Visto turistico per l’Indonesia: dove richiederlo, costi e durata

Il visto turistico per l'Indonesia non è più a pagamento dallo scorso 9 giugno. In alcuni scali aerei e portuali peraltro esso non è neppure richiesto

Il visto turistico dell’Indonesia ha subito alcuni importanti modifiche burocratiche rispetto al passato. A partire dal 6 giugno 2015 infatti tutti i visitatori diretti verso il grande arcipelago del Sud-est asiatico non devono più pagare l’atto di ingresso del valore di 35 dollari. Il visto turistico non è inoltre necessario se si entra in Indonesia attraversando una serie di aeroporti, porti e frontiere. Prima di partire per la volta dell’Indonesia controllate che il vostro passaporto abbia validità residua di almeno 6 mesi dall’ingresso nello Stato asiatico.

Chi ha programmato una vacanza in Indonesia non sarà costretto a pagare il visto d’ingresso. Il documento di entrata nel Paese può essere richiesto direttamente una volta arrivati in uno degli aeroporti indonesiani, indifferentemente in dollari, rupie – la valuta locale – oppure tramite carta di credito. Il visto turistico può comunque anche essere rilasciato dall’Ambasciata indonesiana a Roma. In certe circostanze il visto per i cittadini italiani diretti verso l’Indonesia non è richiesto, anche se il soggiorno per turismo non deve superare i 30 giorni.

Saranno esentati dal visto tutti coloro che entrano nell’arcipelago indonesiano passando dagli aeroporti: Soekarno Jatta di Giacarta, Juanda di Surabaya, Ngurah Rai di Denpasar, sull’isola di Bali, Kuala Mamu di Medan e Hang Nadim di Batam. Il discorso è anche esteso per una serie di porti, tra i quali: Sekupang e Batam Center e Batam, Sri Bintan a Tanjung Pinang e Tanjung Balai Karimun sull’isola di Karimun. La norma è ancora in fase di attuazione, per cui è possibile che in certi aeroporti sia ancora richiesto il visto di ingresso di 35 dollari.

Tenete bene a mente che il cambiamento messo in atto dal governo indonesiano nella speranza di attrarre più turisti influenza anche l’uscita dall’arcipelago, una volta trascorsi i 30 giorni. Il consiglio è quello di ripartire da un porto o uno scalo aereo tra quelli indicati dal sito della Farnesina oppure attraversare le frontiere di Atambua ed Entikong. Meglio evitare soggiorni più lunghi o attività diverse dallo svago turistico: le leggi indonesiane sono molto severe e potreste rischiare anche cinque anni di carcere. Prima di ottenere il vostro visto turistico non dimenticate di mostrare un biglietto aereo con volo di andata e ritorno.

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