Starbucks e gli altri: le catene di caffè più famose del mondo

La società americana fa la parte del leone, ma anche l'Italia sta iniziando a dire la sua nel settore dei bar in franchising con i suoi marchi d'eccellenza

Starbucks fa la parte del leone, ma non è certo solo. “Il caffè è un piacere, se non lo si beve in un bel posto che piacere è?”, si potrebbe dire parafrasando un vecchio spot pubblicitario. E non a caso nel mondo sono sempre più diffuse le catene di bar e caffetterie, con l’Italia che soprattutto negli ultimi anni si è inserita a pieno diritto nella competizione. Anche grazie al nostro espresso, che una buona fetta del pianeta ci invidia.

Nel 2017 i punti vendita sparsi sul nostro territorio sono divenuti quasi duemila, dimostrazione di come anche il Belpaese si stia abituando a questo tipo di attività commerciale. Ma è soprattutto all’estero che il caffè in franchising è una realtà consolidata, inarrivabile per il bar a gestione familiare. Starbucks è il leader del mercato, ma alle sue spalle il principale competitor è di origini italiane, anche se nel nostro Paese è praticamente sconosciuto.

Si tratta di Costa Coffee, una catena fondata a Londra nel 1971 dai fratelli italiani Sergio e Bruno Costa: i suoi punti vendita sparsi per il Pianeta erano nel 2017 oltre 3400, un numero secondo solo a quello di Starbucks. E in Europa Costa Coffee è stata addirittura leader del settore per molti anni, prima di cedere il passo ai rivali di oltreoceano. Ora di proprietà della Whitebread, è molto apprezzata per la qualità delle proprie materie prime, con la lenta tostatura dei chicchi di caffè figlia della tradizione italiana. Ma questa catena non ha punti vendita lungo lo Stivale.

In terza posizione ci sono i canadesi di Tim Hortons (attivi dal lontano 1964), che nel Paese della foglia d’acero hanno addirittura superato il colosso McDonald’s nel campo della ristorazione di massa. In quarta posizione torna però l’orgoglio italiano grazie ai bar della Lavazza. La casa torinese, nata nel 1894, nel 2017 ha avuto ricavi di circa 2,28 miliardi in tutto il mondo e ha sedi operative in 16 diverse nazioni. Il quarto posto è un vero e proprio fiore all’occhiello per i più noti produttori nostrani di caffè, dato che in quinta posizione si piazza McCafé, la caffetteria di casa McDonald’s.

Seguono una società australiana (Gloria Jean’s Coffees) e due statunitensi (Caribou Coffee e Dunkin Donuts, brevemente presente in Italia tra il 1999 e il 2002 e specializzato soprattutto in ciambelle zuccherate). Tornando in Europa, vanno quantomeno menzionati Tchibo, leader del settore in Germania e che vanta circa 1000 punti vendita soprattutto nell’Europa Centrale, e Caffè Nero: considerato il caffè preferito dai britannici, questa catena londinese vende in buona parte del Vecchio Continente e recentemente è sbarcata anche negli Usa e in parte dell’Asia, per un totale di circa 825 bar. Anche l’Italia punta a crescere grazie a Segafredo (che ha già 600 bar Segafredo Zanetti Espresso sparsi per il Pianeta) e Illy (presente in 34 nazioni del mondo con i suoi Illy Caffé).

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