Quali capacità richiede lo sci alpino

La pratica dello sci alpino è un mix tra capacità coordinative e capacità condizionali

Paolo De Luca

Paolo De Luca Maestro di escursionismo e di sci

La pratica dello sci alpino è un mix tra capacità coordinative e capacità condizionali.

Le capacità coordinative si distinguono a loro volta.
Di base: apprendimento, organizzazione e controllo motorio – infatti – costituiscono la base per l’apprendimento e il miglioramento delle capacità tecniche e sono in stretta interazione con le capacità condizionali. Quindi non è necessario andare in palestra e alzare pesi esagerati per poter essere pronti a sostenere una bella sciata, perché è necessaria una discreta base ed un adeguato lavoro fatto per lo sviluppo delle capacità coordinative.

  • Le capacità condizionali si distinguono in:
  • Forza
  • Resistenza
  • Velocità
  • Flessibilità (mobilità articolare ed allungamento muscolare).

Le capacità coordinative generali, che costituiscono la destrezza sportiva, posseggono un elevato grado di universalità e si possono riferire all’intero settore della motricità sportiva.

  • Possono essere così classificate in:
  • Apprendimento motorio
  • Controllo motorio
  • Adattamento e trasformazione.

Un corretto processo d’apprendimento delle capacità coordinative permetterà l’esecuzione di gesti motori funzionali, rapidi, precisi, coordinati e validi.

Per poter perfezionare le capacità coordinative, bisogna conoscere le fasi cronologiche e biologiche della crescita umana. In generale, lo sviluppo delle capacità coordinative si realizza entro i 7-13 anni (subito dopo questo periodo l’apprendimento è limitato per effetto “dell’amnestia cinestetica”), per tale motivo l’età migliore per l’apprendimento dei gesti motori sportivi è per i ragazzi tra gli 8 e i 13 anni e per le ragazze tra i 7 e i 12 anni.

Sempre sulla base dello sviluppo fisiologico, è totalmente inutile e dannoso applicare carichi di lavoro, e carichi esterni ( come ad esempio pesistica, squat, squat jump, scatti in salita ecc. e tutti esercizi specifici ed analitici) a bambini o ragazzi sotto i 15/18 anni, in quanto vanno ad incidere in modo negativo sullo sviluppo fisiologico, psicomotorio, articolare e funzionale del loro corpo – creando scompensi, che a volte, vanno ad intaccare i sistemi nervoso e metabolico. Sarebbe molto più opportuno creare situazioni ludico-allenanti in cui si vanno a sviluppare situazioni di equilibrio , percezione dello spazio e del tempo, coordinazione, reattività, insomma tutti quegli imput che sollecitino gli schemi motori di base. Diverso è il discorso per un adulto o un agonista, dove si andranno a eseguire gesti atletici analitici e sempre più specifici.

Detto ciò, la ginnastica presciistica è importante soprattutto per coloro i quali lo sci è l’unica attività sportiva praticata. Quindi, è opportuno avere forza nelle gambe e nel tronco, per non arrivare affaticati in fondo alla discesa e fiato e resistenza per arrivare a fine giornata senza dover rinunciare dopo poche discese.

  • Arrivare pronti all’apertura della stagione sciistica è importante; un programma completo di presciistica dura almeno 2 mesi, allenando queste componenti atletiche:
  • Aerobica: vanno bene la corsa, la bici (o cyclette) alternando periodi a bassa frequenza cardiaca e intensità ad altri con frequenza più alta;
  • Forza resistente: serve per poter rimanere a lungo sugli sci, in particolare in settimana bianca;
  • Forza esplosiva: non serve per ottenere una gran massa muscolare ma per avere un maggior numero di fibre muscolari in breve tempo per affrontare un salto o evitare una caduta e magari il conseguente possibile infortunio.
  • Propriocezione: sono esercizi svolti su supporti instabili come tavolette propriocettive, i bosu o le Swiss-ball, atti ad ,abituare il corpo ai cambi di direzione o di assetto tipici degli sport sulla neve, sviluppano equilibrio, stabilità e prontezza nei cambi direzionali.
  • Stretching: lo stretching per allungare i muscoli è utile a prevenire strappi e altri infortuni muscolari.

Si tratta di pochi consigli che spero possano aiutare tutti coloro che a breve si appresteranno a popolare le stazioni sciistiche ed ai quali auguro, pertanto, un ottimo inizio di attività. Mi raccomando, scegliete impianti, località e piste adatte a voi e al livello tecnico dei vostri cari, quindi, buon divertimento a tutti, ricordando che la montagna va rispettata, insieme alle sue regole, perché è sempre più forte di noi e dei nostri amici: stiamo attenti a chi è sulle piste, specie se è più piccolo di noi, non tagliamo la strada e impariamo la segnaletica di piste aperte e percorsi fuori pista consentiti. Da non sottovalutare gli avvertimenti che ci segnalano il pericolo delle valanghe e ricordare sempre di consultare i bollettini della situazione delle stesse e del manto nevoso.

Paolo De Luca Maestro di escursionismo e di sci Nato e cresciuto in montagna, per lui è sempre stato naturale viverla sia d’inverno sia d’estate. La sua passione ha fatto sì che diventasse Maestro di escursionismo e Maestro di sci alpino, collaborando con la Scuola di Sci Claviere (TO) e con la stazione internazionale di Le Deux Alpes (Francia). Amico di Gustav Thoeni, con il campione olimpico condivide la convinzione che in montagna non esistano titoli e che non si finisca mai di imparare, perché il segreto sta nell’umiltà e nel rispetto delle regole dettate dalla sicurezza

Quali capacità richiede lo sci alpino