Quali sono le più belle opere d’arte del Museo del Prado a Madrid

Visitare il Museo del Prado vuol dire cimentarsi in un viaggio nella storia dell'arte europea

Le grandi sale del Museo del Prado custodiscono capolavori senza tempo. Ecco alcune opere della storia dell’arte europea da non perdere.

Il Museo del Prado, di Madrid, è senza dubbio una tappa imprescindibile per un viaggiatore. Aprì le sue porte nel 1819 e ancora oggi è casa di alcune tra le opere più influenti al mondo. Da Caravaggio a Goya, da Velasquez a Raffaello, nelle sue sale vi è racchiusa la storia d’Europa degli ultimi cinque secoli. Giungere al Prado nel fine settimana vuol dire fronteggiare grandi file, ritrovandosi a lottare per un po’ di spazio tra i tanti turisti.

Museo del Prado

Molto meglio optare per una visita nei giorni feriali, così da poter dedicare tutto il tempo desiderato alle grandi opere esposte. Da non perdere Las Meninas di Velasquez. Si tratta di un ritratto della famiglia reale decisamente poco canonico. In breve ci si ritroverà a rendersi conto di come lo sguardo della piccola Margherita, al centro del quadro, abbia la capacità di seguirvi da qualsiasi punto in cui la si voglia guardare. Sullo sfondo vi è lo stesso autore, intento a realizzare il ritratto della coppia Reale. La prospettiva è dunque capovolta, come rivela un intrigante gioco nello specchio inserito nell’opera. Al centro del quadro vi sono le persone che osservano i Reali in posa.

Tappa nell’area dedicata a Goya, restando rapiti dal suo 3 Maggio 1808, che racconta della ribellione dei cittadini di Madrid contro le forza di occupazione di Napoleone. Le truppe nel dipinto sono intente a fucilare i ribelli. Tutti uguali i soldati, privi di volto, con l’autore che ha invece dedicato la propria attenzione alle sfumature dei volti dei condannati. È possibile apprezzare quanto resta de La deposizione della croce di Rogier Van Der Weyden. L’opera era parte di un trittico, ma i pannelli laterali sono andati perduti. L’elemento centrale, unico in esposizione, si concentra sul corpo martoriato del Cristo, posto dinanzi a una sofferente Vergine Maria. Un parallelismo evidente tra i due personaggi raffigurati, doloranti nel corpo e nello spirito, uniti dal legame indissolubile tra madre e figlio.

Stupefacente il Giardino delle Delizie di Hieronymus Bosch, che seppe trovare la propria via, distanziandosi in maniera evidente dai grandi autori fiamminghi del suo tempo, come lo stesso Rogier Van Der Weyden. Un trittico davvero sorprendente, nato dalla mano di un autore cattolico ma con immagini difficilmente ammissibili all’interno di una chiesa. Esposto al Prado vi è anche Davide e Golia, che fa parte delle opere realizzate nell’ultimo periodo della vita del Caravaggio. Il quadro sfoggia doti impressionanti nella gestione della luce, per un effetto di particolare impatto quando si osserva con attenzione l’espressione sul volto di Golia, che ha le fattezze dell’autore.

Museo del Prado

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