Il posto più sporco in volo? Non è la toilette…

Secondo il Daily Mail, bisogna stare attenti ad altri luoghi

Un microbiologo inglese, incaricato dal sito di statistiche sui viaggi travelmath, ha misurato la concentrazione di batteri in cinque aeroporti e quattro aerei di linea. Non sono stati resi noti i nomi delle compagnie aeree o gli aeroporti in cui si è svolto l’esperimento.

I risultati dei test, espressi in CFU (Colony-forming unit, l’unità di misura usata dai microbiologi per stimare la quantità di funghi o batteri presenti in un campione) hanno rivelato che l’oggetto più sporco su un aereo è il tavolino reclinabile davanti ad ogni sedile su cui le hostess e gli stewart appoggiano le consumazioni dei viaggiatori: su queste superfici sono presenti ben 2155 CFU. I passeggeri lo usano spesso senza essersi puliti le mani e non solo per mangiare.

Molte neomamme usano il tavolino reclinabile come se fosse un lavatoio su cui cambiare il pannolino ai propri bambini: ecco perché i biologi hanno rilevato la presenza di batteri fecali (presenti nelle feci umane). La pessima abitudine dei passeggeri adulti di non lavarsi le mani dopo aver utilizzato la toilette contribuisce ad aumentare la presenza di batteri fecali sui tavolini. Secondo una hostess intervistata dal Daily Mail, alcune persone approfittano del tavolino anche per tagliarsi le unghie.

Sulle fibbie delle cinture di sicurezza e le prese d’aria dell’impianto di climatizzazione disponibile per ogni sedile sono stati rilevati batteri pari a, rispettivamente, 230 e 285 CFU. La tanto temuta toilette non è così sporca come si pensa, ma nemmeno pulitissima: il rubinetto del lavabo ha totalizzato “solo” 265 CFU. La situazione a terra non è migliore: anche i test sulla superficie delle fontanelle presenti in alcuni aeroporti sono stati trovati batteri fecali per 285 CFU.

A prima vista, un metodo con cui potremmo tenere sotto controllo la situazione e la nostra salute sarebbe tenere a portata di mano un flacone di disinfettante per le mani. Le ricerche a riguardo, però, sono discordanti: alcuni esperti ne riconoscono l’efficacia, mentre altri sostengono che un lungo utilizzo di queste sostanze renda i batteri più resistenti, generando nuovi ceppi patogeni pericolosi per la salute e difficilmente curabili con i medicinali attualmente disponibili. Una cura migliore e più economica, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è quella di lavarsi le mani con del normale sapone liquido asciugandole accuratamente con una salvietta monouso da utilizzare anche per chiudere il rubinetto.

 

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