Buñol e la Tomatina: quando la città spagnola si tinge di rosso pomodoro

Cento tonnellate di pomodori maturi per una guerra di sessanta minuti che non fa né vincitori né vinti ma tinge tutto di rosso: muri, calles, plazas e soprattutto centinaia di migliaia di persone, residenti, turisti e stranieri da tutto il mondo, che puntualmente si ritrovano a Buñol l’ultimo mercoledì del mese agosto. E’ lo spirito della Tomatina, la fiesta più pazza della provincia valenciana (le più folli di tutta la Spagna forse sono solo Los Sanfermines di Pamplona) che dal ’57 ad oggi (ma l’origine risale a una battaglia improvvisata fra due bande rivali di ragazzi di quartiere nel ’45) per un giorno trasforma il piccolo borgo in un inusuale campo di rossa guerriglia vegetale.

Tutti in strada, vestiti e scarpe vecchie, qualcuno una maschera da sub (il succo di questo ortaggio può provocare bruciori agli occhi ma lascia anche la pelle levigata come non mai) in attesa del primo colpo di pistola dà inizio alla batalla e poi dopo solo una pioggia incessante di pomodori lanciate al grido di “Tomate! Tomate!”. In genere però la battaglia non ha inizio se prima non viene superato il gioco del palo jabòn, una delle versioni spagnole del nostrano albero della cuccagna. In cima a un palo di legno, ricoperto di sapone, viene agganciato un prosciutto e chi riesce a prenderlo permette che il tutto abbia inizio. Poche le regole: niente lancio di oggetti, spremere i pomodori prima di lanciarli e soprattutto smettere immediatamente la battaglia al secondo sparo. Alla fine ci si sciacqua sotto docce improvvisate, installate per l’occasione, o al getto d’acqua dei pompieri che passando lavano città e guerriglieri dai pomodori.

Sazi della goliardia della fiesta al sabor de tomato, ci si può godere il borgo col castello medievale del XIII secolo, costruito durante la dominazione araba, la fontana de la cuatros esquinas, il Parque Barrunes ma anche le decine di parchi, giardini e bellezze naturali dei dintorni che hanno fatto conoscere Buñol nel mondo come la “Svizzera valenciana“. Fra le più suggestive passeggiate immersi nel verde, quelle al Puente Natural, una conca modellata nel tempo dal fiume Bu?ol nella quale ci si può addentrare, circondati da stalattiti e stalagmiti. Il Rìo Juanes, situato in un antico centro termale. E le due grotte: la Cueva Turche dove è possibile ammirare una spettacolare cascata che si infrange nel lago, fresco refrigerio per i turisti estivi, e la Cueva de las Palomas, un piccolo paradiso dove godersi in relax frescura e silenzio. E se ci si stufa della tranquillità, a meno di 40 km c’è la bella e vivace Valencia e tutta la meravigliosa Costa Blanca, coi suoi porticcioli, le spiagge bianchissime (bel 89 sono state premiate dalle Bandiere Blu), le rocce, l’acqua cristallina, le isole Columbretes e naturalmente la ricca e scatenata movida notturna.

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