sua autenticità, e in tutto il suo animo selvaggio, quello è l’Isola del Sud.

Un posto straordinario, la location perfetta per un viaggio on the road. Ancor meglio se a bordo di un camper. Famosa per i suoi laghi, le sue montagne e i suoi ghiacciai, l’Isola del Sud regala scorci straordinari e un’esperienza immersiva nella natura: qui ci sono parchi nazionali, venti che soffiano forte e che creano panorami incredibili come la foresta aggrovigliata di Slope Point. E, poi, ci sono gli spot in cui praticare adrenaliniche attività, come il bungee jumping o lo sci.

È un po’ per tutti, l’Isola del Sud: per chi viaggia coi bambini, che qui possono sentirsi liberi per davvero, per i viaggiatori in solitaria, per i backpackers. Per iniziare il proprio on the road, si atterra all’aeroporto internazionale di Christchurch – una città che, seppur colpita nel suo centro storico dai terremoti del 2010 e del 2011 – mantiene intatto il suo fascino, col fiume Avon solcato dalle barche a fondo piatto e costeggiato da splendide piste ciclabili.

Christchurch

Dopo un paio di giorni in città, si può cominciare ad esplorare il cuore selvaggio dell’Isola del Sud. Che si sia in camper o in macchina, scendere lungo la Penisola di Banks è un’esperienza imperdibile. Una penisola d’origine vulcanica, ricca di baie e di insenature, avvistata per la prima volta nel 1700 da James Cook e dai suoi uomini.

Tornati indietro, con gli occhi pieni d’incredibili panorami, si guida sino a Dunedin. Sita nella regione di Otago, affacciata sull’omonimo golfo, ospita la via residenziale più ripida del mondo (Baldwin Street) e la più antica università della Nuova Zelanda. Il posto perfetto, in cui fare tappa (almeno) una notte. E la base ideale per ammirare il rarissimo albatross reale, i pinguini dagli occhi gialli, i leoni marini.

Dunedin

Da Dunedin si prosegue verso il Fiordland, il più grande parco nazionale della Nuova Zelanda. Inserito insieme ad altri tre parchi nel collettivo di Te Wahipounamu – Patrimonio dell’Umanità UNESCO -, ospita spettacolari fiordi il più famoso del quali è il Milford Sound; ci sono poi isolette che si sono staccate dall’isola principale, come Secretary Island e Resolution Island.

Qui si ammirano fiordi che partono dalle vallate e scendono fino al mare, laghi, alcune tra le cascate più alte del mondo (le Sutherland Falls e le Browne Falls). E, poi, una foresta pluviale di straordinaria bellezza.

Fiordland

La città ideale in cui fare tappa è Queenstown, sulle rive del lago Wakatipu. Una località celebre per gli sport estremi, dalle gite in moto d’acqua sui fiume Shotover e Dart al bungee jumping dal ponte sospeso sulla gola di Kawarau, fino allo sci sulle pendici dei monti Remarkables e del Coronet Peak.

È la capitale dell’avventura, Queenstown. Ed è tutta da scoprire. Se il lago Wakatipu ha una temperatura gelida adatta solo a tuffi temerari, nelle vicinanze si può fare il bagno nelle acque del lago Hayes. E poi si può visitare il laga Wanaka con le sue foreste, esplorare l’oasi naturalistica del Kiwi Birdlife Park. O spingersi magari sono a Arrowtown, suggestiva cittadina fondata durante la corsa all’ora e dall’aspetto vintage.

Sulla via del ritorno verso Christchurch, si attraversa l’Arthur’s Pass col suo scenario alpino. E si può volendo allungare sino a Kaikoura, località costiera in cui si arriva – in genere – per avvistare le balene. Il Whale Watch, gestito dai Maori, permette di andare alla ricerca dei celebri cetacei con crociere ed escursioni. Un ultimo ricordo, da portarsi con sé. L’ultima tappa d’un on the road tra i più belli del mondo.

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