Baku, la Montecarlo del Mar Caspio tra Europa e Oriente

La sfavillante e cosmopolita capitale dell'Azerbaigian vive un continuo rinnovamento

La più grande metropoli del Caucaso meridionale, la sfavillante e cosmopolita capitale dell’Azerbaigian, in continuo rinnovamento e in equilibrio tra passato e modernità: questa è Baku, la “Montecarlo del Mar Caspio” che assomiglia a un luna park e si fa notare per i grandi eventi sportivi.

Una città spesso sconosciuta agli occidentali ma che vale la pena scoprire tra monumenti, occasioni di shopping, sport e un’incredibile skyline.

Espansione recente e nuove costruzioni avveniristiche

La ricchezza qui è firmata gas e petrolio, il Paese vive da una decina d’anni una crescita vertiginosa e Baku si trasforma a ritmo velocissimo.

Avveniristici grattacieli si stagliano in mezzo al deserto, tra la terra gialla, le autostrade e le basse casette che arrivano fino al mare.
La città antica e ricca di storia, Patrimonio UNESCO, è sormontata dalle Flame Towers, le tre torri a forma di fiamma simbolo di Baku, ben visibili dalla baia e dal centro, che la sera diventano immensi schermi led su cui transitano animazioni e giochi di luce e colori.

Per ammirarle, è d’obbligo anche una passeggiata lungo il Boulevard accanto al mare, curatissimo e pulitissimo, impreziosito da aiuole, fontane, esposizioni artistiche, piante esotiche, sculture di siepi, teatri, sale concerto, edifici futuristici e installazioni celebrative.
Il pontile dona inoltre una vista mozzafiato su tutta la baia.

Ma non è certo tutto.
La capitale azera ospita anche l’Heydar Aliyev Cultural Centre, il capolavoro dell’archistar anglo-irachena Zaha Hadid, centro congressi e museo che nel 2014 si è piazzato al primo posto al premio “Design of the year”.
L’edificio, che sorge su un vasto prato verde, lascia senza fiato grazie alla bellezza e alla fluidità delle sue forme a onda continua.
Il museo al suo interno conserva regali ricevuti dal presidente, le auto blu e le sue medaglie.

Spettacolare anche la SOCAR Tower, l’edificio più alto di tutto l’Azerbaigian e del Caucaso, a Heydar Aliyev Avenue in centro città. Iniziato nel 2010 e terminato nel 2016, è sede della SOCAR, compagnia petrolifera statale della Repubblica dell’Azerbaigian.

Baku, lo sport per avvicinarsi all’Europa

Sempre più europea, Baku sta evolvendo in una dimensione più vicina al Vecchio Continente e lo sport è uno dei motori di questa trasformazione.

Nel 2016, infatti, la capitale ha ospitato l’ultimo GP d’Europa di Formula 1 e, dal 2017, il Gran Premio ha assunto l’attuale nome di GP dell’Azerbaigian.
Il circuito azero si orienta su quello di Valencia e si snoda lungo le principali strade cittadine mostrandone gli scorci migliori.
Eterno rettilineo, curve a 90 gradi e la famigerata strettoia con sequenza di curve 8, 9 e 10 lo rendono unico nel suo genere.

Nel 2015, Baku è stata anche teatro della prima edizione dei Giochi Europei, cui hanno partecipato tutti i Paesi del Vecchio Continente dotati di un Comitato Olimpico e, il 10 ottobre dello stesso anno, è stato ufficialmente inaugurato il nuovo Stadio, ispirato all’Allianz Arena di Monaco di Baviera, con una partita della nazionale azera.

Lo Stadio Olimpico, nel tempo, è diventato sempre più centrale per il calcio europeo.
Infatti, nel 2019 è stata disputata qui la finale di Europa League vinta dal Chelsea e, nel 2020, l’impianto è stato selezionato tra i 12 di Euro 2020 e ha ospitato tre gare del girone D e un quarto di finale.

Una città proiettata al futuro in contrasto con il resto del Paese

Baku è avveniristica, con lo sguardo rivolto al futuro e all’Occidente ma il resto del Paese rimane ancora un passo indietro rispetto alla capitale, con pochi centri tra vallate abitate da pecore e pastori e grandiosi paesaggi con vette innevate, gole rocciose, e ripidi tornanti.

Tra aridi paesaggi e colline alberate, spiccano i petroglifi e i vulcani di fango di Qobustan, il villaggio ottocentesco di case in legno di Ivanovka, e Shaki, al confine con la Georgia, dove i pochi ristoranti preparano le migliori zuppe di ceci e carne cotte nel grasso di pecora, i tipici “piti”.

Heydar Aliyev

Il Centro culturale Heydar Aliyev – Ph syolacan – iStock

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