Egitto, terra di contrasti

Le mete da conoscere per pianificare un viaggio in Egitto

Il Cairo ti accoglie immersa nello smog e col suo traffico caotico sin dalle prime luci dell’alba. Dall’alto appare come una striscia scura nel deserto giallastro, poi scendendo vedi stagliarsi all’orizzonte gli inconfondibili profili delle piramidi. Quindi la metropoli: edifici fitti e strade strette, i grattacieli del centro e le grandi arterie che serpeggiano nella città proprio come il Nilo che l’attraversa. Prima di organizzare un viaggio in Egitto controllare il sito della Farnesina con le ultime notizie.

Estesa come la metà di New York, ma con il doppio di abitanti, la capitale dell’Egitto “è” l’Egitto: lì risiedono gran parte degli egiziani fuggiti dal deserto verso la costa mediterranea in cerca di lavoro e di benessere. E lì è, più che altrove nel Paese, tangibile la convivenza tra l’antico, la tradizione e la modernità. Una modernità fatta soprattutto di contrasti tra la povertà estrema e “primitiva” dei sobborghi, che attraversi tra stradine polverose e case fatiscenti, e un centro simil-occidentale con grattacieli e mega centri commerciali.

Ovunque si vada risuonano i beep beep del metal detector: pulmini, taxi e autovetture che entrano nelle aree degli alberghi vengono ispezionate con specchi che si spingono sotto gli abitacoli. I poliziotti armati di kalashnikov ti sorridono bonari avvolti nelle loro divise di panno scuro e la loro presenza è capillare, ovunque ci siano turisti.

Il primo impatto non è dei migliori, ma anche il visitatore più diffidente non potrà che abbandonarsi al fascino delle Piramidi e della Sfinge, sebbene quel che rimane della “sette meraviglie” venga assediato dalla città che avanza sfidando il deserto. D’obbligo al Cairo una visita al Museo archeologico dove sono custoditi tesori dal valore inestimabile come la maschera e il sarcofago di Tutankhamon e le mummie dei grandi faraoni provenienti dalla Valle dei Re. Da visitare con calma e con una buona guida: l’unico problema è scegliere cosa vedere per non rimanere storditi dalla ricchezza e dalla varietà dei reperti esposti: quindi indispensabile chiarirsi le idee prima di avventurarsi su un’area espositiva molto vasta.

Le meraviglie del Cairo fanno comunque parte di un patrimonio visivo e culturale che noi occidentali abbiamo imparato a conoscere sin dalle scuole primarie. Le vere sorprese che riserba l’Egitto sono altrove, qualche centinaio di chilometri più a Sud. Vale quindi senz’altro la pena di spingersi fino a Luxor, l’antica Tebe che fu capitale dell’ Egitto e che oggi è una cittadina di 400mila abitanti estesa principalmente sulla sponda orientale del Nilo. I due templi principali, quello di Luxor e di Karnak, autentici musei all’aperto, saranno prossimamente uniti da un percorso rettilineo di un paio di chilometri in corso d’opera: una sorta di “via sacra” che una volta ultimata diventerà uno dei luoghi più suggestivi dell’Alto Egitto.

Il sole al tramonto vi indicherà la sponda del Nilo dove recarvi per visitare città dei morti, ovvero la Valle dei Re. Quest’area desertica fu utilizzata per 500 anni, dal 1600 a.C. al 1100 a.C. circa per la sepoltura dei sovrani. Oggetto di attenzioni sin dall’epoca greco romana, fu però solo all’inizio del XX secolo che quest’area destò l’interesse degli archeologi che intuirono i tesori celati sotto le rocce. Personaggi come Howard Carter e Theodore Davis, a metà tra gli studiosi e gli avventurieri trascorsero decenni a scavare ed oggi sono 63 le tombe portate alla luce. Qui nel 1922 Carter fece la scoperta del secolo, la tomba del faraone Tutankamen, una delle poche trovate praticamente intatte. Non scoraggiatevi per le file che in ogni periodo dell’anno sarete costretti a fare: supererete cunicoli, false stanze funerarie, antichi trabocchetti, ma alla fine arriverete nella stanza funeraria, quella dove era custodito il sarcofago e il “tesoro”, ciò che apparteneva al Re e si riteneva poteva essergli utile nel regno dei morti. Non lasciate Luxor senza visitare, sempre sulla sponda occidentale del Nilo presso Dair el Bahari,il tempio della reginaHatchepsut, la donna faraone. Addossato a una montagna e ricavato in parte all’interno di essa, il tempio è maestoso e ospita dipinti murali conservati molto bene nonostante i suoi 3500 anni.

Da Luxor ad Assuan scegliete gli alberghi viaggianti. Ce ne sono per tutte le tasche. I più lussuosi hanno la piscina all’ultimo piano e tutti i comfort di un vero hotel e la velocità contenuti, 4-5 nodi, vi consente di ammirare in navigazione le anse e gli scorci più spettacolari di questo tratto egiziano del Nilo. Vale la pena usare un binocolo per seguire la vita dei villaggi che passeranno davanti ai vostri occhi: a pochi gradi dal tropico il tempo sembra non sia passato. Se non fosse per le paraboliche che sembrano piantate sui tetti delle case di pietra qui si vive come secoli fa, con quello che il fiume dà. Solo i centri beneficiati dal turismo offrono qualche possibilità in più per campare. Qualcuno commercia persino vendendo tovaglie e vestiti di cotone lanciandoli abbordando la nave da crociera e urlando prezzi, colori, misure in franco-anglo-ispanico-italiano, una neolingua nella quale gli egiziani sono maestri. Ovviamente, se siete interessati ad acquistare qualcosa, l’imperativo è contrattare. Sul fiume avrete molte occasioni per fare i vostri acquisti e scegliere. Praticamente ogni tappa prevede un souk, ve lo troverete sul vostro cammino andando per templi o arriverà in barca proprio sotto la vostra cabina. Sulla via di Assuan, i templi tolemaici a Kom Ombo e a Edfu sono le tappe più interessanti prima di Philae, il tempio su un’isola proprio a ridosso della grande diga, opera immensa che ha cambiato il destino di milioni di egiziani.

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