Le bellezze di Bologna collegate dai portici (ora candidati italiani Unesco 2020)

Percorsi per svago, per lavoro, in viaggio: i portici che collegano il centro storico (e non solo) sono una meraviglia per la città

Sotto i portici di Bologna c’è chi ci si è laureato, chi ci si è innamorato, chi li ha percorsi per raggiungere da un capo all’altro la città, chi per lavoro, chi per svago, chi per studio e chi in viaggio. I portici sono una parte fondamentale e bellissima del capoluogo emiliano: e non c’è posto storico in cui uno voglia andare senza che si percorrano o si intravedano in lontananza.

Un patrimonio culturale e architettonico spettacolare per Bologna, tant’è che oggi i portici sono anche ufficialmente candidati italiani Unesco 2020.

Almeno 62 km di colonne, archi “semplici” o decorati, in cui perdersi letteralmente per raggiungere luoghi bellissimi come piazza Maggiore, le torri, la zona universitaria o santuari, come i portici di San Luca, i più lunghi al mondo. Protetti dagli archi ci sono musei, botteghe, chiese, monumenti, case antiche, ristoranti: qui scorre la vita di Bologna e sette di questi sono stati inseriti nella lista Unesco.

Come il portico di Santa Caterina, oggi sede di osterie. Basso e profondo, con il soffitto in parte di legno, simbolo delle antiche abitazioni popolari medievali bolognesi. E che dire dei portici tardo medievali di Santo Stefano che nascondo meraviglie architettoniche come Bolognini Amorini, casa Bianchi, case Tacconi e Beccadelli? Uno splendore.

Alla lista si aggiungono i portici di via dell’Indipendenza, che uniscono Piazza Maggiore alla nuova stazione ferroviaria, a via Rizzoli e Ugo Bassi. Basta rallentare il passo e volgere lo sguardo verso l’alto per lasciarsi rapire dalle bellezze degli archi e delle colonne lungo tutto il tragitto.

Piazza Maggiore, poi, presenta edifici porticati lungo tre lati della piazza, dove oggi trovano sede negozi, botteghe, caffetterie, siti storici e musei. Da vedere (e fotografare) il portico di palazzo del Podestà, il portico dei Banchi, con le sue volte a crociera, per poi perdersi lungo il percorso che porta alla basilica di San Petronio e piazza Galvani. Ma basta girare l’angolo per trovarsi al portico dell’Ospedale della Morte, antico centro assistenziale e oggi sede del Museo Civico, vicino al portico dell’Archiginnasio, sede dell’università negli anni della Controriforma.

Lungo Strada Maggiore, poi, ad altezza della Basilica di Santa Maria dei Servi, si trova un porticato ampio e aperto che sfocia sul cortile della chiesa, spesso sede di mercatini invernali. Camminando qui fate attenzione: al civico 19 troverete casa Isolani, con il suo portico di legno decorato a mano, oltre alla chiesa barocca di San Bartolomeo, adiacente alle due torri.

Stupendi anche i portici dell’area del Carrobbio di Porta Ravegnana, in cui dominano la Loggia della Mercanzia e i portici lignei delle case Seracchioli e della zona del Conservatorio del Baraccano dall’ampio loggiato di età bentivolesca.

Infine, tappa nella zona universitaria, in via Zamboni. Tra maestosi palazzi, chiese, locali è la zona perfetta per chi vuole scoprire bellezze d’altri tempi e respirare la vivacità di questa meravigliosa città.

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I portici di Bologna. Fonte © 123rf

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