Il lago di Tovel sarà a numero chiuso: la proposta

Il celebre lago trentino è uno dei più belli delle Alpi, ma rischia di sparire per colpa dei turisti

A quasi 1200 metri di altitudine, il lago di Tovel è uno dei più bei laghi alpini. Sono tantissimi i turisti, forse troppi, che ogni weekend si recano nella Val di Non, all’interno del Parco Naturale Adamello-Brenta, in Trentino, per una gita attorno al pittoresco specchio d’acqua, circondato da un bellissimo bosco di conifere ricche di fauna selvatica.

Incastonato come una gemma tra le meravigliose Dolomiti del Brenta, era noto fino agli Anni ’60 per un particolarissimo fenomeno cromatico che, durante l’estate, vedeva le acque tingersi di rosso e, proprio per questo motivo, era chiamato “lago rosso”.

Si diceva che l’evento fosse legato a una leggenda, quella di Tresenga, figlia dell’ultimo re dei Ragoli, che rifiutò un pretendente molto importante, il Re di Tuenno, e che, per questo motivo, venne uccisa insieme a tutta la popolazione proprio sulle rive del lago che, da quel momento, iniziò a colorarsi di rosso. A ricordare questa triste storia, c’è una scultura lignea della principessa nascosta tra gli alberi.

In realtà, la spiegazione è più scientifica: le acque del lago assumevano una colorazione rossastra per via di una particolare alga, concentrata lungo la sponda Sud del lago, quella che oggi è chiamata Baia rossa.

D’estate sono in molti a organizzare pic-nic lungo le rive lacustri o a prendere il sole sulle spiaggette che lo circondano. In autunno, quando le foglie degli alberi si tingono dei colori del foliage, poi, il lago di Tovel diventa un quadro d’artista che tutti vogliono ammirare. Qui c’è folla in ogni stagione, insomma. Folla rumorosa, maleducata, che rischia di disturbare la quiete del luogo e degli animali che ci vivono.

Ecco perché si sta pensando di introdurre un numero chiuso: per visitare il lago di Tovel potrebbe ben presto essere necessario prenotare.

Per raggiungere il lago c’è una sola strada, la provinciale 14 della Val di Tovel. A qualche centinaia di metri dal lago c’è un parcheggio dove bisognerebbe lasciare l’auto per poi proseguire a piedi, ma molti turisti preferiscono arrivare comodamente fin sul lungolago direttamente con la macchina.
Volendo, lo si può raggiungere anche a piedi, risalendo la Val di Tovel, seguendo il sentiero delle Glare, ma solo gli escursionisti appassionati scelgono questo percorso.

Qualcosa di simile è già stato attuato la scorsa estate al lago di Braies, in Val Pusteria. Per tre mesi, da luglio a settembre, sono stati limitati gli ingressi alle auto per l’ultimo tratto di strada che porta allo spettacolare specchio d’acqua color smeraldo. Sono stati organizzati dei pullman che, da diverse località della zona, hanno condotto i turisti al celebre lago reso ancor più famoso – e frequentato – per essere stato il set della fiction Tv “Un passo dal cielo”. Il piano scelto dalle amministrazioni locali per risolvere il problema dell’overtourism pare avere funzionato.

Come un quadro d’artista, anche il lago di Tovel, così come Braies, è un’opera di Madre natura e dovrebbe pertanto essere tutelata, limitando gli accessi a pochi visitatori che potranno così goderne appieno.

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