Perché Vilnius dovrebbe essere la prossima meta di viaggio

Per il Forbes e la guida Lonely Planet è una delle città da vedere quest'anno. SiViaggia è andato a Vilnius per capire se è vero

Il Forbes spiega perché, tra i viaggi da fare, ognuno di noi dovrebbe prendere in considerazione Vilnius.

La Capitale della Lituania è stata anche selezionata dalla Lonely Planet tra le 10 destinazioni Best in Europe 2018 da visitare in Europa. SiViaggia è andato a Vilnius per capire il motivo di tutto questo entusiasmo. Ed ecco cos’ha scoperto.

Il primo consiglio è di non farsi convincere a fare il giro delle Capitali baltiche, il classico tour che molte agenzie di viaggio propongono e che includono, oltre a Vilnius, anche Tallin (in Estonia) e Riga (in Lettonia).
Visitare tre città in un unico viaggio non serve a niente perché non si vede praticamente nulla di nessuna delle tre.
Per visitare e comprendere Vilnius bisogna viverla e concentrarsi solo su di essa.

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Punto secondo. Molte delle attrazioni turistiche si trovano nel centro storico, dichiarato sito Patrimonio dell‘Umanità dell‘Unesco dal 1994. Bellissimo. Non enorme, ma proprio per questo lo si gira benissimo a piedi. I marciapiedi sono perfetti, larghi, pulitissimi. Bisogna cercare un hotel, un b&b o un appartamento in questa zona.

La città vecchia conserva una pianta medievale, con isolati irregolari, specie nel quartiere ebraico, e stradine strette che si aprono su grandi piazze. Gli edifici e le chiese in stile gotico, rinascimentale, barocco e neoclassico, perfettamente preservati, si sposano con armonia e sono lo scenario in cui prende vita la città moderna e giovane che è oggi Vilnius. La Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao è la chiesa più importante della città. Grande, bianca, imponente e con il campanile staccato dall’edificio a pianta rettangolare. Ma altrettanto maestosa è la Chiesa di Sant’Anna, un enorme edificio gotico di mattoni rossi.

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Punto terzo. Vale la pena aggirarsi per le stradine del ghetto ebraico, tra le vie Didžioji, Dominikonų e Vokiečių, nel cuore di Vilnius, un quartiere abitato fin dal Medioevo e fino all’Olocausto. I Nazisti deportarono migliaia di intellettuali e nel 1941, in quello che era chiamato Piccolo ghetto, non ci viveva praticamente più nessuno. Molti furono spostati nel Grande ghetto. Non furono solo i Nazisti a prendersela con gli ebrei di Vilnius, ma anche i Sovietici che, per molti anni, fino al 1991, occuparono la Lituania. La storia delle occupazioni, fino a un periodo relativamente recente, ha influenzato la vita della città e di tutto il Paese. È un fattore da tenere sempre presente durante l’intero soggiorno a Vilnius.

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Sul lato opposto della Didžioji, invece si aprono strade più ampie su cui si affacciano le vetrine delle migliori griffe internazionali e piazzette che, d’estate, si riempiono di tavolini all’aperto. Proseguendo si giunge a Uzupis, il quartiere degli artisti e da oltre vent’anni ospita scrittori, intellettuali e pittori. Una tappa imperdibile. È una “repubblica” autonoma, con tanto di costituzione e di presidente. Nonostante si trovi molto vicino al centro, in passato era considerato un quartiere pericoloso e malfamato, ma a partire dagli Anni Novanta, con il calo dei prezzi delle case, sempre più intellettuali e artisti hanno iniziato a trasferirvisi e a trasformarlo nel quartiere più trendy della Capitale lituana. Una volta all’anno, sul ponte sul fiume Neris che collega il quartiere al resto della città, viene allestita una sorta di dogana che bisogna attraversare per accedere all’abitato. Un evento simbolico, ma molto divertente.

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Non lontano dal centro c’è una strada lunghissima, Gedimino, che è la via dello shopping, degli uffici e dei locali. È anche la strada su cui si affaccia il Museo delle vittime del genocidio o Museo del KGB. Fu usato come sede della Gestapo e poi del KGB. Al piano superiore oggi sono esposti cimeli del periodo, mentre nel sotterraneo si possono ancora visitare le celle dei detenuti politici e le camere delle torture e delle esecuzioni. Visitarlo è un’esperienza un po’ forte, ma che vale assolutamente la pena fare.

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Negli ultimi anni altri quartieri meno centrali si stanno rifacendo il look e stanno suscitando l’interesse dei turisti. Nella periferia Nord, per esempio, visibile arrivando dall’aeroporto internazionale, stanno sorgendo diversi edifici e grattacieli moderni dove si sono trasferiti gli uffici comunali e di molte aziende private. È una tappa molto costruttiva per vedere come vive la giornata lavorativa la gente di Vilnius. Dato l’interesse turistico, stanno anche aprendo nuovi hotel, come il neo nato Courtyard Vilnius City Center.

Un’altra zona emergente è quella a Sud della città, vicino alla ferrovia. Si tratta del quartiere Naujamiestis, una zona di ex edifici in stile sovietico che, fino a qualche anno fa, era piuttosto malfamato. Oggi i giovani lo stanno riqualificando, si possono ammirare splendidi murales e si può girare per locali alternativi e piuttosto economici.

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In generale Vilnius è una meta low cost. Gli hotel, a parte quelli di lusso, non sono affatto cari, i ristoranti e le trattorie locali costano poco (da provare: Cepelinai, gnocchi di patate ripieni di carne o formaggio, e Kibinai, panzerotti ripieni di carne trita) ed è pieno di birrerie (le birre locali sono la Svyturys e la Kalnapilis e costano un euro circa). Anche i souvenir costano poco. Qui tutti acquistano l’ambra che conviene tantissimo. Tra l’altro, questa resina millenaria solidificata con cui vengono fatti i gioielli si sta esaurendo, quindi tra qualche anno non esisterà neanche più. Inutile entrare nelle gioiellerie, le bancarelle del centro hanno prezzi ottimi. Anche per arrivare a Vilnius si vola low cost con Ryanair. Un long weekend è appena sufficiente a vedere tutto, ma per la prima volta può bastare. Semmai si ritorna per i mercatini di Natale, quando la città illuminata a festa cambia completamente faccia e diventa un piccolo gioiello baltico.

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