Viaggi studio, cambia la geografia delle partenze: le mete più gettonate nel 2026

Uno studio che evidenzia la tenuta dei viaggi studi, ora scelti anche come progetto educativo strutturato, con destinazioni che si ampliano e vanno fino all'Asia

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

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I viaggi studio si confermano tra gli investimenti educativi più apprezzati dalle famiglie italiane. Imparare o anche semplicemente migliorare una lingua all’estero, confrontarsi con culture diverse e acquisire autonomia restano obiettivi centrali anche nel 2026 nell’ambito dell’istruzione, ma il mercato sta cambiando: oggi infatti la scelta di un programma dipende sempre di più dalla qualità dell’organizzazione, dalle tutele offerte e dall’affidabilità degli operatori, in un contesto internazionale ancora segnato da incertezze economiche e geopolitiche.

A evidenziarlo è l’Osservatorio ASTOI Confindustria Viaggi – Comparto Education, che analizza l’andamento delle prenotazioni per programmi High School, vacanze studio all’estero e soggiorni studio in Italia. L’indagine mostra un settore complessivamente stabile, con l’High School in tenuta, le vacanze studio estive in rallentamento e i soggiorni studio in Italia in crescita. Cambia anche la geografia delle partenze: Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti e Canada restano le mete di riferimento, mentre aumentano le richieste verso nuove destinazioni asiatiche, in particolare Giappone e Corea.

High School e vacanze studi, le mete più richieste

Tra tutte le formule disponibili, i programmi High School restano il segmento più stabile del comparto Education. Frequentare un trimestre, un semestre oppure un intero anno scolastico all’estero continua a essere una scelta molto apprezzata dalle famiglie, che la considerano un percorso di crescita linguistica, personale e interculturale capace di incidere concretamente sul futuro degli studenti.

Il profilo più frequente è quello di ragazzi tra i 16 e i 17 anni, generalmente iscritti al quarto anno delle scuole superiori. L’anno scolastico completo rimane la formula preferita, seguito dal semestre e, sebbene in misura minore, dal trimestre.

Russell, Bay of Islands in Nuova Zelanda
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La Nuova Zelanda attira ancora i giovani studenti – In foto: Russell, Bay of Islands

Anche il modo di scegliere la destinazione è cambiato profondamente tanto che, se in passato l’attenzione era concentrata soprattutto sulla destinazione o sul costo del programma, oggi piuttosto assumono un peso crescente la selezione delle scuole partner così come la qualità delle famiglie ospitanti, l’assistenza garantita durante tutto il soggiorno, la presenza di referenti locali e non di minore importanza anche le tutele offerte sia agli studenti sia ai genitori. Si può dunque affermare che ad essere premiata oggi è soprattutto la capacità degli operatori specializzati di accompagnare ogni fase dell’esperienza.

Sul fronte delle destinazioni invece, Irlanda, Regno Unito e Spagna si confermano le mete europee più richieste grazie all’equilibrio tra qualità dell’offerta scolastica, vicinanza geografica e contesto culturale. Oltre oceano, gli Stati Uniti restano il punto di riferimento principale, seguiti dal Canada, mentre Australia e Nuova Zelanda mantengono una presenza consolidata tra le opzioni più apprezzate.

La vera novità del 2026 riguarda però l’Asia. Cresce infatti l’interesse verso Giappone e Corea del Sud, destinazioni sempre più ricercate da studenti che desiderano vivere un’immersione culturale diversa rispetto ai percorsi tradizionali. Aumentano anche le richieste per il Sudafrica, segnale di una domanda sempre più orientata a esperienze internazionali diversificate.

Seul, Corea del Sud
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Skyline di Seul all’alba, in Corea del Sud

Per quanto riguarda le vacanze studio estive, il comparto registra una flessione media di circa il 10%, legata principalmente all’aumento dei costi di viaggio e soggiorno e al clima di incertezza internazionale. Questo rallentamento, però, non riduce l’interesse verso il valore educativo dell’esperienza. Le famiglie continuano a investire nei programmi linguistici, orientandosi verso destinazioni considerate sicure e facilmente raggiungibili

I partecipanti appartengono prevalentemente alla fascia 13-19 anni e scelgono programmi di due settimane con accompagnatore, soggiornando soprattutto in college o residence. Accanto alle lezioni di lingua trovano sempre più spazio attività dedicate a public speaking, leadership, debate, coding, digital skills, sostenibilità ambientale, discipline STEM e professioni creative, trasformando il viaggio studio in un percorso formativo completo.

Vacanze studio
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Studenti in viaggio studio davanti a un collage

Crescono i soggiorni studio in Italia

Il segmento che registra i risultati più incoraggianti è quello dei soggiorni studio in Italia, per i quali l’Osservatorio ASTOI stima una crescita media del 7,6% nel 2026. Questi programmi sono rivolti principalmente ai ragazzi tra gli 8 e i 13 anni e rappresentano, nella maggior parte dei casi, il primo soggiorno lontano dalla famiglia. L’obiettivo va oltre l’apprendimento linguistico: i partecipanti sviluppano autonomia, capacità relazionali e sicurezza personale attraverso attività sportive, laboratori esperienziali e percorsi educativi organizzati in contesti protetti.

La buona tenuta del comparto è favorita da diversi elementi, come la vicinanza delle destinazioni rende gli spostamenti più semplici, i costi risultano generalmente più contenuti rispetto ai programmi internazionali e l’organizzazione offre alle famiglie un elevato livello di tranquillità. Tra le regioni più richieste figurano Puglia, Sardegna e Sicilia, seguite da Lazio, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige, a dimostrazione di un’offerta sempre più ampia e distribuita lungo tutto il territorio nazionale.