Anche la Cina rallenta le restrizioni di viaggio

Meno restrizioni anti COVID anche per la Cina, che dalla tolleranza zero passa a misure "più leggere" per i viaggiatori internazionali

Anche la Cina, ultima in ordine di tempo rispetto a tanti altri Paesi, ha deciso di allentare alcune misure anti COVID per i viaggiatori internazionali, adottate fino a questo momento dopo oltre due anni dall’inizio della pandemia. Una serie di misure prese a contenimento della circolazione del virus e che riguardano, nello specifico, i divieti di volo, i test e i tempi di quarantena.

Un allentamento che, nonostante la notizia degli ultimi giorni di una nuova ondata di COVID e di un aumento dei casi e dei decessi legati all’ormai più che conosciuto virus proprio sul territorio cinese, porterà a una maggior facilità di viaggio per coloro che dovranno recarsi in questo Paese.

Le “nuove” regole anti-COVID

Fino ad ora, infatti, oltre alle ferree politiche di quarantena, i confini cinesi sono stati per la maggior parte chiusi ai cittadini stranieri, appunto come mezzo estremo di restrizione dei contagi. In più, proprio per le regole imposte e in vigore fino a questo momento, molti voli sono stati vietati anche per settimane e/o cancellati a pochi minuti dalla partenza, creando non pochi disagi ai viaggiatori.

Grazie a questo nuovo allentamento di alcune restrizioni, invece, si vedrà una riduzione delle misure, in particolare sui test e sui tempi di quarantena. Secondo una nota rilasciata dalla National Health Commission cinese, infatti, per quanto riguarda i passeggeri sui voli in entrata nel Paese asiatico rimane unicamente l’obbligo di mostrare un test negativo, effettuato entro 48 ore prima dell’imbarco, contro i due test necessari richiesti fino a questo momento. Ma non solo.

La quarantena

Anche i tempi di quarantena subiscono delle variazioni, restando sempre piuttosto “duri” rispetto ad altri Paesi ma sicuramente mostrando una sorta di alleggerimento della pressa messa in atto dalla Cina verso i viaggiatori internazionali in arrivo. Di fatto, quindi, come riportato dal sito della Farnesina, chi si reca in Cina, dovrà effettuare otto giorni di isolamento, di cui 5 giorni presso una struttura centralizzata e 3 giorni di monitoraggio domiciliare. E per cui vi invitiamo a visualizzare il sito istituzionale dell’ambasciata cinese per avere maggiori informazioni.

Una riduzione rispetto agli attuali dieci giorni totali a cui ogni viaggiatore era sottoposto. In più, i funzionari non dovranno più registrare i contatti secondari per il tracciamento, consentendo a molti di evitare la quarantena.

Stessa tempistica di isolamento potrà essere seguita dai contatti stretti a persone risultate positive al virus, portando a un livello minimo (almeno rispetto agli attuali) il controllo a setaccio della popolazione, che ha visto il trasferimento di milioni di persone in apposite strutture.

Infine, ulteriore allentamento per i collegamenti internazionali, sarà applicato anche verso le penalizzazioni imposte alle compagnie aeree nel caso di importazione nel Paese di casi di COVID.

Nonostante, quindi, le regole ridotte applicate dalla Cina risultino essere ancora le più ferree e onerose al mondo, dove attualmente si circola molto più liberamente, questa serie di nuove misure rappresentano davvero un allentamento in una politica che si è sempre distinta per la sua estrema rigidità.

Soprattutto per il fatto che questa nuova manovra arriva in un periodo che, come detto, sta registrando una nuova risalita dei casi e delle vittime da COVID. Dimostrando la presenza di un cambiamento reale di prospettiva rispetto alla posizione adottata fino a questo momento dal presidente Xi Jinping di tolleranza zero.