Cani addestrati per scovare il Covid-19: si inizia negli aeroporti degli Emirati

Gli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, sono i primi a introdurre gli “sniffer dogs” negli aeroporti: ecco cosa fanno

Dalla sperimentazione alla pratica. In questi giorni d’agosto negli aeroporti degli Emirati Arabi Uniti sono stati introdotti non solo servizi e nuove tecnologie per frenare e individuare più facilmente il Covid-19, ma anche uno speciale supporto al personale che ora può contare sul prezioso aiuto degli “sniffer dogs”.

Si tratta di cani addestrati a scovare il virus che ha contagiato moltissime persone in tutto il mondo e che ha avuto importanti conseguenze anche nel turismo. E ora che, in questi mesi, in alcuni Stati sono state riaperte le frontiere, questi cani addestrati diventano validi alleati per ottenere una diagnosi rapida e non invasiva.

Già impiegati negli aeroporti per scovare droghe o esplosivi, i cani possono annusare gli odori umani con estrema precisione e spesso riescono a individuare alcune malattie degenerative. Il loro fiuto, inoltre, ha un tasso di precisione del 92 per cento e permette di scovare la presenza del virus in pochi secondi.

Precisione e velocità: per questo alcuni scali hanno deciso di addestrare i cani a rilevare il Covid e i primi ad arruolare gli “sniffer dogs” sono stati gli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Qui i turisti hanno ricominciato a volare già dallo scorso luglio previa presentazione dei risultati negativi di un tampone effettuato nelle 96 ore precedenti. Regole ferree per la sicurezza di tutti a cui ora si va ad aggiungere, per i viaggiatori di ritorno, anche l’aiuto prezioso dei cani poliziotto “anti Covid-19”.

In pratica, i cani poliziotto non avranno contatti diretti con i viaggiatori, ma dovranno fiutare alcuni campioni di sudore. Questi campioni saranno collocati in appositi contenitori di metallo progettati a forma di cono per consentire al muso del cane di fiutare all’interno senza pregiudicare il campione, in un’area del tutto separata dell’aeroporto.

Agli “sniffer dogs” basteranno poi pochissimi secondi per capire se il passeggero ha il virus oppure no e permetteranno al personale incaricato di capire se proseguire con le apposite procedure di verifica che, eventualmente, porteranno all’isolamento della persona.

Sicuro è che oggi il modo di viaggiare post Covid-19 è cambiato e questi cani addestrati rappresentano un grande aiuto per il personale aeroportuale incaricato di verificare, con i tamponi, la presenza del virus e di ottimizzare i tempi dei test in totale sicurezza.

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