Pizzo Sella, la collina del disonore in Sicilia: storia e curiosità

Pizzo Sella, conosciuta come la collina del disonore, è uno dei luoghi più controversi della Sicilia, dove il cemento ha incontrato l'arte di strada

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

Pubblicato: 25 Marzo 2025 15:39

Il fenomeno dell’abusivismo architettonico e urbanistico è purtroppo una piaga di lunga data in Sicilia, un problema che affligge soprattutto il paesaggio della bellissima isola. Pizzo Sella, tra i molti, è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un romanzo: un mix di cemento, degrado e arte ribelle. Situata alla periferia di Palermo, questa collina ha visto nascere edifici mai abitati e persino un museo a cielo aperto, tutto nello stesso posto.

Se da un lato Pizzo Sella è infatti diventato tristemente famoso per l’abusivismo edilizio selvaggio, dall’altro ha saputo reinventarsi grazie all’intervento di un gruppo di street artist, che sono stati per questo luogo come un fiore nato dal cemento.

Nel 2013, infatti, un collettivo di artisti locali ha trasformato le pareti di queste costruzioni fantasma in un’opera d’arte diffusa: nasce così il Pizzo Sella Art Village, una galleria open air con firme del calibro di Collettivo FX, NemO’s, Poki e I mangiatori di patate. L’obiettivo? Dare nuova dignità a un’area abbandonata e ridisegnarne il futuro attraverso l’arte.

Perché Pizzo Sella è chiamata “la collina del disonore”?

Dietro al soprannome di questo comune in provincia di Palermo, c’è una storia di speculazione edilizia che ha lasciato un segno indelebile. Negli anni Settanta, infatti, Pizzo Sella era un’area destinata a rimanere verde, un polmone naturale per la città, già ampiamente edificata. Eppure, quando arriva il 1978 qualcosa cambia: viene rilasciato un permesso di costruzione che porta alla realizzazione di circa 170 villette. Il problema? La zona era a rischio geologico e l’intero progetto si basava su concessioni edilizie ritenute irregolari. Il risultato? Un quartiere fantasma, con edifici rimasti incompleti e mai realmente abitati.

Pizzo Sella è così diventato tristemente noto che persino Legambiente l’ha inserita tra i peggiori esempi di abusivismo in Italia e così questo luogo della periferia palermitana ha guadagnato il triste titolo di “collina del disonore”. Ma la storia non finisce qui. Fortunatamente.

Street art vs. degrado: una battaglia ancora aperta

Dove il cemento ha fallito, l’arte ha provato a dare un senso alla “ex” verdeggiante collina di Pizzo Sella. Il Pizzo Sella Art Village è nato proprio per riscrivere questa storia di abusivismo edilizio del palermitano, trasformando le case mai vissute in tele giganti per murales e installazioni. Ma non tutti hanno visto di buon occhio questa rivoluzione artistica: paradossalmente, mentre le costruzioni abusive restavano lì senza colpevoli, gli artisti sono stati accusati di vandalismo, dato che ancora nel Belpaese – e soprattutto nel Meridione – si fatica a dare dignità e a trovare spazio tra le Belle Arti all’arte di strada, che continua anch’essa a essere abusiva, poiché gli agli artisti non vengono mai (o quasi) concesse le autorizzazioni e gli spazi necessari a legittimarla.

Tanto è stato il dibattito attorno alla “collina del disonore”, che tuttora il futuro di Pizzo Sella è ancora un punto interrogativo. Di fatto, Pizzo Sella oggi resta un luogo sospeso tra abbandono e rinascita, tra memoria e nuova identità. Gli artisti, però, non hanno intenzione di arrendersi: le loro opere continuano a gridare al mondo che ogni angolo dimenticato può ancora avere una seconda possibilità.