Salento, il sapore della vita  da gustare nelle masserie

Copertino, Nardò, Castro, Santa Maria di Leuca, Melendugno, Alberobello: novità all'insegna della formula "slow food", "slow travel", "slow fashion"

Mare cultura e divertimento. Tutto è pronto per la nuova stagione estiva nel Salento: il viaggio lento e senza tempo presentato alla Bit di Milano 2016. Per meglio conoscere la storia della civiltà della Grecia Salentina niente di meglio che soggiornare nelle antiche masserie, veri gioielli del Salento. Non manca davvero nulla per una vacanza a 360 gradi.

Si può scegliere di dormire nella masseria Chicco Rizzo, nel cuore della magna Grecia per poi esplorare il cuore del Salento e della valle d’Itria. La masseria, che risale al ‘700 è circondata da un grande uliveto, ha un’ampia piscina, e propone a tavola prodotti a km zero, coltivati nell’orto adiacente, estremamente slow food. Ad accompagnare i cibi sono spesso i vini della cantina Zacheo di Carpignano Salentino. Una città di grandi tradizioni vitivinicole dove ancora viene celebrata la prima sagra della storia salentina nei primi giorni di settembre.

L’itinerario inizia dalla città di Copertino, candidata a diventare “città slow” tra gli itinerari dello slow travel, con il suo bel castello, che da quest’anno, apre le porte anche come location per celebrare i matrimoni. La città ha dato i natali nel ‘600 a San Giuseppe, il santo dei voli (per amore della madonna andava in estasi e volava) così narra la leggenda. Affacciata sul castello la “Maison Silente”, dove convivono un atelier di moda (concepito con il concetto di slow fashion sulla scia dello slow food e del vivere lentamente) e un B&B di charme.

Un grande villaggio di eventi in programma tra il 2 e il 5 giugno animerà  il comune di Melendugno , che trasformerà le sue cinque celebri marine (Torre Specchia, San Foca, Roca, Torre dell’orso, e Sant’Andrea) in un unico villaggio turistico, dove gli ospiti oltre a godere della bellezza delle spiagge, potranno assistere gratuitamente a spettacoli di musica, esibizioni artistiche, ed essere guidati alla scoperta di sapori e saperi del territorio. A pochi chilometri dal lido, la deliziosa Masseria Vittoria, realizzata nel 1470 e restaurata  dal proprietario con colori e stile mediterraneo s’inserisce artisticamente nel paesaggio disegnato dalla natura selvaggia di questa macchia mediterranea.

Altro gioiello del Salento, il comune di Nardò bagnato dal mar Ionio, tra le sue coste selvagge, assolutamente da non perdere è la splendida baia di Uluzzo. Il centro storico, ricco di chiese barocche, palazzi gentilizi e Piazza Salandra, è ricco di grandi suggestioni. Ogni anno ospita il progetto Mediterraneo insieme, all’insegna della cultura dell’accoglienza.

Si procede verso sud alla volta di Santa Maria di Leuca splendente del suo mare azzurro-verde incontriamo, con lo spazio metafisico del suo Santuario, dal cui belvedere si può ammirare l’incontro del Mare Ionio e di quello Adriatico, si percepisce incontro fra Oriente e Occidente che caratterizza la terra del Salento. Nelle vicinanze,  la masseria “Casina dei cari” una deliziosa dimora di caccia, con il suo elegante palazzo signorile del ‘500 dove sono state ricavate camere. L’ampia piscina e il giardino profumato di aranci e limoni ne fanno una location adatta non solo a indimenticabili soggiorni ma anche a cerimonie importanti.

Da Santa Maria di Leuca, ci si sposta a Casto, balcone affacciato sul mediterraneo, anche quest’anno bandiera blu, vanta origini antiche quale erede della romana Castrum Minervae, origini confermate grazie all’eccezionale ritrovamento della statua della dea Atena e i resti del suo tempio affacciato sul mare, descrfitto da virgilio nel terzo libro dell’Eneide. Era a Castro che nel mondo antico si concludevano gli accordi commerciali, proprio all’ombra di una religione di un sentire in comune. Grazie alla dea sono aumentate anche le visite alla grotta Zinzulusa.

Risalendo verso nord attraversando tutto il Salento, richiamati dai canti e balli popolali del vivente museo del Tullo, si arriva ad Alberobello, patrimonio dell’umanità Unesco. Infatti, la città da quest’anno, arricchisce la sua offerta con questa interessante iniziativa, ideata dall’associazione culturale Arteca in partenariato con il comune: fra i trulli del Rione Aia Piccola, rivivono antichi mestieri e usanze di una volta.

Con contributo di Franca Capecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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