A bordo del Trenino Verde della Sardegna

È uno dei treni più belli e meno conosciuti d'Italia e attraversa una zona inedita della regione

Video tratto da: facciadiguru

“È una strana ferrovia. Mi piacerebbe sapere chi l’ha costruita. Sfreccia su per le colline e giù per le valli e attorno a curve improvvise con la massima noncuranza”. Così la descrisse D.H. Lawrence nel 1921 quando percorse la Sardegna a bordo del Trenino Verde.

Oggi il viaggio è identico a quello che fece lo scrittore inglese, il tracciato è lo stesso e persino la carrozza di III classe è la stessa, a traino di una locomotiva a vapore.

Il Trenino Verde della Sardegna è uno dei treni più belli e meno conosciuti d’Italia. Attraversa l’isola con una locomotiva a vapore che risale a oltre un secolo fa. L’itinerario mostra alcuni dei tesori dell’isola meno noti ai vacanzieri delle spiagge e delle coste, tra panorami, storia e bellezze ambientali.

Il viaggio è una corsa verso Nord: la prima stazione è quella di Settimo, da dove si apre un’ampia veduta sul Golfo degli Angeli. Uno sguardo verso lo spettacolare mare della Sardegna si scorge dalla stazione di Settimo. Poi il treno si immerge tra i vigneti, gli uliveti e i campi di grano di Dolianova, Serdiana e Soleminis. Attraverso il Rio Mannu si superano le stazioni di Barrali, Senobi, Suelli e Gesico. Una volta giunti a Mandas, con la sua grande chiesa di San Giacomo, si può iniziare un altro viaggio in direzione Sorgono e Arbatax. Il biglietto costa 17 euro e il viaggio dura tre ore.

Il Trenino Verde percorre quattro linee ferroviarie: la Sassari Tempio-Palau (151 km), detta anche la linea dei due mari perché oltre Sassari prosegue fino ad Alghero, unendo la Riviera del Corallo alla Costa Smeralda e al mare di fronte a La Maddalena; la Macomer-Bosa (46 km), una linea estremamente panoramica che passa dagli oltre 500 metri dell’altopiano di Campeda fino alla stazione di Bosa Marina, alla foce del fiume Temo; la Isili-Sorgono (83 km), una linea ardita che si inerpica sinuosamente tra i rilievi del versante Ovest del Gennargentu, superandoli grazie ad autentiche opere d’arte di ingegneria ferroviaria, come i numerosi viadotti e le lunghe gallerie (la (S’Arcu misura 999 metri) e infine la Mandas-Arbatax, la linea turistica più lunga d’Italia, con i suoi 159 km tra la stazione di Mandas e quella di Arbatax, nel molo sul mare.

È anche quella più conosciuta e che ha dato il nome al servizio turistico perché attraversa il verde dei boschi del Gennargentu. Il Treno Verde è partito ad aprile 2017 per il suo primo viaggio dell’anno lungo il tratto che va da Mandas a Seui.

A bordo del Trenino Verde della Sardegna