Cinque Terre, fino a 2500 euro di multa a chi fa trekking in infradito

Turisti troppo spesso in ciabatte nei sentieri del Parco delle Cinque terre, così arrivano le multe

Dal 1 aprile 2019 verranno multati tutti i turisti imprudenti che decidono di visitare il Parco delle Cinque Terre con infradito, sandali, ciabatte o calzature non idonee. Le sanzioni partiranno da 50 euro e potranno arrivare fino a 2.500, in modo da scoraggiare questo comportamento, pericoloso in primo luogo per i visitatori stessi.

Le Cinque Terre, composte dai Comuni di Monterosso, VernazzaCorniglia e dalle frazioni di Manarola e Riomaggiore, sono tra le località preferite in assoluto dai turisti, soprattutto stranieri.

Spesso, però, i visitatori non sono vestiti in maniera adeguata o non considerano che i sentieri, come la famosa Via dell’Amore, si sviluppano anche tra le rocce. Lo conferma il Direttore del Parco, Patrizio Scalpellini che ha dichiarato al quotidiano La Nazione: “Chi viene da noi pensa di venire al mare. Non si rende conto che, lasciando i centri abitati, ci si ritrova su sentieri con le stesse caratteristiche di quelli di montagna. Così si incamminano perfino in ciabatte”.

Per queste camminate non serve un’attrezzatura da trekking professionale, ma bisogna avere con sé almeno un buon paio di scarpe comode. Passeggiare a lungo in infradito, oltre ad essere pericoloso, tra l’altro, non fa bene e può portare a dolori o strappi muscolari.

Questa leggerezza porta ogni anno a diversi incidenti e infortuni, più o meno gravi all’interno delle Cinque Terre. Purtroppo, dal momento che i sentieri sono in una posizione difficile da raggiungere, i soccorsi e le operazioni di recupero diventano complessi. Normalmente avvengono con l’aiuto dei volontari del CAI (Club Alpino Italiano), chiamati spesso ad intervenire, ma potrebbe essere necessario anche ricorrere all’elisoccorso.

Il Parco ha deciso di correre ai ripari e di prevenire questi spiacevoli episodi con una campagna informativa che precede l’inizio dell’alta stagione, durante la quale si raggiunge il picco di visitatori. Quest’anno sono attesi, infatti, circa 750 mila persone da aprile fino a ottobre, viste le 450 mila presenze dell’anno scorso.

Le autorità hanno richiesto anche l’aiuto della Guardia Forestale, che controllerà i turisti ed eventualmente procederà con le multe.

Saranno presenti anche appositi segnali lungo i percorsi e opuscoli informativi, consegnati all’acquisto della Cinque Terre card, comprensiva di accessi ai sentieri, biglietti per autobus e per i treni che collegano le località del Parco.

In questo modo si vuole aumentare la sicurezza della zona e consentire ai turisti di godersi il panorama mozzafiato delle scogliere a picco sul mare, limitando gli incidenti.

Vista la grande quantità di persone che visitano queste località, il Sindaco di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia, ha suggerito, inoltre, di istituire una tassa di arrivo, che riprende quella proposta per Venezia, destinata a chi si ferma un solo giorno senza pernottare in albergo, in aggiunta all’imposta di soggiorno, che invece raddoppierà.

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