Mausoleo di Galla Placidia: la storia del prezioso tesoro di Ravenna

Mentre fuori è sobrio, dentro è un'esplosione di colore: il Mausoleo di Galla Placidia è un tesoro prezioso e leggendario, tutto da scoprire

C’è un tesoro straordinario in quel di Ravenna, ed è il Mausoleo di Galla Placidia. Chi vive nella splendida città dell’Emilia Romagna sa bene quanto questo monumento possa essere affascinante e accattivante, in primis per il contrasto tra l’esterno e l’interno, che lascia davvero senza fiato.

Sì, perché le facciate dell’edificio sono in semplice laterizio. L’estetica è sobria e modesta, con poche decorazioni e fregi che lascerebbero immaginare degli ambienti modesti. Invece, al suo interno, il mausoleo è decorato da mosaici sgargianti e luminosi dal sapore orientale, che attraggono ogni anno migliaia di turisti affascinati dalla Ravenna bizantina.

Il mausoleo di Galla Placidia a Ravenna

Ma qual è la storia di questo monumento così particolare? La realtà è che in realtà si tratta di un luogo ricco di mistero. Sulla carta, infatti, il mausoleo sarebbe l’edificio funebre di Galla Placidia, figlia dell’imperatore romano Teodosio il Grande.

La storia racconta che Galla avesse un carattere intenso e particolare e che, oltre a essere una fervente cristiana, fosse anche una persona estremamente legata al mistico. Visse una vita di certo turbolenta, più per colpa degli eventi che per le sue attitudini.

Era infatti a Roma durante il sacco del re goto Alarico, che la rapì, e arrivò a Ravenna nel 417. Poco dopo sposò Costanzo III e divenne Imperatrice, conquistando il ruolo di reggente quando l’uomo morì, nell’attesa che il titolo passasse al figlio Valentiniano.

Mausoleo di Galla Placidia

Amante dell’arte e della preghiera e segnata da ciò che la vita le aveva riservato, Galla Placidia avrebbe deciso di far costruire il mausoleo per ospitare le sue spoglie, quelle del marito Costanzo III e quelle del fratello Onorio. L’idea era di creare un luogo di riposo sacro e incantevole e, in effetti, il cielo stellato che accoglie i visitatori è mozzafiato.

Inoltre, i mosaici non vennero fatti a caso. Pare infatti che l’apparato musivo rappresenti le fasi dell’antica liturgia funebre cristiana: la domanda di purificazione, la processione, la purificazione dal peccato, la via del Vangelo, la deposizione del corpo e l’accoglienza dell’anima in Paradiso.

Ravenna, Mausoleo di Galla Placidia,

Tuttavia, qualcosa non torna. Nonostante infatti all’interno del Mausoleo ci siano tre sarcofagi, pare infatti che Galla Placidia non morì nella bella Ravenna, ma tornò a Roma, dove si spense nel 450. Alcuni documenti attesterebbero addirittura che il suo corpo fu sepolto nel Mausoleo Onoriano.

Rimane dunque il mistero di chi sia stato effettivamente sepolto nel mausoleo e, a dire la verità, c’è anche una leggenda che sostiene che Galla sia “stata” lì: per un lungo periodo nel Medioevo era possibile vedere per mezzo di uno spioncino il corpo imbalsamato di una donna seduta su una sedia.

Questo corpo andò però bruciato nel 1577 e non si hanno conferme che fosse davvero lei. In ogni caso, il Mausoleo di Galla Placidia resta un luogo affascinante, da visitare e scoprire.

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