I francesi celebrano il patrimonio dell’Emilia-Romagna

Tre testate francesi celebrano Ravenna, Faenza e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop: un viaggio artistico, culturale e gastronomico in Emilia-Romagna

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Emma Santo

Giornalista specializzata in Travel

Giornalista pubblicista, web content editor e storyteller, scrive di viaggi, enogastronomia, arte e cultura. Per lei, scrivere è come viaggiare.

Ravenna, Faenza e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop finiscono sotto i riflettori di tre prestigiose testate francesi. Questo ottobre, “Le Figaro”, “Guide Routard” e “Les Echos” celebrano e promuovono il Patrimonio artistico e gastronomico dell’Emilia-Romagna, in tre articoli a diffusione internazionale.

Ravenna, la Capitale del Mosaico

Il viaggio artistico e culturale parte da Ravenna e Faenza, protagoniste nell’articolo del giornalista Jean Tiffon pubblicato sul sito del quotidiano francese “Le Figaro”. Il reportage è frutto di un educational organizzato da APT Servizi Emilia-Romagna nella primavera di quest’anno.

Di Ravenna, perla incastonata nel cuore della Romagna, il reporter esalta la storia antica. La città che dal 402 d.C. detiene lo status di “Capitale dell’Impero romano d’Occidente”, deve gran parte della sua identità culturale alla ricca presenza di mosaici. “Si trovano ovunque – sottolinea il giornalista francese – nelle case, nelle chiese, nelle cappelle e persino per le strade”. Dal 2009, come ricorda l’autore del reportage, la città ospita la Biennale di Mosaico Contemporaneo, un appuntamento unico nel suo genere che, per tre mesi (fino al 14 gennaio 2024), invita a immergersi in una tecnica dalla storia secolare che non smette di affascinare, alla scoperta delle molteplici e diversificate forme che la rendono viva e pulsante.

Tiffon decanta questo patrimonio unico, citando anche i musei che valorizzano questa antica arte, il TAMO e il MAR, Museo d’Arte della Città di Ravenna, che attualmente presenta una nuova esposizione delle collezioni di mosaici contemporanei. Per non parlare delle botteghe storiche e atelier di mosaicisti locali, che presentano ai visitatori il loro lavoro e propongono interessanti laboratori.

Ravenna e i suoi mosaici sono elogiati anche nella guida completa del sito “Guide Routard”. Inestimabile il tesoro che custodisce – si legge nell’articolo, che invita a visitare questa città d’arte durante un viaggio in Emilia-Romagna anche per i suoi otto Siti Patrimonio UNESCO, tra cui il Mausoleo di Teodorico, famoso per la sua cupola di quasi 300 tonnellate e il suo sarcofago di porfido rosso. L’articolo si conclude con l’invito a “riscaldare l’anima davanti a queste meraviglie in vetro blu, oro e verde”.

Faenza, regina delle ceramiche

A 40 km da Ravenna, si incontra Faenza, la città natale della pregiata ceramica. Opere di straordinario valore si possono trovare nel Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC), con la raccolta di arte ceramica più grande al mondo. Degno di nota anche Palazzo Milzetti, sede del Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna, “capolavoro dell’epoca neoclassica con decorazioni pittoriche straordinarie”, si legge nell’articolo su “Le Figaro”.

Anche a Faenza, prosegue Tiffon, il visitatore può incontrare laboratori di ceramisti, tra cui il famoso “Ceramica Gatti”. Per un approfondimento sulle ceramiche faentine, c’è il Museo Carlo Zauli, dedicato all’omonimo artista, nato e morto nella città romagnola, considerato uno dei più grandi ceramisti italiani.

La cultura gastronomica dell’Emilia-Romagna

Con un primato europeo di ben 44 prodotti Dop e Igp, l’Emilia-Romagna, è famosa anche per la sua ricca cultura enogastronomica. Tra i prodotti più rinomati, il pregiato Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, celebrato dalla testata “Les Echos”. Un elogio a quello che è diventato “uno degli ultimi baluardi della gastronomia italiana, proprio come il Parmigiano o il Prosciutto di Parma”, si legge nell’articolo.

Il principale giornale economico finanziario francese suggerisce di degustare l’ “Oro Nero” a Casa Maria Luigia, dimora intima del XVIII secolo a San Damaso, roccaforte dello chef tre stelle Massimo Bottura. L’edificio, immerso nella campagna emiliana, ospita inoltre una collezione privata di 30mila dischi in vinile, auto e moto italiane storiche e arte contemporanea.