I rifugi di montagna più spettacolari d’Italia dove andare

Abbarbicati sulle cime delle montagne, da dove dominano, maestosi e solitari, le vallate

Sono lassù, abbarbicati sulle cime delle montagne, da dove dominano, maestosi e solitari, le vallate. Alcuni rifugi di montagna sembrano irraggiungibili e talvolta lo sono quasi. Specie quando arriva il freddo e i sentieri per arrampicarsi diventano sdrucciolevoli, si ghiacciano e sono pericolosi. Allora ci è sufficiente poterli ammirare dal basso per sognare prima o poi di poterci andare.

Abbiamo scovato sui monti del nostro Paese alcuni rifugi incantevoli, a dir poco, alcuni molto famosi e ricchi di storia. Ecco quali sono.

Il Rifugio Luigi Brioschi sulle Prealpi lombarde

Tra i più belli c’è il Rifugio Luigi Brioschi, in provincia di Lecco, a 2.410 metri sulla vetta della Grigna, nelle Prealpi lombarde. Il rifugio fu inaugurato nel 1895 con il nome di Capanna Grigna Vetta, ma nel 1926 venne ampliato da Luigi Brioschi, cambiando così nome.

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Rifugio Luigi Brioschi, sulla vetta della Grigna, in Lombardia

Nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, venne demolito, e ricostruito alla fine della guerra. Il rifugio dispone di 36 posti letto per chi lo usa come punto di partenza per la Traversata Alta che permette di raggiungere la vetta della Grigna Meridionale.

ll Rifugio Duca degli Abruzzi sul Gran Sasso

ll Rifugio Duca degli Abruzzi apre solo d’estate. Pochi sono coloro che, armati di grande coraggio, riescono a raggiungerlo d’inverno. Con le gelide temperature, questo rifugio capita che si ghiacci completamente. Chi ha avuto la fortuna di vederlo ne è rimasto estasiato: sembra uscito dalla fiaba di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi”. Una fotografia del rifugio ghiacciato, scattata nel 2017, è finita persino sul National Geographic. E da lì ha fatto il giro del mondo.

Di proprietà del C.A.I. (Club Alpino Italiano) di Roma, si trova a 2.388 metri di altitudine, in cima alla Cresta del Monte Portella, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, al ridosso del Corno Grande e delle principali vette del massiccio. Lo si può raggiungere solamente a piedi partendo dalla località sciistica di Campo Imperatore, in provincia dell’Aquila.

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ll Rifugio Duca degli Abruzzi nel Parco Nazionale del Gran Sasso

Il Rifugio Antermoia sul Catinaccio

Tra i più famosi c’è anche il Rifugio Antermoia, nel gruppo del Catinaccio, sulle Dolomiti, nel bacino idrografico della Val di Fassa, in Trentino-Alto Adige. Risale al 1911 e, negli ultimi anni, sono stati aggiunti dei pannelli fotovoltaici per contribuire al fabbisogno energetico dell’edificio (non belli da vedere ma sicuramente ecologici). Vi si accede da diverse località, le vie più veloci sono quelle da Mazzin di circa 2 ore e mezza, per i sentieri 530 e 580, risalendo il bacino della Val de Udai e da Fontanazzo di circa tre ore, per i sentieri 577 e 580, risalendo il bacino della Val de Dona.

Rifugio Antermoia in Val di Fassa

Rifugio Antermoia in Val di Fassa, Trentino Alto Adige

Il Rifugio del Roda di Vaèl sul Rosengarten

Sempre sul gruppo montuoso Catinaccio/Rosengarten, Patrimonio Unesco, si trova anche il Rifugio del Roda di Vaèl, sulla Sella del Ciampaz a quota 2.283 metri. Venne inaugurato nel 1906. Oggi ha 60 posti letto ed è un ottimo punto di partenza per molte escursioni ed ascensioni.

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Il Rifugio del Roda di Vaèl

Rifugio Torino, a Courmayeur

È aperto tutto l’anno fin dagli Anni ’50 ed è raggiungibile con la Skyway Monte Bianco il Rifugio Torino, sopra Courmayeur, in Valle d’Aosta. La sua terrazza panoramica è la più bella della Regione. Si può anche soggiornare in una delle camere. La più bella è sicuramente la numero 31. Da questa camera è possibile godersi il sole che sorge dalla cima dei Dru e della Verte, fino a illuminare tutti i 4.000 valdostani.

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Il Rifugio Torino, sopra Courmayeur, in Valle d’Aosta

Il Rifugio Pradidali tra le Pale di S. Martino

Incastonato a 2.278 metri, tra le pareti delle Pale di S. Martino, a cavallo tra Trentino e Veneto, il Rifugio Pradidali è una delle più note basi alpinistiche delle Dolomiti. Fu costruito nel 1896 vicino a un pittoresco laghetto. Da valle è impossibile vederlo.

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Il Rifugio Pradidali tra le Pale di San Martino

Bisogna salire in cima per scoprire che è situato in una splendida posizione nel cuore del gruppo montuoso, ai piedi di torri e campanili celebri nella storia dell’alpinismo dolomitico e al cospetto della spettacolare cattedrale rocciosa di cima Canali che solo lei merita una visita.

Il Rifugio Gervasutti sul Monte Bianco

Causa Covid non è accessibile, ma il Rifugio Gervasutti è uno dei più incredibili delle Alpi. Costruito a 2.835 metri di altezza, sotto le pareti delle Grandes e Petites Jorasses, a Entrèves, alle pendici del Monte Bianco, in Valle d’Aosta, è unico. Energeticamente autosufficiente per ospitare 12 persone, è dotato di un computer che gestisce l’impianto elettrico del bivacco, ma è anche collegato a Internet.

Ha una struttura modulare ed è stato costruito interamente a valle e poi elitrasportato e installatosul posto. Dal bivacco partono tre ascese importanti: la parete Est delle Grandes Jorasses (4208 metri), la parete Sud delle Petites Jorasses (3658 metri) e l’Aiguille de Leschaux (3759 metri).

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Il bivacco Rifugio Gervasutti in Valle d’Aosta

Il Rifugio Locatelli, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo

Famosissimo per il suo panorama unico è il Rifugio Locatelli, alla base delle Tre Cime di Lavaredo. Situato a 2.450 metri di quota, nel cuore delle Dolomiti di Sesto, in alta Val Pusteria, lo si raggiunge a piedi dopo essere saliti in quota e aver lasciato l’auto al Rifugio Auronzo, raggiungibile con una strada a pedaggio.

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Il Rifugio Locatelli e le Tre Cime di Lavaredo

Per questo motivo è sempre preso d’assalto dai turisti. È un posto magico, Lungo il sentiero per raggiungerlo s’incontra anche la cappella del rifugio e d’estate si possono ammirare i due laghetti dei Piani (Bödenseen).

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