Montagna e ipertensione: quando sì e quando no

Ecco quali sono le situazioni ideali o quelle da evitare per un soggiorno in quota con la pressione alta

La montagna e l’ipertensione sono realmente conciliabili? Molte persone si saranno già poste il problema di un soggiorno ad alta quota nel caso in cui abbiano la pressione oltre i valori medi. In generale gli studi medici hanno affermato che la montagna non causa problemi negli ipertesi e, anzi, una vacanza tra le vette alpine, per esempio sulle Dolomiti, può risultare un vero e proprio toccasana per la loro salute. Tuttavia se si è affetti da pressione alta e s’intende passare delle vacanze sulle vette alpine, alcuni accorgimenti e precauzioni rimangono comunque d’obbligo. In caso di vacanza in montagna, chi soffre di ipertensione deve tenere bene a mente l’altezza alla quale si trova. Sopra i 2500-3000 metri infatti la pressione arteriosa aumenta, a causa sia dell’aria più rarefatta sia dell’assenza di ossigeno, un elemento assai pericoloso per gli ipertesi.

Un altro fattore che può determinare l’aumento della pressione in montagna è il freddo, elemento presente anche a bassa quota sulle vette alpine. L’abbassamento della temperatura porta infatti a un naturale innalzamento della pressione sanguigna, pertanto l’eccessivo freddo deve essere il più possibile combattuto.

Inoltre, se l’iperteso si espone a uno sforzo fisico prolungato, per esempio spalare la neve, i suoi valori sanguigni aumentano ulteriormente. Dunque, è bene limitare le attività intense, salvo specifiche prescrizioni mediche. Le escursioni sono consentite, ma sempre con moderazione e in luoghi che non richiedano grandi impegni. Altro motivo forse sottovalutato, ma davvero importante, è legato alla cucina di montagna.

Molti alimenti presenti sulle tavole alpine sono piuttosto grassi e pesanti, a base di burro e formaggi o in generale cibi molto salati. Anche gli onnipresenti alcolici innalzano la pressione, dunque è buona regola evitare grappe e liquori vari, oltre ovviamente al sempre dannoso fumo. Chi è affetto da ipertensione non deve preoccuparsi troppo di una vacanza a grandi altezze, a patto di utilizzare un po’ di buon senso e fare prevenzione. Non c’è bisogno di allarmarsi, tuttavia non bisogna neppure prenderla alla leggera. I farmaci in commercio consentono di mantenere la pressione arteriosa entro valori normali ed è buona cosa monitorare i propri dati sanguigni con costanza, anche a domicilio. Il problema, semmai, si pone a quote superiori ai 3500 metri, quando i farmaci smettono di fare effetto.

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