Grazie a nuovi scavi, presto rivedrà la luce il porto di Selinunte

I Cantieri della Conoscenza riporteranno agli albori testimonianze storiche di eccezionale importanza

Sta per partire la campagna di scavi che mira a portare alla luce i resti dell’antico porto orientale della città di Selinunte, giunta, nel suo massimo splendore, a contare fino a 100mila abitanti. Qui, dove si respira già la magia della storia, la mano dell’uomo non si ferma. E promette sorprese

Integrata nell’ambito del progetto “I Cantieri della Conoscenza” voluto dal neo direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria (il più grande parco archeologico d’Europa), l’architetto Bernardo Agrò, la formula è quella dei “cantieri aperti”, ovvero sia del coinvolgimento dei visitatori nelle ricerche in corso, favorendo così quella che viene definita come “archeologia partecipata”.

Selinunte

Lo scavo curato dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma, dall’Università di Bonn e da quella di Bochum, in stretta collaborazione con il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, è diretto dal professor Jon Albers e ha lo scopo di indagare l’estensione dell’antico bacino portuale nella valle del Gorgo Cotone, tra la collina di Manuzza e la collina orientale, di datarne le strutture e di definire la relazione tra lo scalo e l’impianto urbanistico.

Gli scavi nell’antica città, risalente ai primi albori e costruita in posizione strategica in riva al mare e tra due fiumi, nelle indagini preliminari geofisiche hanno evidenziato ulteriori tracce di una strada già parzialmente scavata dall’archeologo Dieter Mertens: sono indizi dell’esistenza di grandi strutture rettangolari, riconducibili al porto sia come dimensioni che come posizione.

Gli scavi ancora in corso, supportati dalle prospezioni geologiche, hanno poi identificato un ulteriore tratto della massiccia strada che conduce alla piccola porta est e hanno rilevato resti di un grande edificio più a sud. Le indagini geologiche, infine, hanno rilevato la presenza di materiale marittimo a una profondità di ben 4.60 metri.

Questa nuova ed emozionante campagna di scavi promette di arricchire le già attuali e spettacolari testimonianze storiche del più grande Parco Archeologico d’Europa, con sede nel comune di Castelvetrano (Trapani). Il contributo di alcune associazioni diventa fonte inestimabile per proseguire alla scoperta della storia: La Rotta dei Fenici – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa e il Gruppo Archeologico di Selinunte accompagnano il visitatore sul posto, diventando parte integrante dei lavori e mirano a coinvolgere anche i newcomers, coloro che in un museo non ci sono mai stati.

“Ci auguriamo adesso – conclude Agrò – che il proseguo delle indagini possa contribuire ulteriormente alla conoscenza di una delle più importanti colonie greche d’Occidente disegnando una nuova museografia con rinnovati percorsi all’interno del Parco”.

Resti storici a Selinunte

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