Tornado e trombe d’aria, ecco le regioni a rischio in Italia

Eventi catastrofici di questo genere non sono rari in Italia: ecco le zone e i periodi più a rischio

Tornado e trombe d’aria non sono rari in Italia, dove questi violenti fenomeni meteorologici sono sempre meno eccezionali, a causa all’aumento di eventi climatici estremi che molti scienziati attribuiscono al riscaldamento globale in atto sul nostro Pianeta.
Di tutti vortici atmosferici i tornado o trombe d’aria sono quelli a più alta densità energetica e sono i fenomeni più violenti tra quelli che possono colpire il Mediterraneo.
Generalmente sono originati da temporali estremamente violenti o supercelle e sono formati da un mulinello di un diametro variabile, dai 50 ai 150 metri: i venti ruotano intorno al centro del mulinello alla velocità di 100-150 km/ora, mentre l’imbuto si sposta insieme alla nube temporalesca alla velocità di circa di 30-40 km/ora.

In Italia in media si verificano 8-10 trombe d’aria all’anno. Di solito la Pianura Padana, e in particolare il settore lombardo-veneto ed emiliano, è la regione più esposta a questi fenomeni, soprattutto nei mesi tra luglio e la prima decade di settembre. La zona, a causa della sua configurazione orografica, durante i mesi estivi immagazzina infatti grandi quantità di aria calda e umida nei bassi strati, favorendo la formazione di fenomeni violenti.

Le regioni a rischio tornado e trombe d’aria in Italia sono in primo luogo il Veneto, seguito da Lombardia, Friuli, Emilia, Piemonte e Liguria. Vengono colpiti anche la Puglia e in particolare il Salento, Lazio, Toscana, Sicilia e Campania.

L’intensità dei tornado viene misurata con la Scala Fujita, che varia dal grado 0 (debole) al grado 5 (catastrofico). In Italia la forza dei tornado varia generalmente dal grado 0 al 3, tranne che nel caso di supertornadi, la cui frequenza si prevede destinata a salire nei prossimi anni.

I tornadi che hanno colpito l’Italia in passato
Il tornado più catastrofico che ha colpito l’Italia secondo i dati a noi noti si è abbattuto il 24 luglio 1930 sulla zona di Treviso. Noto come “tromba del Montello“, di grado 5, danneggiò alla velocità di 500 km/h il paese e la chiesa del comune di Volpago del Montello: vi furono 23 morti e numerose abitazioni vennero rase al suolo. La tromba d’aria percorse 80 km in soli 84 minuti.
L’11 settembre 1970, un tornado di forza 4, partito dai Colli Euganei, puntò la laguna veneta e si abbatté su Venezia, provocando una strage alla fermata del vaporetto di Sant’Elena, dove venne rovesciato un motoscafo dal peso di 22 tonnellate: 21 i morti. Il tornado proseguì con la sua furia distruttrice distruggendo due camping locali, con 13 vittime e oltre 140 feriti. Il bilancio complessivo fu di 36 morti e circa 500 feriti.
Furono 9 vittime tra parmense e piacentino provocate da un supertornado il 4 luglio 1965. Un altro caso fu quello del 16 giugno 1957, quando l’Oltrepò Pavese fu colpito da una tromba d’aria di grado 4 con venti all’interno del vortice oltre i 400 km/h; si contarono 6 vittime e numerosi feriti.
Nel dicembre del 1851 due trombe marine colpirono la Sicilia occidentale nei pressi di Marsala, provocando probabilmente circa 500 vittime.

L’ultima forte tromba d’aria che ha colpito l’Italia è quella che il 6 novembre 2016 ha travolto Ladispoli, in provincia di Roma. Il tornado ha provocato gravi danni e 2 morti, oltre a numerosi feriti.

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