La sabbia di Dubai è importata. Ma c’è un perché

Per costruire la moderna cattedrale nel deserto serve più sabbia di quella necessaria e nel mondo aumenta il commercio illegale di materia prima

L’espansione della città e il boom edilizio a Dubai stanno facendo emergere un problema sempre più critico: la mancanza di sabbia. Sembra incredibile ma anche nella città sorta nel mezzo del deserto arabico può venire a mancare questo elemento essenziale anche per i grattacieli più esclusivi.

La sabbia fine, pulita e bianca che costituisce l’area desertica di Dubai con la costruzione di grattacieli ha iniziato a scarseggiare, ed è qui che si è presentata la necessità di reperire la sabbia altrove.

Spesso si parla di erosione delle coste dovuta a fenomeni naturali, ma non è l’unico motivo per cui la sabbia sparisce dalle coste, sta crescendo a dismisura proprio il commercio illegale di sabbia. Pascal Peduzzi, direttore scientifico presso le Nazioni Unite, parla di questo e spiega alla BBC: “Ho lavorato per più di 20 anni nel settore ambientale, ma i furti di sabbia sono stati una sorpresa.”

C’è un Paese al mondo che negli ultimi anni è salito agli onori della cronaca per la perdita di ingenti quantità di sabbia, è la Giamaica. Qui sono state sottratte intere spiagge di sabbia candida, il più noto è l’episodio di Coral Spring, in cui ignoti criminali l’anno scorso hanno rubato da queste incantevoli coste centinaia di tonnellate di sabbia.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

La sabbia di Dubai è importata. Ma c’è un perché