Parigi, come sarà ricostruita Notre Dame? I progetti più innovativi

La Francia ha lanciato una competizione rivolta agli architetti per riprogettare il tetto della Cattedrale andato distrutto dall'incendio

A seguito del tremendo incendio dello scorso 15 aprile che ha devastato la Cattedrale di Notre Dame a Parigi, la Francia ha lanciato una competizione rivolta ai professionisti per riprogettare il tetto andato distrutto.

I migliori studi di architettura mondiali hanno accolto la sfida e hanno proposto alcuni progetti – certi davvero bizzarri – per la futura copertura dell’edificio religioso simbolo di Francia che, secondo le promesse del Presidente Emmanuel Macron, dovrà essere ultimata entro il 2024, anno in cui Parigi ospiterà la XXXIII edizione delle Olimpiadi.

Tra i progetti presentati c’è quello top secret di Norman Foster dello studio Foster + Partners, che dovrebbe comprendere un tetto di vetro trasparente con una guglia – a sostituzione di quella caduta – di cristallo.

Come per Sir Foster, anche per lo Studio Fuksas di Massimiliano e Doriana Fuksas il vetro è protagonista della ricostruzione di Notre Dame: una guglia di cristallo Baccarat squarcerebbe il cielo con la sua luce notturna.

Vetro anche per l’architetto russo Alexander Nerovnya, che ha disegnato un tetto trasparente e un guglia dalla struttura più tradizionale. Sfruttando, invece, il tema della policromia delle vetrate della Cattedrale, lo studio di architettura basiliano AJ6 Studio ha immaginato di ricostruire sia la copertura sia la guglia con vetri colorati, in modo da illuminare le navate della chiesa con luce naturale.

Completamente differente è il concept proposto dai designer Nicolas Abdelkader e Marie-Alizée Tulli dello Studio NAB, che hanno pensato a una cattedrale “green”: il progetto vedrebbe la creazione di un giardino pensile coperto da una serra di cristallo, una sorta di parco urbano eco-sostenibile.

È una vera provocazione il progetto del designer francese Mathieu Lehanneur, ispirato alle fiamme che hanno avvolto la torre durante l’incendio. Il progetto consiste nella riproduzione di una gigantesca fiamma ricoperta di foglie d’oro.

La proposta dello studio slovacco Vizumatelier consiste, invece, in una torre dalla struttura sottile e leggera, sormontata da un fascio di luce rivolto verso il cielo, riprendendo un po’ l’idea della Torri Gemelle di Ground Zero a New York dopo l’attacco dell’11 settembre.

Alla competizione partecipano anche giovani architetti emergenti, come Kiss The Architect, uno studio collettivo di architettura di Cipro fondato da Dakis Panayiotou, che ha proposto di ricostruire la guglia con un mix di costruzioni ad arco e sfere, che circondano una scala centrale.

Dedicato all’attualissimo tema del ‘plastic free’ è il progetto dello Studio Drift di Amsterdam, che ha proposto di realizzare un nuovo tetto per la Cattedrale utilizzando la plastica raccolta dalle acque inquinate degli oceani, grazie al sostegno dell’associazione no-profit The Ocean Cleanup. La plastica raccolta verrebbe fusa e ricompattata per rivestire il tetto di Notre Dame e diventare, così, un simbolo universale per il riciclo e la sostenibilità ambientale.

Olandese è anche lo studio Concr3de che impiega la stampa 3B per realizzare i proprio progetti. La sua proposta è quella di trasformare le macerie in una nuova pietra di Parigi composta da cenere e polvere. Quest’ultima, resa stabile per la stampa 3D, potrebbe essere utilizzata per ricreare le parti perdute della cattedrale, come i famosi gargoyle del tetto della Cattedrale.

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