La storia di Aurora, la bambina nata sotto le luci del Nord

Il suo nome viene dall'Aurora Boreale, il meraviglioso spettacolo di luci tipico del Nord Europa

Aurora è una bimba nata il 19 agosto 2020 a Dettingen, una cittadina del sud della Germania, in un giorno d’estate come tanti altri. Ma Aurora, raccontano i genitori, è una bimba dell’inverno e per questo, il suo nome, deriva dalle luci del Nord che i suoi genitori avevano osservato l’anno precedente durante il loro viaggio di Nozze.

Nathalie e Benjamin, i genitori di Aurora, si sono conosciuti dieci anni fa durante una passeggiata vicino al Lago di Costanza, a solo qualche chilometro di distanza da dove, lo scorso agosto, hanno dato alla luce la loro piccolina. Il loro non fu un colpo di fulmine, dopo anni di amicizia scoprirono l’amore e si sposarono alla fine del 2019 in un magnifico matrimonio dal tema natalizio. “Entrambi siamo amanti dell’inverno e del Natale. È il nostro periodo dell’anno preferito, così abbiamo scelto di sposarci proprio sotto le Feste”.

Ed è qui che, in realtà, inizia la storia di Aurora. Nathalie e Benjamin, infatti, hanno scelto per la loro Luna di Miele una destinazione in linea con l’amore per l’inverno: per celebrare il loro amore hanno raggiunto il Circolo Polare Artico e il loro sogno era quello di vedere l’Aurora Boreale.

Già nei primi giorni di viaggio, le prime magiche coincidenze. La nave che da Bergen li ha portati a Kirkenes, piccola cittadina nell’estremo nord della Norvegia, affacciata sul Mare di Barents, si chiamava “MS Nordlys”, che significa, appunto, Aurora. Dopo un ulteriore viaggio verso Nord, verso le magnifiche Isole Lofoten, ammantate di neve e ghiaccio, finalmente i due sposini hanno raggiunto la loro destinazione finale.

Sul mare, tra i ghiacci dell’arcipelago delle Lofoten, Nathalie e Benjamin hanno potuto realizzare il loro sogno: “L’Aurora Boreale era lì, splendida, nel cielo di fronte a noi. Speravamo di vederla, ma non sapevamo se si sarebbe mostrata. È stato veramente romantico. All’inizio solo una luce, poi, uno spettacolo nel cielo che ci ha lasciati senza parole”.

Da lì, le luci del Nord non li hanno più lasciati fino alla fine del loro viaggio. Quello stesso giorno, un’altra stupenda Aurora Boreale li ha svegliati in piena notte, splendida per essere osservata tra il mare e i ghiacci artici. Poi, qualche giorno dopo, raggiunta la città di Svolvær, di nuovo, a salutarli per l’ultima volta.

L’Aurora Boreale è osservabile da agosto ad aprile, fino a 2500 chilometri dal polo magnetico terrestre. Il fenomeno si chiama così grazie a Galileo Galilei, che la scoprì nel XVI secolo. Aurora, dalla dea greocoromana della luce che precede il giorno, e Boreale, dal vento del nord. Le ragioni di questo fenomeno atmosferico sono state scoperte però solo quattro secoli dopo dallo scienziato norvegese Kristian Birkeland. Oggi sappiamo infatti che l’Aurora Boreale è l’effetto delle particelle dei venti solari attratte dal polo magnetico terrestre che, entrando in collisione con l’atmosfera terrestre si incendiano, generando bellissimi giochi di luce.

Le leggende locali vogliono che queste luci abbiano dei poteri magici e siano in grado di realizzare i sogni. Si dice che i bambini concepiti sotto l’Aurora Boreale avranno poteri straordinari. Nove mesi dopo, in un giorno d’estate, Nathalie e Benjamin hanno salutato la loro piccolina, figlia delle luci del Nord, a cui hanno ovviamente dato nome di Aurora.

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