La vacanza con il volontariato dentro

Offerte turistiche in cambio di volontariato

L’idea è ottima: dedicare qualche giorno del proprio viaggio ad approfondire la conoscenza di usi, costumi e problemi di un luogo e delle sue comunità era qualcosa che fino a oggi si scontrava con la mancanza di coordinamento tra strutture alberghiere e volontariato locale. Da qualche tempo anche questa lacuna si sta colmando e non solo all’estero dove su queste cose sono sempre un passo avanti.

Nel lussuoso Six Senses Hideaway Zighy Bay, un resort nel Nord della penisola di Musandam in Oman, si ha la possibilità non solo di trascorrere una vacanza slow ed ecosostenibile ma gli ospiti possono raddoppiare il soggiorno a patto di dedicare nei giorni extra 4 ore del proprio tempo alla ricostruzione di un villaggio vicino. Progetti di sostegno e responsabilità sociale sono portati avanti anche in altri resort del gruppo, perché «il modo con cui si può aiutare gli altri – dicono i fondatori Sonu ed Eva Shivdasani -, cambia forma velocemente».

All’ormai collaudata formula del campo di lavoro in vacanza o del soggiorno in strutture “eco” si è aggiunta quindi questa nuova possibilità. In Italia è il portale Solidaltour a offrire delle esprienze analoghe in Centro e Sud America: tra le altre, si va dal soggiorno nelle capanne gestite dalle comunità Maya nell’Area di Protezione di Flora e Fauna Yum Balam (APFFYB), nello Stato di Quintana Roo in Messico, all’escursione di 4 giorni per chi si trova in Perù e vuole abbinare la visita di Cuzco e Machu Picchu a quella in un centro di sostegno ai minori che sorge in uno dei più poveri quartieri di Urubamba, abitato per lo più da famiglie di campesinos.

Va bene partire, va bene spendere, ma destinare in maniera mirata i propri sforzi o i propri euro è ancora meglio. E in alcuni casi, come in Oman, si risparmia pure sul proprio soggiorno. Non ci sono più scuse per non mettersi una mano sul cuore quando si mettono le valigie sul nastro dell’aeroporto.

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