Il migliore itinerario da fare a piedi in autunno

Il "Keschtnweg", o "Sentiero del castagno", è un bellissimo percorso, perfetto per la stagione autunnale

Un cammino in mezzo alla natura che, con l’arrivo dell’autunno, si tinge di colori caldi. Boschi, castagneti, spazi aperti, silenzio e relax. È ciò che s’incontra percorrendo il Sentiero del castagno della Valle Isarco.

Un’unica fascia di castagneti ricopre i pendii della valle altoatesina, che parte dalla storica Abbazia di Novacella, alle porte di Bressanone, e che arriva fino all’altipiano del Renon e poi giù, fino al maniero illustrato di Castel Roncolo, a Nord di Bolzano.

Il “Keschtnweg” (“Sentiero del castagno“, appunto) è un bellissimo percorso, perfetto per la stagione autunnale ma non solo: qui, infatti, la vegetazione è talmente varia da affascinare in qualsiasi periodo dell’anno. Per una maggiore praticità solitamente viene diviso in quattro tappe ed è possibile percorrrerne anche una soltanto.

La prima tappa tocca Novacella, Bressanone e il borgo di Pinzago. La seconda il Castello di Velturno, il paese di Chiusa, Villandro, San Maurizio e Barbiano. La terza tappa: Barbiano, Colma, Longostagno, Campodazzo e Siffiano, sotto a Collalbo. La quarta e ultima tappa da Siffiano arriva ad Auna di Sotto per finire a Soprabolzano, sull’Altopiano del Renon.

Il sentiero segnalato porta attraverso boschi di latifoglie colorati, prati dal verde intenso e attraverso castagneti secolari, uno spettacolo della natura unico. Lungo il sentiero diversi contadini offrono prodotti regionali a chi lo percorre. È soprattutto durante il periodo del “Törggelen” che il Sentiero del castagno è particolarmente popolare. Di cosa si tratta esattamente? Il “Törggelen” consiste nel passeggiare tra i boschi – di castagni e non – ammirando i colori del foliage autunnale e respirando aria buona, facendo tappa nei diversi masi e nelle cantine che si incontrano lungo i sentieri per gustare i prodotti di stagione nelle tipiche stube di legno.

Oltre alle castagne si possono assaggiare l’immancabile speck, il pane di segale e il vino nuovo. Proprio dal vino, infatti, prende il nome il “Törggelen”: “Torggl” significa “torchio” ed era l’usanza, dopo la vendemmia, di andare di torchio in torchio ad assaggiare il vino nuovo prodotto da ogni contadino. Una pratica che ha ancora molto successo e che, in autunno, attira sempre più turisti in Alto Adige.

Percorrere il Sentiero del castagno è anche un’occasione per visitare alcuni dei luoghi storici della Regione. L’Abazzia di Novacella, per esempio, è una delle più importanti dell’Arco Alpino e merita una visita. Fondata nel 1142 e ampliata nel corso dei secoli, da sempre ha rappresentato un luogo di ricovero per i pellegrini provenienti dal Nord Europa e diretti verso Roma e la Terra Santa. L’edificio più notevole è la cappella di San Michele, detta “Castello dell’Angelo”. L’Abbazia ha, tra le sue attività, anche la produzione e la vendita di eccellenti vini bianchi, in particolare il Sylvaner e il Gewürztraminer.

Castel Velturno era la residenza estiva dei Vescovi di Bressanone nel XVI secolo ed è rimasto praticamente tale e quale. Specie gli affreschi sulle pareti interne, come quello dedicato alle Otto meraviglie del mondo, e i soffitti a cassettoni. Merita anch’esso una sosta.

E poi ci sono i paesi, come Chiusa, uno dei Borghi più belli d’Italia, Barbiano, famoso per la sua torre pendente (si dice che sia addirittura più inclinata della Torre di Pisa), Colma, che un tempo era il punto di partenza della strada degli imperatori che portava a Bolzano attraverso il Renon.

Dall’Altopiano del Renon, dove termina il Sentiero del castagno, si apre un altro paradiso naturalistico bellissimo da scoprire proprio in autunno: proprio nel 2019 è stato inaugurato  un nuovo sentiero didattico, “Hirtensteig” (il “Sentiero del pastore”) dedicato alla vita e alle storie dei pastori e che attraversa prati, boschi e malghe. Già ai primi del ‘900, Sigmund Freud raccontava della bellezza di questo altipiano al suo amico Carl Gustav Jung. Ma questo è un altro viaggio.

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Il Sentiero del castagno della Valle Isarco @IDM Alto Adige – Alex Filz

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