Dossena: al via i lavori per il ponte tibetano più lungo del mondo

Sarà lungo 505 metri e regalerà una vista mozzafiato sulle vette delle Alpi Orobiche

Sono iniziati i lavori a Dossena, in provincia di Bergamo, per la realizzazione di quello che sarà il ponte tibetano più lungo del mondo a pedalata discontinua e senza tiranti laterali.

Il ponte sospeso, lungo 505 metri e con altezza massima di 102 metri, collegherà il paese con il “roccolo” della cosiddetta “corna bianca” sorvolando la cava di gesso e regalerà una vista mozzafiato sui suggestivi paesaggi delle Alpi Orobiche con le vette dei monti Gioco, la Grigna, Arera e Alben fino al fondovalle di San Pellegrino.

L’opera, la cui struttura è stata ideata dall’ingegnere Francesco Belmondo della BBE Srl, verrà realizzata con sette funi d’acciaio e ponendo grande attenzione alla sicurezza grazie a un protocollo definito dalla ditta specializzata Montefuni di Torino.
Il percorso sarà consentito soltanto indossando l’apposta imbracatura ed è anche previsto l’inserimento di una linea di vite continua che, mediante l’utilizzo di un moschettone, consentirà di percorrere i 505 metri in completa sicurezza.

In più, elemento chiave del progetto è il recupero per via aerea del tracciato dell’antica Via Mercatorum, andata perduta negli anni in seguito alla costruzione della strada provinciale che collega Dossena a Serina.

Il sindaco del paese, Fabio Bonzi, ha spiegato che “Questa è solo una delle opere di un progetto molto più ampio di rilancio turistico del Comune di Dossena e di tutta la Valle. Il turismo è infatti una risorsa fondamentale per le nostre montagne: realizzare nuove attrazioni e opere, valorizzare aree e luoghi sconosciuti ma di grande bellezza, fornendo servizi di qualità, può essere una grande opportunità per i nostri giovani che continuano a vivere le nostre montagne ma anche per i turisti, di riscoprire luoghi a lungo dimenticati”.

Il ponte tibetano rientra in un percorso strutturato di rilancio del turismo a Dossena e dintorni grazie a un piano a lungo termine di sviluppo territoriale-locale voluto da quattro giovani del paese che hanno sognato in grande.
Il piano prevede la riqualificazione delle strutture ricettive già attive, la realizzazione di nuove strutture e servizi, il rilancio dell’attrattività grazie al patrimonio esistente e la valorizzazione del paesaggio tramite la promozione dell’ambiente e del territorio.

A questo proposito, proseguono i lavori per la ristrutturazione delle casette esterne dell‘area mineraria di Paglio Pignolino, la riqualificazione delle aree interne delle miniere e la messa a punto del parco avventura in miniera, primo in Italia e secondo in Europa a vantare la caratteristica ambientazione con pareti in aderenza, ponti sospesi e voli in carrucola.

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