Vacanze in Spagna, Grecia, Malta e Croazia: cosa fare al ritorno

Una nuova ordinanza, in vigore fino al 7 settembre, obbliga i viaggiatori di rientro da questi quattro Paesi a sottoporsi al test

Nuova stretta sui controlli per chi è di ritorno da un viaggio in Croazia, Grecia, Malta e Spagna. I viaggiatori che hanno progettato una vacanza in questi Paesi al ritorno dovranno, dunque, sottoporsi al test molecolare o antigenico, da effettuarsi con tampone entro 48 ore dall’ingresso.

È quanto stabilisce la nuova ordinanza (leggi il testo integrale), firmata poco prima del Ferragosto, dal ministro della Salute Roberto Speranza, in cui vengono stabilite nuove norme per garantire la sicurezza sanitaria nel nostro Paese a partire dal 13 agosto.

Dopo il lockdown e lo stop al turismo durato mesi a causa dell’epidemia globale, l’Italia e alcuni Paesi dell’Europa hanno consentito di nuovo viaggi e vacanze. Da inizio giugno, in particolare, sono stati riaperti i confini per i voli europei e gli italiani ed altri stranieri che rientravano in una lista di “Paesi amici”, hanno potuto riprendere a viaggiare. In tutti questi mesi le regole non sono mai mancate, con decreti e ordinanze contenenti diverse restrizioni e test (anche da eseguire agli aeroporti prima dell’imbarco). Il ministero, infatti, in collaborazione con i ministri di altri Paesi europei (e non solo) ha sempre lavorato per la sicurezza delle persone e per cercare di contenere il virus.

Ad agosto, però, il numero dei casi di persone che hanno contratto il Covid-19 è salito, soprattutto per i turisti italiani che hanno scelto per le proprie vacanze una meta come la Croazia, la Grecia, Malta o la Spagna. Per questo si è resa necessaria una nuova ordinanza nazionale per controllare chiunque ritorni dai quattro Paesi mediterranei più a rischio in questo momento.

Il turista italiano di ritorno da uno di questi quattro Paesi, dunque, ha davanti a sé due soluzioni. La prima, è quella di sottoporsi al tampone 72 ore prima di partire, presentando i risultati negativi all’imbarco. La seconda, invece, come già anticipato, è effettuare il tampone entro 48 ore dall’ingresso nel territorio italiano, nell’azienda sanitaria di riferimento. Nei giorni d’attesa, contando anche quelli per il risultato, però, la persona dovrà isolarsi in casa, senza uscire e non avere contatti con altre persone.

Tutto ciò – almeno per ora – avviene però su base volontaria perchè non tutti gli aeroporti si sono attrezzati per fare tamponi e test a tutti i viaggiatori di ritorno da queste destinazioni. Senza contare, poi, chi si è mosso in auto o attraverso altri mezzi non sottoposti a controlli.

Anche per quanto riguarda l’isolamento non c’è una linea precisa perchè ogni regione sta prendendo precauzioni in maniera differente. Per l’ordinanza l’isolamento sarebbe un vero e proprio obbligo, ma non per le regioni che attualmente – se non qualche caso isolato come le Marche – non prevedono l’obbligo di isolamento fiduciario in attesa dell’esito del tampone.

Anche gli aeroporti in queste ore si stanno attrezzando predisponendo postazioni ad hoc ed eseguire i test rapidi su chi è sprovvisto dell’attestazione del test eseguito prima della partenza. Come è stato fatto a Venezia, all’aeroporto Marco Polo, in cui ha trovato spazio una postazione tamponi che offre la possibilità ai viaggiatori di rientro dai paesi a rischio di effettuare il test. Anche all’aeroporto di Perugia e all’aeroporto d’Abruzzo infermieri e personale sanitario hanno sottoposto ai tamponi per il coronavirus alcuni passeggeri provenienti da Malta.
Mentre all’aeroporto di Fiumicino, dal 16 agosto, sono scattati i test per chi rientra dai paesi a rischio. Qui sono stati allestiti ben 12 box in cui i passeggeri potranno essere sottoposti al tampone. I risultati verranno inviati direttamente al proprio domicilio, sede in cui le persone dovranno anche rimanere in isolamento in attesa dell’esito.

In Lombardia, invece, dal 20 agosto, i turisti che atterrano all’aeroporto di Malpensa hanno a disposizione 8 postazioni operative per effettuare il tampone; mentre dal 21 agosto si possono effettuare tamponi anche a Linate e Orio al Serio. Si tratta di postazioni che rimarranno attive tutti i giorni dalle 9 alle 18.30 e a disposizione di chi torna dai quattro Paesi a rischio, ma anche di chi proviene dalle quattro nazioni sopra citate e che hanno previsto di soggiornare in Italia per almeno 4 giorni. I risultati dei test saranno disponibili entro 24 o 48 ore al massimo, consegnate via mail o sms.

Per prenotare il tampone a Malpensa occorre registrarsi sul sito di Sea e poi segnalare il proprio rientro in Italia. In ogno caso tutti gli assistenti di volo, sia prima del decollo che in fase di atterraggio, forniranno tutte le informazioni necessarie in modo che i passeggeri possano procedere alla prenotazione del tampone con tempestività. Un’operazione che può essere svolta in tempi celeri anche in attesa del ritiro dei bagagli.

Sempre in Lombardia si potranno svolgere test anche alle Ats di riferimento: le strutture richiameranno per effettuare i controlli entro 48 ore.

Nel frattempo, c’è da sottolinare che alcune regioni italiane si sono adeguate con propri provvedimenti. Ad esempio in Liguria, Sardegna, Veneto, Piemonte e Lazio attualmente sono attivi 16 drive-in per i test, tutti a disposizione di chi sta rientrando dai Paesi a rischio.

In ogni caso a oggi chi è stato recentemente in Croazia, Grecia, Malta e Spagna dovrà comunicare immediatamente il proprio rientro nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per la propria zona. Le regole della nuova ordinanza, salvo diverse indicazioni, rimarranno in vigore fino al 7 settembre.

Per quanto riguarda la Grecia, l’ambasciata italiana ha pubblicato una serie di indicazioni per tutti i nostri connazionali che hanno trascorso o che devono trascorrere le vacanze in Grecia e che trovate riassunto nel nostro articolo a questo link.

Nella lista non rientra la Francia, nonostante presenti un alto numero di contagi. Questo è possibile perché nel Paese d’Oltralpe viene effettuato un tampone rapido con risultati pronti in 20 minuti che permettono di capire subito quali viaggiatori sono a rischio e quali no.

Come abbiamo detto si tratta di misure che lo Stato italiano reputa necessarie al fine di contenere il virus. Si pensi che altri Paesi europei, come per esempio la Finlandia, non solo impongono la quarantena dai Paesi considerati a rischio, ma prevedono anche punizioni severe – come il carcere di 3 mesi – per chi non rispetta le regole.

E chi arriva dagli Stati extra Schenghen? Per ora le regole non sono cambiate e sono ancora in vigore le stesse dei mesi precedenti. Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito del ministero degli Esteri Viaggiaresicuri.it.

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