Cosa fare ad Addis Abeba, porta dell’Africa orientale

Itinerario di due giorni alla scoperta di Addis Abeba, città vivace dove storie antiche e modernizzazione convivono tra contraddizioni e luoghi meravigliosi.

Addis Abeba è la capitale e principale città dell’Etiopia, una metropoli da più di tre milioni di abitanti che ospita la sede delle istituzioni dell’Unione Africana dove culture e popolazioni provenienti da tutto il continente africano confluiscono andando a sviluppare un crogiolo culturale unico nel suo genere. Questa grande città, pur essendo stata fondata solo a fine Ottocento per volere dell’imperatore etiope Menelik II, mostra tutti i segni delle vicende che hanno attraversato l’Etiopia in più di due millenni di storia e in questa guida scopriremo le mete più interessanti da visitare in un viaggio di due giorni nella città.

Partite dalla centralissima zona di Piazza, dove potrete prendere un saporito caffè in stile etiope in uno dei numeri locali di Addis Abeba che si aprono sulle strade centrali, per poi arrivare nella grande cattedrale di San Giorgio, costruita nel 1896 per commemorare la vittoria nella battaglia di Adua. Questa grande chiesa, dedicata al patrono dell’Etiopia, ospita al suo interno molte interessanti opere d’arte realizzate da maestri provenienti da Grecia, Armenia e India ed è uno degli esempi più immediati della volontà dell’Etiopia di quegli anni di porsi come nazione al pari di quelle europee. A ridosso dell’edificio religioso potrete trovare il museo della chiesa, che raccoglie alcune delle opere d’arte religiose più antiche dell’Etiopia e una nutrita collezione di armi e oggetti che risalgono alla guerra contro l’esercito italiano.

Dopo la visita dirigetevi verso nord per raggiungere il famoso Museo nazionale di Addis Abeba, che raccoglie i reperti più antichi di ambito antropologico e archeologico dello Stato, tra cui i resti di Lucy, l’australopiteco più celebre della storia, scoperto in Etiopia nel 1974. Nelle sale del museo troverete anche altri reperti che ripercorrono l’evoluzione umana fin dalle sue origini nelle grandi pianure africane per poi affrontare la storia più recente dell’Etiopia, dalla vicenda dell’Impero di Auxum fino al XX secolo. Nel museo vi imbatterete in alcune collezioni d’arte contemporanea che mostrano la vivacità culturale e artistica di questa nazione, considerata tra le più accoglienti al mondo, e una ricca raccolta di oggetti tradizionali che illustrano la varietà di comunità e culture che oggi popolano l’Etiopia.

Usciti dal museo, dirigetevi ancora a nord per visitare il monumento Yekatit 12, un alto e imponente obelisco di pietra chiarissima che ricorda le tristi vicende del febbraio del 1937, quando l’esercito fascista italiano massacrò migliaia di etiopi a seguito del fallito attentato contro il gerarca Graziani avvenuto proprio ad Addis Abeba. La strage che seguì nei giorni immediatamente seguenti fu una delle più tremende e vaste mai avvenute in Africa durante l’occupazione. Yekatit 12 è il termine in lingua Amarica che indica il 12 febbraio, data della strage, e raffigura le scene del massacro e del soccorso dei feriti nei giorni seguenti.

Dopo questo lungo giro fermatevi in uno dei ristoranti che si aprono sulle strade di Addis Abeba tornando verso la zona di Piazza, per assaggiare i piatti tipici della cucina etiope, come le injera (una specie di crepe) o il watun saporito stufato di carne, il tutto condito da un buon bicchiere di tej, l’idromele che rappresenta la bevanda nazionale.

Nel pomeriggio, dopo una pausa ristoratrice, dedicatevi ad una lunga passeggiata nel grande Merkato, il mercato tradizionale più grande di tutto il continente africano, dove potrete trovare ogni genere di spezia, prodotto artigianale, cibo o dolce tipico etiope e africano. La visita a questo caotico mercato di Addis Abeba è una vera esperienza di vita che vi permetterà di capire meglio la società etiope, anche se dovrete fare attenzione perché è una zona frequentata da borseggiatori con il vizio di depredare i turisti. Ma se sarete vigili e non vi addentrerete da soli nei vicoli secondari non avrete nulla da temere.

Dopo una cena etiope e una bella dormita, sarete pronti al secondo giorno di esplorazione di Addis Abeba, partendo da una visita al più bel museo della città, il Museo etnologico che, in una splendida cornice architettonica, raccoglie le testimonianze materiali delle innumerevoli culture e tradizioni che vivono fianco a fianco in Etiopia. L’allestimento delle sale, in modo non convenzionale rispetto ai musei che potete trovare in altre parti dell’Africa, segue un percorso “biografico” che mostra gli oggetti a seconda della fase della vita di una persona: infanzia, giovinezza, età adulta e vecchiaia. All’interno del museo, vi imbatterete in una ricca collezione di opere d’arte religiose che narrano la particolare vicenda del cristianesimo etiope nel corso dei secoli e una meravigliosa collezione di strumenti musicali tradizionali, e potrete ascoltare le registrazioni dei loro suoni.

In una visita del centro cittadino di Addis Abeba non può mancare un giro nella cattedrale della Santissima Trinità, la chiesa più importante della città e luogo di sepoltura dell’imperatore Halé Selassié e sua moglie Menen Asfaw. Questa grande chiesa è stata costruita nel 1928 ed è il risultato di una complessa fusione di stili che la rendono molto elegante e imponente rispetto alle altre chiese di Addis Abeba. Nel museo della cattedrale sono custoditi e esposti al pubblico oggetti sacri e icone ortodosse; inoltre, la visita del museo sarà un’occasione per approfondire la storia della recente cappella di San Michele che custodisce una reliquia riconsegnata nel 2002 dopo che era stata portata a Edimburgo nel corso dell’Ottocento.

Dopo la visita e una buona cena tradizionale etiope, cercate un pub o un locale dove passare una tranquilla serata bevendo un drink nella zona di Bole road, la principale zona dove si concentra la vita notturna di Addis Abeba.

Cosa fare ad Addis Abeba, porta dell’Africa orientale