Waldeinsamkeit: il viaggio solitario nella natura

Termine che nasce dall'unione di due parole, racchiude al suo interno quel sentimento di profonda bellezza che deriva dallo stare da soli in mezzo alla natura

Foto di Virginia Leoni

Virginia Leoni

Giornalista specializzata in Travel

Giornalista pubblicista, classe 1981, attraverso lo schermo del suo pc viaggia in tutto il mondo... e poi lo racconta.

Capita a tutti di sentire il richiamo della solitudine, di avere il bisogno di immergersi nella natura per cercare di ricongiungersi con la parte più autentica di sé, oppure per rilassarsi, allontanarsi dai problemi, dalle vite frenetiche e dal caos di esistenze segnate dal tempo.

E waldeinsamkeit, termine tedesco composto da due parole che letteralmente significano solitudine e bosco, indica quella sensazione positiva, di benessere e pace, che si raggiunge quando ci si regala istanti di profonda connessione, in cui si è soli, in mezzo agli alberi e alla natura, lontano da tutti e da tutto.

Istanti preziosi che si possono vivere mettendo chilometri di distanza tra sé e la città, oppure scegliendo un parco urbano in cui il rumore dei pensieri e della vita introno a noi non ci riesce a raggiungere.

Il viaggio da fare: soli e immersi nella natura

Può essere una gita di un giorno, oppure un viaggio più lungo, ma la cosa da fare per riconnettersi con la propria anima è proprio ciò che la parola waldeinsamkeit suggerisce. Si tratta un termine tedesco composto da “wald” (foresta) e “einsamkeit” (solitudine) e indica la sensazione positiva che scaturisce dallo stare da soli con sé stessi, immersi nella natura. Un atteggiamento che ha avuto una notevole crescita a seguito dalla pandemia. A dirlo, a suo tempo, era stato anche uno studio che aveva rilevato che – tra il primo e il secondo lockdown – c’era stato un incremento di visitatori nel tratto di foresta monitorato nella zona del Nord Reno-Westfalia.

Del resto stare in mezzo alla natura fa bene: ci permette di prendere le distanze dalla quotidianità, dagli impegni, dalle scadenze e dai problemi. Ci fa sentire parte di qualcosa, ridimensiona la nostra esistenza all’interno di un contesto più ampio. La solitudine e il silenzio, poi, aiutano a stare dentro di sé, a capirsi un po’ di più.

Se a questo si aggiunge anche la possibilità di fare cromoterapia nei boschi, colmando gli occhi della vasta palette di colori che ci regala ogni stagione, ci possiamo rendere contro del perché tutti noi dovremmo fare nostro il termine waldeinsamkeit, magari proprio organizzando una vacanza di questo tipo.

Che la natura faccia bene è cosa nota e anche i norvegesi hanno il loro termine per spiegarlo: si tratta di friluftsliv ed è la “vita all’aria aperta”, vivere negli spazi aperti, nei boschi e nei prati, in mezzo all’ambiente e in profonda connessione con lui.

Vivere il senso profondo del waldeinsamkeit in Germania (ma non solo)

Ma come provare a vivere il senso più profondo del termine waldeinsamkeit? Ad esempio, partendo per la Germania. Basti pensare, infatti, che il 33 per cento del territorio è occupato da foreste: numeri alla mano emerge che qui vi sono 90 miliardi di alberi per 76 specie diverse, sono invece circa 1215 quelle delle piante. Insomma, la natura qui è un’esplosione di bellezza.

La foresta nera, ad esempio, è una meta perfetta: con panorami che tolgono il fiato e le sue tante leggende. Oppure con una passeggiata indimenticabile sulle cime degli alberi che si fa grazie alla treetop walk di Rügen, sull’omonima isola del mar Baltico: completato il percorso si può godere di una vista incredibile.

E in Italia? I boschi sono tantissimi, da nord a sud della penisola si possono trovare luoghi che sembrano usciti da una favola e perfetti per trascorrere del tempo in solitudine. Tra le valli dove passeggiare ammirando il foliage, parchi e luoghi in cui la natura offre il meglio di sé: ci sono numerosi posti perfetti per trascorrere dei momenti in linea con lo spirito del termine waldeinsamkeit.

Basta comunque scoprire qual è il bosco o l’area naturale più vicina a noi e programmare un’escursione o un breve viaggio, in solitaria, per ritrovare sé stessi e ricaricare le pile.