Come limitare il rischio di ammalarsi durante i viaggi

Se non è facile eliminare totalmente il rischio, è però possibile ridurlo al minimo seguendo importanti precauzioni

Per necessità, per lavoro o per riunirsi a familiari lontani, può capitare di doversi mettere in viaggio anche durante questo delicato periodo di pandemia da Covid-19.

Se non è facile eliminare totalmente il rischio, è però possibile ridurlo al minimo seguendo importanti precauzioni come indossare i dispositivi di protezione individuale, igienizzare di frequente le mani, stare il più lontano possibile dalla folla e unendo tutti questi consigli per aumentare ancora di più la sicurezza durante i viaggi.

Prima di mettersi in viaggio per tornare dai propri familiari, ad esempio, diventa molto importante evitare, per almeno le due settimane prima della partenza, i contatti con persone estranee al nucleo dei conviventi, frequentare i bar e i negozi, insomma mettersi in una sorta di “bolla” al riparo da qualsiasi interferenza esterna e predisporsi a osservare una “quarantena”.

Questo diventa ancora più necessario quando qualcuno dei familiari che si desidera andare a trovare è più a rischio di gravi complicazioni da Covid-19 come gli anziani e coloro che soffrono di patologie croniche.

Anche i familiari, a loro volta, devono osservare la “bolla”, isolarsi da incontri con estranei ed evitare di uscire di casa per frequentare luoghi affollati: una “bolla” funziona se tutti gli interessati la rispettano per le due settimane prima della “riunione”.

Chi viaggia in camper o con auto a noleggio con check-in senza contatto può approfittare del tragitto stesso per iniziare o terminare la quarantena.

Un altro aspetto cui fare molta attenzione è che un test negativo non esclude completamente l’esposizione al Covid: il test potrebbe risultare negativo ma l’infezione essere già in corso. Dopo l’esposizione, infatti, la persona impiega circa cinque giorni per sviluppare livelli misurabili del virus, noti come “finestra di incubazione”.

Questa finestra non sempre corrisponde ai sintomi, che possono richiedere fino a 14 giorni per comparire. Nel frattempo, le persone potrebbero trasmettere il virus a chiunque entri in stretto contatto con loro.

Quindi, il protocollo più sicuro per proteggere se stessi, la propria famiglia e gli estranei è ottenere tre risultati negativi del test in un periodo di due settimane. 

È utile, allora, fare un test subito prima della partenza. Se è positivo, isolarsi per almeno 10 giorni per evitare di diffondere il virus in nuovi luoghi e ad altre persone. Se è negativo, occorre comunque entrare in quarantena e mantenere le precauzioni di base tenendo presente che ogni stretto contatto con estranei potrebbe significare una nuova esposizione.

I viaggiatori dovrebbero poi informarsi su quante persone hanno recentemente contratto il virus sia nel luogo in cui vivono che nelle loro destinazioni: questo darà una stima della probabilità di incontrare persone potenzialmente infette.

I viaggi su strada sono diventati sempre più popolari durante la pandemia e guidare verso la destinazione delle vacanze, evitando il contatto con gli altri, significa meno tempo al chiuso con estranei rispetto a un volo. Ma se per comodità diventa indispensabile viaggiare in aereo, è utile aprire la presa d’aria del proprio posto a sedere: la raffica che esce non viene solo filtrata, ma aiuta anche a limitare l’aria che viene trasportata attraverso le file.

Fare uno spuntino o bere durante il viaggio va bene fintanto che non ci si toglie la mascherina per più di 15 minuti.

Infine, è fondamentale assicurarsi che la mascherina calzi bene: uno studio dell’Università di Cambridge sull’efficacia delle mascherine ha scoperto che una scarsa aderenza potrebbe ridurre la loro efficacia fino al 40%.

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