La Marmolada è al 100% del Trentino (e non più anche del Veneto)

Una storica sentenza ridefinisce i confini tra Trentino e Veneto e assegna la Marmolada al comune di Canazei, in provincia di Trento

Dopo una lunga battaglia burocratica, la Marmolada torna al Trentino, come 107 anni fa. L’Agenzia del Territorio ha annullato l’accordo del 2002 tra i governatori del Veneto e del Trentino dell’epoca, Lorenzo Dellai e Giancarlo Galan, che aveva tracciato i confini delle due regioni a favore del Veneto.

Il documento a cui tener fede è quello del 1982, firmato dall’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, che ridefinì i confini della Marmolada, fissandoli sulla linea delle creste dei monti, verso il comune di Canazei, in provincia di Trento.

Mentre il sindaco di Canazei festeggia la vittoria, la notizia non è stata accolta con piacere dall’attuale governatore del Veneto, Luca Zaia, che si è detto disposto a fare ricorso: “Giù le mani dalla Marmolada, la difenderemo con le nostre unghie. Difenderemo quel confine, nel senso che riguarda gli impianti di risalita, attività economiche e identitarie che sono del Veneto”.

Il dibattito va avanti da decenni e entrambi i governatori si sono trovati a ereditare la disputa sui confini, che ha origini storiche. Il primo accordo fu firmato, infatti, nel 1911, da Austria e Italia.

Il presidente della provincia di Trento, Ugo Rossi, ha replicato al governatore Zaia con toni più morbidi, rendendosi disponibile per un confronto e una soluzione pacifica: “I confini, quando si parla di autonomia speciale, sono una cosa ancora più importante delle attività economiche, il territorio è elemento costitutivo della nostra specialità’, al quale non possiamo rinunciare. Detto questo, le contrapposizioni non fanno mai bene né a una parte né all’altra, e le questioni dello sviluppo, ma anche della salvaguardia del patrimonio ambientale sulla e intorno alla Marmolada, possiamo affrontarle insieme”.

Anche Silvano Parmesani, il sindaco di Canazei, è propenso a una collaborazione tra le parti, lasciando però i confini come deciso dalla sentenza: “Se il Veneto ha compreso la decisione dell’Agenzia del Territorio e accetta che i confini siano quelli definiti dal decreto Pertini, allora possiamo sederci intorno ad un tavolo in maniera tranquilla avendo sgomberato uno dei temi che ci hanno diviso. Se non lo capirà, allora valuteremo da soli cosa fare”.

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