Una farfalla nel Mar dei Caraibi

Guadalupa e gli isolotti che ne compongono l'arcipelago

C’è un arcipelago a forma di farfalla nel cuore delle Piccole Antille, tra il Mare dei Caraibi e l’Oceano Atlantico: è Guadalupa, dipartimento francese composto da una manciata di incantevoli isole e una costellazione di isolotti, gioielli che sapranno rubare il cuore di chi avrà la fortuna di visitarli. Provate a immaginare la tipica isola caraibica da sogno. Spiagge meravigliose, mare da cartolina, promontori di un verde splendente, fondali da esplorare, fiori di ogni colore, cascate e lagune: tutto questo lo troverete a Guadalupa.

Le ali della farfalla, Karukera (GUARDA LA MAPPA), sono formate dalle isole maggiori, Basse-Terre e Grande-Terre, collegate da un istmo. Basse-Terre è dominata dal vulcano della Soufrière (1467 m). Buona parte del suo territorio è Parco Nazionale. Montuosa, è coperta da una rigogliosa foresta tropicale tutta da esplorare. Vegetazione lussureggiante, animali, fiumi, cascate, canyon: una manna per chi ama immergersi nella natura, fare trekking e rafting. La costa è un susseguirsi di falesie, spiagge rocciose e sabbia di tutti i colori: ocra, bruna, nera, rosa. Da non perdere una gita a Îlet Caret, una visita al Fort-Delgrès, le spettacolari Chutes du Carbet (cascate) e la riserva sottomarina del comandante Cousteau.

Grande-Terre è chiamata la piccola Bretagna delle Antille, e presenta un territorio completamente diverso. Si tratta di un altopiano alcareo. Gran parte della sua superficie è coltivata a canna da zucchero. Sulla costa di trovano spiagge candide e ombreggiate, tranquille e incantevoli lagune. Ma non mancano i lidi battuti dal vento, per la gioia di chi pratica vela, surf, o kyte surf. La notte non ci si annoia: la capitale Pointe-à-Pitre è una città molto vivace, che conta un gran numero di ristoranti, casino, discoteche. Da non perdere la spiaggia di Raisins Clairs à Saint- François e le sfilate del carnevale che si tengono nel capoluogo. Non dimenticate di visitare il Museo Victor Schoelcher: su sua iniziativa, nel 1861, venne abolita la schiavitù a Guadalupa.

A largo di Pointe des Chateaux, sull’estremità orientale dell’isola Grande-Terre, si trova la Désirade. Racconta chi ci è stato che appena sbarcati si ha l’idea di trovarsi completamente fuori dal tempo. È selvaggia, tranquilla, accogliente e autentica: un’oasi di pace. E’ la meno turistica delle isole. Lunga solo 11 chilometri e larga 2, la si scopre a piedi o sulle due ruote, lungo l’unica strada che la attraversa. È il posto ideale per sub e bagnanti in cerca di tranquillità. Da non perdere: la spiaggia della Petite Rivière per le immersioni e un’escursione alle isole della Petite-Terre, una magnifica riserva naturale.

Come sulla Désirade anche a Les Saintes la tranquillità regna sovrana. Solo i libri di storia ricordano la terribile battaglia che ebbe luogo qui nel 1782 tra la flotta britannica e quella francese. Dei nove atolli quelli abitati sono due: Terre de Haut e Terre de Bas. La Terre de Haut, lo scalo principale, vanta spiagge da sogno, lo spettacolare rilievo Pain de Sucre e un delizioso villaggio. Meno frequentata, su Terre de Bas si trovano la bella spiaggia di Grande Anse e il delizioso villaggio di Petite-Anse.

Marie-Galante deve alla sua forma circolare il soprannome di grande gallette. Anch’essa è poco frequentata. Il suo territorio è fatto di colline, coltivazioni di canna da zucchero e mulini. Il suo rum è rinomato, qualcuno dice che sia il più buono del mondo. La domenica è giorno di gare di buoi da tiro e combattimenti di galli. Anche qui non mancano spiagge di sabbia bianca, come la plage de Vieux Fort. Ogni anno a maggio si tiene la manifestazione Créole Blues, il festival della musica creola. Da marzo a maggio potrete vedere le magattere attraversare il canale de Les Saintes. Se la fortuna sarà dalla vostra le ammirerete mentre entrano nella baia con i balenotteri.

Le isole di Guadalupa sono stata abitate nel corso dei secoli dalle popolazioni più disparate. Un misto di indiani d’America originari del Venezuela, soppiantati poi dagli indiani dei Caraibi, a loro volta decimanti dagli spagnoli. E in seguito francesi, olandesi, inglesi, schiavi provenienti dall’Africa, indiani. La cucina autoctona racchiudere di conseguenza sapori di diversi continenti. Pesce, crostacei, insaccati, legumi, frutta esotica, spezie, cacao, miele, rum e ti-punch, il drink tipico. Tra le specialità le frittelle di merluzzo, le christophines farcite, il matété di granchio, l’ouassous (brodetto di gamberi di fiume), l’assiette de langouste, il colombo de poulet. E per finire in dolcezza le tourment d’amour, una torta a base di marmellata di cocco.

Una farfalla nel Mar dei Caraibi