La Thuile, sui sentieri di montagna lungo gli antichi camminamenti

Oltre 200 chilometri di sentieri naturali e di vie di montagna intorno alla nota località di villeggiatura della Valle d'Aosta

Oltre 200 chilometri di sentieri naturali e di vie di montagna, che ripercorrono antichi camminamenti. Sono quelli che si possono percorrere sopra il paese di La Thuile, in Valle d’Aosta, una delle mete di villeggiatura più famose d’estate, ma anche nota meta sciistica durante l’inverno.

Ciò che cattura immediatamente l’attenzione di chi viene qui in vacanza è la natura nella sua immensa purezza, con i suoi spazi infiniti, i vivaci contrasti di colore, i fitti boschi di conifere, le cime della catena del Monte Bianco che svettano da qualsiasi prospettiva le si guardino e l’iconico massiccio del Rutor che, con il suo esteso ghiacciaio, il sesto in Italia, sorveglia la vallata. Siamo in Valdigne, a 1.441 metri di altitudine e salendo ancor più in alto si scorgono bellissimi paesaggi di montagna che offrono tantissime belle passeggiate da fare.

I percorsi qui sono tanti. Itinerari ben segnalati, nel pieno rispetto dell’ambiente naturale, con un’ampia varietà di ambienti e di panorami che vanno dagli ampi prati verdi, dove sostare per un pic-nic o per prendere il sole, ai freschi boschi, dove ripararsi dai caldissimi raggi del sole.

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I laghetti di montagna intorno a La Thuile @123rf

La partenza dei sentieri si raggiunge con la funivia panoramica (si può acquistare il biglietto per l’impianto di risalita anche online a partire dal 4 luglio). Prendendo la cartina dei sentieri di La Thuile c’è solo l’imbarazzo della scelta. Da una parte ci sono i valloni di Youlaz, Orgères, Chavannes e Breuil, verdi, selvaggi, preziosi dal punto di vista geologico e ricchi di testimonianze storiche: quando si arriva in cima regalano un affaccio previlegiato sulla catena del Monte Bianco. Dall’altra ci sono i sentieri che portano verso la zona del Rutor, con le sue cascate, i laghi di Bellacomba, il lago Verde e il lago Grigio e il rifugio Deffeyes che segna il punto di partenza per la più impegnativa escursione verso il ghiacciaio del Rutor.

Puntando invece verso il Colle del Piccolo San Bernardo, si può raggiungere il Lago Verney, il più vasto specchio lacustre naturale della Valle d’Aosta che si trova a 2.088 metri di altitudine. Di origine glaciale, intorno alle sponde del lago si trova una ricca varietà di flora.

Procedendo oltre il lago si arriva al Colle del Piccolo San Bernardo dove, in corrispondenza della linea di confine tra l’Italia e Francia, c’è un punto di particolare magia. Si tratta della zona archeologica dove è stato rinvenuto un Cromlech, un cerchio di 46 pietre e 72 metri di diametro che probabilmente racchiudeva un dolmen al centro e, nell’antichità, era considerato un luogo di culto molto importante.

Nella zona del Colle, tra immensi prati verdeggianti, già in territorio francese, l’abate Pierre Chanoux, sacerdote con la passione per l’alpinismo, diede vita, nel 1897, al Giardino Botanico Chanousia con l’obiettivo di far conoscere la bellezza e la rarità della flora alpina. Questo giardino botanico, il più alto d’Europa, ospita più di mille piante alpine. Nei percorsi tra i fiori ognuno può provare un’esperienza sensoriale unica. È visitabile da luglio a settembre.

L’importanza come via di transito del Colle è testimoniata dall’Ospizio del Piccolo San Bernardo, un monastero costruito nell’XI secolo da San Bernardo di Montjou e dai resti di un tempietto gallico e di due “Mansiones” dell’epoca Romana, che garantivano ristoro e pernottamento ai viaggiatori e agli animali che già nel I secolo a. C. percorrevano questo valico come via verso le Gallie. Oggi ospita il Museo sulla storia del Colle, della Valdigne e della Savoia.

Esattamente dalla parte opposta rispetto al Piccolo San Bernardo, ci sono due bellisisme passeggiate adatte alle famiglie: quella che da Colle San Carlo conduce in 15 minuti al Belvedere di Arpy, una balconata da cui ammirare la catena del Monte Bianco oppure quella che porta al Lago di Arpy, uno specchio d’acqua da favola affacciato sul Monte Bianco.

Ma l’escursione più bella da fare qui è quella verso le spettacolari cascate del Rutor, le più imponenti di tutta la Regione. Fanno parte della storia del paese e sono avvolte da miti e leggende, figlie dei laghetti alimentati dall’omonimo ghiacciaio. Le meravigliose cascate, visitabili d’estate, sono tre salti d’acqua impetuosi che si gettano in gole e precipizi scavando la roccia con tutta la loro potenza.

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Le cascate del Rutor @123rf

Partendo dalla frazione di La Joux, a 1.603 metri di altitudine, a 3 km dal paese di La Thuile si può arrivare con un bel sentiero fino alla terza cascata che si trova invece a 1.996 metri. Il primo punto di osservazione si incontra dopo una ventina minuti di cammino dai casolari di La Joux, lungo una mulattiera che passa per boschi di conifere. La prima cascata è sorprendente, l’emozione dell’arcobaleno, la forza dell’acqua suscitano sensazioni incredibili.

Un pianoro bucolico vicino al torrente è l’occasione per rinfrescarsi e concedersi qualche scatto fotografico, poi si riprende a salire per il sentiero che raggiunge la seconda cascata a 1.850 metri e di lì a poco anche la terza, sulla quale un ponte d’acciaio lungo circa 16 metri per 1,20 metri di larghezza permette a tutti di passare da una parte all’altra godendo dello straordinario spettacolo.

Da questo punto si può tornare indietro seguendo il sentiero sull’altra sponda orografica oppure scegliere di salire al Rifugio Deffeyes (2.494 metri) proprio ai piedi del ghiacciaio, un’escursione impegnativa soprattutto per i bambini, ma molto bella. Un’altra opzione è quella di deviare a destra dopo le cascate seguendo la direzione dei laghi glaciali di Bella Comba.

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Il bellissimo Rifugio Deffeye @123rf

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La Thuile, sui sentieri di montagna lungo gli antichi camminamenti