Tutto quello che serve ai turisti italiani per viaggiare in Europa

In attesa dell'entrata in vigore del Green Pass, ecco cosa dovete sapere se avete programmato una vacanza in una di queste destinazioni europee

L’Europa riapre e riafferma il diritto alla libera circolazione in vista del periodo estivo e dell’arrivo del Green Pass che entrerà in vigore dal 1° luglio. Come vi abbiamo annunciato, per viaggiare questa estate è obbligatorio presentare un certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione anti Covid o l’esito negativo del test, oppure la guarigione dalla malattia. Ciò permetterà di evitare quarantene e test aggiuntivi, ma non in tutte le destinazioni. Questo perché gli Stati dell’Ue hanno competenza esclusiva su salute e confini.

Dal primo giugno dieci Paesi, tra cui l’Italia, si sono connessi al gateway Ue e, di questi, sette hanno già iniziato a rilasciare i primi certificati verdi: si tratta di Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia e Polonia. Ad oggi, le regole di ingresso variano da nazione a nazione: vediamo allora quali sono gli obblighi da osservare se state programmando una vacanza in alcune delle principali destinazioni europee.

Austria

Prima di entrare in Austria bisogna registrarsi. I viaggiatori devono essere in possesso di un certificato di vaccinazione (in inglese o tedesco), valido se: sono passati 22 giorni e non più di 3 mesi dalla prima dose; è stata somministrata la seconda dose e non sono trascorsi più di 9 mesi dalla prima (o dall’unica nel caso del monodose). In alternativa, è necessario il certificato che attesti l’avvenuta guarigione dal Covid-19, fornire un test PCR pre-partenza (entro 72 ore prima dell’arrivo) o un test rapido (entro 48 ore), o effettuare un test entro 24 ore dall’ingresso (i bambini sotto i 10 anni sono esentati).

Croazia

La Croazia utilizza la mappa a colori del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), aggiornato ogni 7 giorni. Chi proviene da una zona non classificata come verde (inclusa l’Italia) può entrare senza fare l’isolamento se presenta un certificato di vaccinazione che dimostri che la seconda dose di vaccino Covid19 (o dose singola per Johnson & Johnson) è stata ricevuta più di 14 giorni prima dell’arrivo. In alternativa, deve esibire il certificato di guarigione dal Covid-19 o il risultato negativo di un test molecolare entro 72 ore dall’arrivo o un test rapido entro 48 ore (sono esentati i bambini sotto i 7 anni). In mancanza di un test valido, va eseguito subito all’arrivo in Croazia un tampone a proprie spese, con l’obbligo di quarantena di 10 giorni.

Francia

Attualmente e fino all’8 giugno, tutti i viaggiatori diretti in Francia sono soggetti all’obbligo di tampone molecolare PCR da effettuare entro 72 ore dalla partenza (l’antigenico non è accettato). Il tampone è obbligatorio anche per i vaccinati, mentre sono esentati i bambini sotto gli 11 anni. Con la nuova normativa in vigore dal 9 giugno, annunciata dal sottosegretario al Turismo, Jean-Baptiste Lemoyne, ci sarà il via libera per tutti i turisti europei in possesso dell’attestazione della vaccinazione completa.

Grecia

Tutti i viaggiatori devono compilare un modulo di localizzazione passeggeri entro le 23:59 del giorno prima dell’arrivo in Grecia. Non è prevista quarantena obbligatoria di 7 giorni per chi esibisce un certificato di vaccinazione contro il Covid, purché siano trascorsi 14 giorni dalla seconda dose o dalla dose unica. In alternativa, è necessario esibire il risultato negativo di un test molecolare PCR, effettuato entro 72 ore prima dell’ingresso (i bambini sotto i 5 anni sono esentati), o un certificato di guarigione dal Covid negli ultimi 9 mesi rilasciato da un’autorità pubblica o da un laboratorio certificato.

Irlanda

Tutti i viaggiatori sono soggetti all’obbligo di un test PCR negativo prima della partenza. Il test deve essere effettuato entro 72 ore prima dell’arrivo. L’Italia e’ stata rimossa dall’elenco dei Paesi a rischio, pertanto i viaggiatori italiani non devono sottoporsi alla quarantena alberghiera obbligatoria.

Malta

Dal 1 giugno, tutti i viaggiatori (di età superiore ai 5 anni) in arrivo a Malta da qualsiasi Paese elencato nelle zone ambra, compresa l’Italia, sarà tenuto a presentare un test PCR negativo eseguito non più di 72 ore antecedenti l’ingresso, nonché un modulo di autocertificazione e un modulo di Localizzazione Passeggeri entrambi compilati. Le persone sprovviste di un test valido saranno sottoposte a tampone e/o quarantena obbligatoria a pagamento. Un certificato di vaccinazione rilasciato in Paesi diversi da Malta sarà accettato solo quando: il passaporto digitale europeo Covid sarà attivo; saranno stati firmati accordi bilaterali per accettare la certificazione di vaccinazione reciproca tra Malta e un altro Paese

Svizzera

Coloro che provengono dalle regioni ad alto rischio, come identificate dalle Autorità locali, devono presentare un test PCR con esito negativo effettuato non oltre 72 ore prima dell’ingresso nel Paese e sono, comunque, sottoposti ad obbligo di quarantena. Quest’ultima ha durata di 10 giorni, ma può essere terminata a partire dal settimo in caso di test rapido o PCR, effettuato dall’interessato a proprie spese, con esito negativo. Dal 17 maggio sono incluse in tale elenco Basilicata, Campania e Puglia. L’obbligo di effettuare un test PCR scatta anche per tutti coloro che arrivano in Svizzera per via aerea, indipendentemente dalla provenienza, con controllo effettuato all’imbarco sul volo. Vige, inoltre l’obbligo di registrazione dei propri dati di contatto.

Spagna

Dal 1°luglio, per l’ingresso in Spagna sarà necessario compilare un modulo di controllo sanitario. Tutti i viaggiatori sopra i 6 anni devono esibire un tampone negativo effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo, grazie al quale non occorrerà la quarantena. Il certificato, presentato in forma digitale o cartaceo, deve essere tradotto in spagnolo, inglese, tedesco o francese o essere accompagnato da una traduzione in spagnolo effettuata da un organismo ufficiale. I visitatori che hanno completato il ciclo di vaccinazione non saranno più obbligati a fornire un test Covid negativo per viaggiare nelle Canarie.

Cosa fare al rientro in Italia

Il Governo italiano ha prorogato lo stato di emergenza fino al 31 luglio. Si tratta dell’ultima data disponibile per una proroga senza passaggio parlamentare. La proroga diretta da parte del Consiglio dei Ministri è, infatti, possibile fino a un anno di distanza dalla scadenza della prima dichiarazione dello stato d’emergenza.

In attesa che siano emanate le linee guida relative al Green Pass, tutte le persone che rientrano in Italia da un Paese dell’Ue, (così come da Regno Unito, Irlanda del Nord, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco e Israele) devono compilare il formulario digitale di localizzazione (Passenger Locator Form) in caso di soggiorno o transito nei 14 giorni precedenti. Hanno, inoltre, l’obbligo di presentare un documento che attesti l’esito negativo di un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore prima dell’arrivo in Italia.

Vi ricordiamo che prima di partire è utile controllare le misure adottate dal Paese in cui andrete a soggiornare, perché sono sempre soggette a possibili e repentini cambiamenti. Per restare sempre aggiornati sulle eventuali restrizioni all’ingresso imposte dalle autorità locali, vi consigliamo di consultare il sito della Farnesina ‘Viaggiare Sicuri‘.

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