Thailandia, torna alla luce un tempio sommerso da vent’anni

A causa della siccità di questo periodo, in Thailandia è riemerso dalle acque un tempio buddista

Nel nord-est della Thailandia, nella cittadina di Nong Bua Lamphu, è ritornato alla luce il tempio buddhista Wat Nong Bua Yai.

Il luogo di culto era stato sommerso vent’anni fa dalla costruzione della diga di Pasak Cholasit, nella provincia di Lopburi. Quando però il bacino raggiunge una capacità inferiore al 3%, i resti del tempio tornano a essere visibili.

La forte siccità di questo ultimo periodo ha permesso al tempio di risorgere e di mostrarsi per la seconda volta (la prima era stata nel 2015 ma il livello delle acque era più alto) a una folla di turisti, curiosi, monaci e abitanti della zona.

tempio buddista thailandia

Il paesaggio regalato in questi giorni a Nong Bua Lamphu, 150 chilometri a nord di Bangkok, è emblematico e surreale: nonostante il tempio fosse moderno, è oggi ridotto in rovine, i colonnati sbriciolati e la statua del Buddha alta 4 metri è priva della testa.

Spiega il capo villaggio: “E’ la seconda volta che vedo il tempio in queste condizioni. Dobbiamo salvare questo posto“.

Prima di essere sommerso dalla diga sotto 960 milioni di metri cubi d’acqua, Wat Nong Bua Yai era il fulcro della comunità locale, un villaggio di 700 case. Qui si tenevano feste, rituali, eventi, attività educative e la zona del tempio fungeva anche da parco giochi e punto di ritrovo per fedeli e non. Poi la costruzione del bacino lo rese inaccessibile.

Ora che è tornato alla luce, ha ricevuto l’omaggio degli abitanti e di una folta schiera di monaci buddisti che un tempo lo frequentavano. Tra le rovine emergono ancora nastri, fiori e bigliettini con le preghiere dei fedeli.

Il caldo record di questo 2019 (come già avvenuto quattro anni fa) sta permettendo a quello che era un importante luogo di culto di tornare a essere frequentato, seppur solamente per un certo periodo.

Con l’arrivo della stagione delle piogge nei prossimi mesi, l’intera zona verrà di nuovo sommersa. Entro l’inverno l’acqua “inghiottirà” il tempio e non è certo che il prossimo anno torni visibile.

La siccità, evento estremo che causa devastazione e gravi danni, in questo caso ha regalato invece una piacevole sorpresa con la rinascita, anche se temporanea, di un affascinante luogo di culto buddista.

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