Nuova variante Covid, i Paesi in cui aumentano le restrizioni

La variante Omicron sta costringendo diversi Paesi a rivedere le norme di viaggio: una piccola guida sulle restrizioni in atto in alcune destinazioni del mondo

Serena Proietti Colonna Travel blogger PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

A causa dell’aumento dei contagi dovuto anche al diffondersi della nuova variante Covid – detta Omicron -, diversi Paesi del mondo stanno di nuovo rivedendo le restrizioni, interne e di ingresso nei propri confini. Condizioni che, sfortunatamente, rendono incerte per molti le vacanze di Natale. Con la speranza che la situazione migliori presto, cerchiamo di capire insieme quali sono le destinazioni che stanno inasprendo le norme di viaggio – e non solo.

La chiusura delle frontiere in Israele

Secondo la normativa vigente, e in vigore attualmente fino al 15 dicembre del 2021, gli italiani possono viaggiare in Israele anche per turismo. Tuttavia, a partire dal 29 novembre e per i successivi 14 giorni le frontiere del Paese del Medio Oriente sono nuovamente chiuse.

Ad annunciarlo è stato il governo attraverso un comunicato che recita:”l’entrata di stranieri in Israele è vietata con l’eccezione dei casi approvati da una commissione speciale“. In sostanza, per le prossime due settimane nessun cittadino straniero potrà entrare in Israele.

Una vera e propria stretta che entra in vigore in coincidenza con l’inizio delle celebrazioni della festa delle luci ebraica, l’Hanukkah. Misure più restrittive sono state disposte anche per i cittadini israeliani vaccinati che rientrano dall’estero, i quali saranno sottoposti a una quarantena obbligatoria di 72 ore, per poi condurre al termine un secondo test Covid.

Le regole per viaggiare in Regno Unito

Ve lo avevamo annunciato qualche giorno fa: anche il Regno Unito ha rivisto le norme di viaggio a causa della variante Omicron. Nello specifico, chi entra in questo Paese deve:

  • sottoporsi a un test molecolare o antigenico del Covid da effettuare nelle 48 ore prima dell’ingresso nel territorio nazionale;
  • prenotare un tampone PCR molecolare – da una lista di distributori autorizzati e per un costo piuttosto elevato – da svolgere nel Regno Unito entro il 2° giorno dall’arrivo;
  • compilare un PLF — passenger locator form (indicando gli estremi della prenotazione del tampone e dichiarando di aver completato un ciclo di vaccinazione contro il Covid in Italia o in altri Paesi accettati);
  • viaggiare con un’attestazione vaccinale (tra cui il Green Pass europeo) da esibire, su richiesta, alla frontiera.

Se sono soddisfatti tutti i requisiti suddetti, non è necessario sottoporsi a un periodo di isolamento cautelare di 10 giorni dopo l’arrivo. Occorre, però, rimanere in isolamento fino all’arrivo del risultato del test.

In sostanza, i vaccinati che entrano in Gran Bretagna sono impossibilitati a muoversi dall’albergo o dall’appartamento in cui risiedono per almeno i primi due-tre giorni, cosa che rende di fatto quasi impossibile un soggiorno di breve durata. Mentre i non vaccinati, o i guariti con una sola dose di vaccino, debbono stare in isolamento per 10 giorni (oltre a fare un tampone al secondo e all’ottavo giorno dall’arrivo nel Regno Unito). Obbligo anche di mascherine nei negozi e sui trasporti pubblici.

Le regole interne della Francia

Regole ferree anche nella vicina Francia. Obbligatorio, innanzi tutto, esibire il certificato Covid o pass sanitaire per accedere a luoghi di svago e di cultura (tra i quali musei, cinema, teatri e sale di spettacolo), bar, caffè e ristoranti (anche negli spazi all’esterno dei locali).

Il Green Pass viene richiesto anche per imbarcarsi su aerei, treni e autobus a lunga percorrenza, nonché per accedere a studi medici e centri commerciali di grandi estensioni. L’esibizione di tale certificato è obbligatorio dai 12 anni in su.

La situazione in Austria

Non se la passa meglio l’Austria, dove dal 22 novembre e fino al 12 dicembre 2021 è in vigore un lockdown generalizzato, che riguarda anche la popolazione vaccinata.

Viaggi di Natale in Germania

In Germania, dove si registra un aumento dei contagi drammatico, non è passata la linea dura dalla cancelliera uscente Angela Merkel, che proponeva un lockdown immediato fino all’8 dicembre. Tuttavia, in alcune regioni è stata introdotta la regola delle cosiddette “2G” (vaccinati o guariti), che consente l’accesso ai luoghi chiusi solo alle persone inoculate o guarite.

Ciascun Land può disciplinare autonomamente le disposizioni, dando però luogo a possibili differenze tra le singole regioni. Inoltre, nei territori dove il tasso di ospedalizzazione supera la soglia critica, può essere prevista la cosiddetta regola del “2G plus”, che prevede ulteriori restrizioni come l’accesso ai luoghi chiusi solo per vaccinati e guariti, ma insieme alla presentazione del risultato negativo di un test e l’obbligo della mascherina.

Infine, Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel, ha fatto sapere che in Germania “si va verso l’introduzione di una limitazione dei contatti più ampi per i non vaccinati – anche negli incontri privati – e limitazioni per i grandi eventi“.

La rigidissima stretta del Portogallo

A partire dal giorno 1 dicembre non è più sufficiente il Green Pass per entrare in Portogallo. Una stretta rigidissima che riguarda tutti i viaggiatori, compresi quelli che arrivano dai Paesi Ue.

Infatti, chi prende un volo per il Portogallo deve presentare al momento dell’imbarco:

  • la prova con esito negativo del test molecolare (TAAN) realizzato entro le 72 ore precedenti l’ora dell’imbarco o, in alternativa, del test antigenico (TRAg) con esito negativo realizzato nelle 48 ore precedenti l’imbarco.

In sostanza, obbligo di tampone anche per i vaccinati o guariti dal Covid.

Una decisione, quella del Portogallo, che ha colto alla sprovvista Bruxelles poiché il Green Pass europeo, lanciato all’inizio dell’estate, è stato progettato per facilitare i viaggi tra i Paesi dell’Unione europea, con l’obiettivo anche di esentare i viaggiatori da norme come la quarantena all’arrivo.

Tuttavia, il regolamento fornisce ai Paesi Ue la possibilità di inserire un freno di emergenza da utilizzare quando la situazione epidemiologica in un altro Stato membro peggiora rapidamente, introducendo requisiti di test e quarantena. Il tutto, però, solo nel caso in cui le misure siano eccezionali, proporzionate e temporanee e, se possibile, applicabili solo a livello regionale.

Inoltre, è stato reintrodotto l’obbligo di esibizione del Green Pass nei disco-bar e club notturni, per viaggi aerei o marittimi, visite a case di riposo e stabilimenti ospedalieri, grandi eventi culturali, sportivi o aziendali.

Mascherina necessaria sui trasporti pubblici, negli ospedali, nelle case di riposo, nei luoghi che ospitano spettacoli di intrattenimento e eventi, nelle grandi superfici.

La Repubblica Ceca cancella i mercatini di Natale

Brutte notizie arrivano dalla Repubblica Ceca dove i tradizionali mercatini di Natale sono stati cancellati. Ma non solo, il Paese ha anche proclamato lo stato di emergenza per 30 giorni, che prevede anche la chiusura di locali e ristoranti dalle ore 22:00 alle 5:00.

Per accedere a locali e servizi è, inoltre, richiesto il completamento del ciclo vaccinale o la totale guarigione.

Il lockdown dei Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi, per almeno le prossime tre settimane, i luoghi di intrattenimento come caffè, musei e cinema devono chiudere entro le 17:00 e fino alle 05:00 di mattina.

Stessa sorte per gli impianti sportivi interni ed esterni che devono abbassare le saracinesche alle 17:00, anche se gli allenamenti serali e le partite sportive per atleti professionisti possono continuare.

Restrizioni anche nelle case, dove sono ammessi un massimo di quattro ospiti di età superiore ai 13 anni.

La stretta del Belgio

Stretta anche in Belgio dove le discoteche richiudono i battenti, le feste private sono proibite – salvo matrimoni e funerali – ed i ristoranti, con un massimo di 6 persone al tavolo, devono congedare gli ultimi clienti entro le 23:00.

Tali misure resteranno in vigore almeno fino al 19 dicembre. I mercatini di Natale sono salvi, ma devono chiudere anch’essi alle 23:00. Vietate anche le feste private nei locali pubblici.

Il ritorno del Green Pass in Danimarca

La Danimarca è tornata a imporre il Green Pass al fine di frenare i contagi da Covid-19. Il passaporto verde è nuovamente necessario per entrare in bar, ristoranti e discoteche, ma anche per partecipare a grandi eventi. Ad esserne esentati sono solo i residenti con un’età inferiore ai 15 anni.

Il coprifuoco in Irlanda

Tornato il coprifuoco anche in Irlanda, dove da giovedì 18 novembre tutti i pub, ristoranti e locali notturni devono chiudere entro le 23:30. Misure in vigore per quattro settimane, salvo eventuali proroghe.

Oltre alle restrizioni già menzionate, sono previste anche delle regole più rigide sull’isolamento precauzionale (di cinque giorni) in caso di contatti con persone contagiate e sull’utilizzo della mascherina, nonché l’estensione della terza dose del vaccino anti-Covid a tutti gli over 50. Infine, obbligo di esibire il Green Pass per accedere a cinema e teatri.

Vi ricordiamo, tuttavia, che la situazione è in continuo mutamento. Per questo motivo, prima di organizzare un viaggio, è sempre bene visionare i siti istituzionali dei Paesi di destinazione, e la pagina web del Ministero degli Affari Esteri ViaggiareSicuri.

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