Un giorno a Oratino, borgo dell’Appennino molisano

Cosa vedere a Oratino, uno fra i borghi più belli d’Italia. Adagiato sull’appennino molisano, offre l’occasione per conoscere il Molise più interno.

Isolato su una rupe, nella valle del Biferno, Oratino è un borgo dove la transumanza, lo spostamento delle greggi, in salita a maggio e di ritorno in settembre, ha percorso per secoli i suoi antichi tratturi. La natura che circonda Oratino è aspra e dolce insieme, come sembra ribadire la roccia circondata da mura di epoca sannita che tutt’ora vigila sugli antichi percorsi delle greggi, seguendo la naturale conformazione della terra e delle sue valli.

Oratino si è meritato il riconoscimento di uno dei borghi più belli d’Italia. Il Palazzo Giordano, con il suo fossato tutt’ora ben visibile, è stato edificato nella seconda metà del XV secolo e testimonia la grandezza medievale del borgo. Ammodernato dal feudatario Giordano, di cui ancora conserva il nome, alla fine del Settecento il Palazzo ha perso nella trasformazione le quattro torri angolari e i caratteristici merli. Ma è proprio grazie al mecenatismo dei duchi Giordano, che il piccolo villaggio di Oratino ha vissuto una fioritura architettonica che ha regalato ai suoi edifici il garbo che tuttora si ammira alzando gli occhi su di essi.

Se amate il cinema non stenterete a riconoscere la Rocca di Oratino, sita poco distante dal borgo, e scelta nel 2004 da Sergio Castellito che ha girato alcune scene del suo film Non ti muovere con Penelope Cruz proprio in Molise. Se guardate il film, vedrete che mentre i protagonisti viaggiano in auto, dai finestrini si vede proprio la Rocca. La Rocca nella sua vita quotidiana è una torre medievale a pianta quadrata, unica vestigia di un castello medievale oramai perduto.

A Oratino merita anche visitare la parrocchiale Santa Maria Assunta, recentemente restaurata e che conserva i segni del suo passato medioevale e delle trasformazioni che vanno dal XIII al XVIII secolo. Sulla volta della navata centrale troneggia un affresco del 1791, l’Assunzione dipinta dal padre del Settecento molisano, il pittore oratino Ciriaco Brunetti che fece di Oratino anche il paese della festa barocca.

Spostandovi appena fuori dal borgo, troverete la chiesa della Madonna di Loreto in cui operò lo stesso Brunetti, insieme con il fratello Stanislao, creando illusioni prospettiche e usando colori accesi tra stucchi inesistenti e finte cornici, in un tripudio di contrasti. La chiesa della Madonna di Loreto esteriormente è una tipica chiesetta di campagna, anche se risale al XVIII secolo, ma al suo interno custodisce uno fra i pochi esempi di stile rococò del territorio molisano, che vale la pena di ammirare nonostante alcuni restauri abbiano danneggiato le opere dei fratelli Brunetti.

Anche se Oratino può sembrarvi un borgo sonnolento, nel piccolo paese non ci si annoia. Se scegliete di visitarlo in inverno, la notte del 24 dicembre si trascorre la Vigilia celebrando La Faglia, una tra le tradizioni natalizie più antiche del Molise. Più di cinquanta oratinesi trasportano sulle spalle un fascio di canne (scrupolosamente raccolte, pulite e selezionate nei campi della zona e incastonate con cura) lungo circa 14 metri, dall’ingresso del borgo fino al sagrato della Santa Maria Assunta. Davanti alla chiesa la faglia, alta quasi come il campanile, viene poi incendiata e benedetta dal parroco. Lo spettacolo del grandissimo falò rischiara tutta la valle e rappresenta un modo davvero magico di passare la notte di Natale.

Se non siete riusciti a vedere La Faglia, il 17 gennaio a Oratino c’è la Festa delle Lessate. In occasione della festa di Sant’Antonio Abate si accende di nuovo un grande falò attorno a cui si raduna tutto il borgo e poi lo si guarda ardere consumando insieme le “ lessate”, un gustoso piatto fumante a base di ceci, cicerchie e grano, cucinato sul sagrato della chiesa.

Se invece scegliete Oratino come meta nel periodo della Quaresima, chiedete quando cade la Z’ seca la Vecchia, una festa divertente in cui attori comici improvvisati ironizzano sul rapporto sessuale e sui piaceri della vita. Il 13 maggio invece non perdetevi i festeggiamenti di piazza per San Bonifacio, il patrono del paese.

L’estate è senz’altro il mese delle feste e delle sagre a Oratino. Il 13 giugno si festeggia sant’Antonio da Padova mentre ad agosto sono molte le occasioni nelle quali si può far festa nel centro del paese, ascoltare buona musica e degustare i prodotti tipici locali. Il primo agosto 2017 è stata inaugurata anche la prima festa della mozzarella, ma in generale scamorza molisana, caciocavallo, trecce, olio extra vergine di oliva e salumi come la soppressata e il caciocavallo sono la base dell’offerta enogastronomica locale. Il tutto annaffiato dal celebre Tintilia, un vino DOC ottenuto dall’omonimo vitigno, la cui produzione è consentita in Molise solo nelle provincie di Campobasso (in cui si trova Oratino) e Isernia.

Nonostante si trovi nell’entroterra, Oratino si raggiunge facilmente in aereo atterrando a Pescara, che dista poco più di un’ora dal borgo. In auto, invece, si percorre l’A14 Adriatica, in direzione Pescara, poi si prende per Campobasso e infine si imbocca la provinciale in direzione di Oratino (SP 41). La stazione ferroviaria più importante si trova a Campobasso (8,5 km).

Se avete scelto l’auto, da Oratino potete agilmente raggiungere anche alcune città bellissime del centro Italia. Merita su tutte la vicinissima Campobasso, capoluogo del Molise che con la sua vecchia città vi incanterà. Da non perdere anche Bojano, un piccolo centro di origine romana divenuto nel Medioevo sede del Vescovo e quindi ricco di molte chiese, tra cui una bellissima cattedrale.

Un giorno a Oratino, borgo dell’Appennino molisano