Viaggiare con gli animali durante il Covid: i prezzi sono alle stelle

Viaggiare con gli amici a 4 zampe è, purtroppo, diventato più caro che mai: cosa sta succedendo

Viaggiare è decisamente complicato in questo momento storico e, con i nostri migliori amici a quattro zampe, è diventato ancor più oneroso farlo. Non solo per una questione di mezzi di trasporto a disposizione quasi assenti, ma anche perché i prezzi sono davvero alle stelle (e non solo per gli animali).

A causa del drastico calo dell’offerta, le frontiere chiuse per molti Paesi del mondo, l’obbligo di quarantena e così via, nei cieli del nostro pianeta volano circa il 60% di aerei commerciali in meno rispetto ai giorni pre-pandemia. Nei pochi aeromobili che decollano, invece, c’è sempre meno spazio per gli animali, mentre altre compagnie aeree sono arrivate addirittura a non accettarli più a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Altre ancora hanno ridotto al minimo la zona della stiva pressurizzata, climatizzata e oscurata dove vengono sistemate – per garantire la loro sicurezza – gabbie e trasportini. E il motivo di tutto questo è piuttosto semplice: il materiale sanitario ha la precedenza su tutto e viene caricato con assoluta priorità. Inoltre, la fortissima domanda relativa ai trasporti cargo ha reso più redditizio imbarcare le merci che gli animali.

L’inevitabile risultato è che i nostri amici pelosi devono mettersi in coda per trovare un biglietto e il prezzo per imbarcarli – secondo quanto dicono le agenzie specializzate nella movimentazione di animali – è addirittura triplicato.

La situazione è così complicata che la Worldwide Animal Travel è stata costretta a noleggiare un Boeing 777 di Air Canada (ribattezzato per l’occasione “l’arca di Noè”) per riportare a casa dai loro padroni in Australia 47 cani e 19 gatti che in alcuni casi aspettavano da mesi un buco a bordo.

Mentre negli Stati Uniti molti passeggeri hanno provato ad aggirare il problema con il trucchetto della paura del volo. La legge, infatti, dice che in caso di aerofobia è consentito – ma solo con certificato medico – imbarcarsi in cabina con il proprio animale domestico come “supporto emotivo”. Ed è stato per questo che hostess e steward si sono visti costretti a far salire in cabina non solo cani e gatti, ma anche tartarughe, maialini e in un caso persino un pavone.

Alla fine però il dipartimento dei trasporti Usa è dovuto intervenire. E da dicembre scorso ha emesso un provvedimento che consente l’utilizzo solo dei cani come badanti psicologici per chi ha paura di volare. Gli altri animali, se e quando ci sarà spazio, dovranno accontentarsi di un posto in stiva e a prezzi decisamente elevati.

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