10 cose su Christiania, il quartiere anarchico di Copenhagen

A spasso per Christiania, la “città libera” nata all’inizio degli Anni Settanta del Novecento nel cuore di Copenhagen, tra vecchi hippie e fieri anarchici

(In esclusiva per voi un estratto da “Il Premio”, il nuovo film di Alessandro Gassman, dal 6 dicembre nelle sale)

Comunità anarchica autoproclamata, città libera, area occupata, esperimento sociale, collettivo hippie, Paese d’Europa: Christiania, nel cuore di Copenhagen, è tutto questo e molto altro. Sicuramente, è una meta turistica tra le più originali e gettonate della Danimarca. Alla fine degli anni Sessanta del Novecento, quando il primo nucleo di nuovi e “pittoreschi” abitanti si insedia in questo quartiere, il territorio compreso in questa “città nella città” è nient’altro che un susseguirsi di costruzioni e baracche abbandonate circondate dal verde.

Nel 1971 un gruppo di hippie e squatter danesi decide di occupare questi spazi “dimenticati” del quartiere di Christianshavn e dare forma a un’eccezionale esperienza di vita comunitaria. Lo “stato libero” oggi conta un migliaio di abitanti ma ogni anno ospita oltre un milione di turisti curiosi oltre ad artisti, film-maker, musicisti che ne hanno tratto ispirazione per le loro opere; non ultimo, Alessandro Gassman, che ha scelto Christiania per alcune scene del suo nuovo film “Il Premio”. Ecco dieci cose da sapere, prima di visitare il quartiere anarchico di Copenhagen.

1. Da quartiere militare…
Christiania copre un’area di 34 ettari (0,34 chilometri quadrati) e si trova tra la lunga via Refshalevej e le due sponde del canale Stadsgraven. Questa “porzione” del quartiere di Christianshavn era un tempo una zona militare. Le casermette e i magazzini abbandonati di Bådsmandsstræde che gli anarchici hanno rivendicato come propri – e che vedrete dipinti in colori sgargianti e ricoperti di bellissimi murales e graffiti – appartenevano all’esercito danese, che aveva qui un deposito di artiglieria, già dismessa ai tempi dell’occupazione.

2. …a insediamento hippie
Quando il movimento squatter negli anni Settanta entra a Christiania e fonda la “città libera”, dà vita ad una comunità autogestita che si ispira a valori di libertà, condivisione, pace. Ripulisce le strutture, rendendole abitabili, cura gli spazi verdi, si organizza in piccole unità autonome, allestisce eventi, concerti, rappresentazioni teatrali e partecipa alle manifestazioni cittadine per i diritti. Soprattutto, si configura come luogo aperto e accogliente, cosa di cui vi renderete conto attraversando le stradine e incontrando i suoi abitanti.

3. Come raggiungere Christiania
Situata proprio nel centro di Copenhagen, la cittadella di Christiania dista poco meno di 4 chilometri dalla stazione centrale e dal parco dei divertimenti di Tivoli. L’ideale è raggiungerla a piedi, approfittando della lunga passeggiata (circa 45 minuti) per ammirare alcuni dei più bei palazzi della capitale: il Museo nazionale danese, il Museo Thorvaldsen, il Palazzo di Christiansborg, l’antica borsa valori (Børsen), la Vor Frelsers Kirke (la chiesa barocca del Redentore). Con i mezzi pubblici (autobus o metropolitana), vi si arriva in 15 minuti.

4. Porta di accesso alla città
L’ingresso principale a Christiania si trova su Prinsessegade, tra Refshalevej e Bådsmandsstræde. Per entrare nella città, dovrete passare sotto il pittoresco arco in legno. Nei pressi della porta, troverete l’InfoCafé, il mercato Carl Madsens Plads, l’ufficio postale oltre a laboratori, un ristorante, una galleria… Non dimenticate che l’accesso è consentito solo a piedi e in bicicletta; non sono ammesse automobili né motociclette, che dovrete parcheggiare nelle vie di Copenhagen limitrofe.

5. Status e assetto economico
Stato autoproclamato, Christiania è dotata di servizi quali poste, posto di primo soccorso, scuole dell’infanzia e asili, ludoteche; ci sono organi di governo come l’Assemblea comune, la commissione economica, quella delle case… Sin dall’inizio dell’esperienza comunitaria, i cittadini hanno condiviso la scelta di pagare le tasse al comune di Copenhagen e allo Stato danese e di sobbarcarsi i costi del consumo di elettricità, acqua, cura dei giardini, raccolta rifiuti e uffici pubblici. Come visitatori, siete invitati a rispettare la raccolta differenziata, a lasciare puliti gli spazi comuni e a utilizzare i servizi igienici pubblici.

6. Una bandiera e un inno per Christiania
La città libera ha anche la sua bandiera: tre cerchi gialli in campo rosso, posti uno accanto all’altro su un piano orizzontale. I dischi gialli della bandiera farebbero riferimento ai puntini sulle tre “i” della parola Christiania: la spiegazione è controversa, ma potrete provare a chiedere lumi durante la vostra visita. Inoltre, la comunità ha adottato la canzone di protesta del gruppo rock Bifrost I kan ikke slå os ihjel – il cui titolo significa “Non potete ucciderci” – come inno.

7. Buone prassi e divieti
Non mancano regole, divieti e buone norme da rispettare, che gli abitanti di Christiania hanno stabilito attraverso un processo democratico di confronto e condivisione. Niente auto, l’abbiamo già detto, e sono bandite, inoltre, le armi e le droghe pesanti, pena l’espulsione dal territorio. Ai turisti si chiede di rispettare la privacy dei residenti e di non disturbare gli animali: se desiderate fare delle foto ricordo, fatelo con discrezione e chiedete il permesso prima di scattare.

8. Visite guidate
Potete visitare Christiania da soli, in totale libertà, ma se desiderate saperne di più sulla storia di questo notevole esperimento sociale nel cuore della città di Copenhagen, potete optare per una visita guidata, in gruppo. Scoprirete così la vita e la cultura della comunità, le attività economiche, i negozi, i progetti, le esperienze in corso. Informatevi presso l’ufficio informazioni vicino alla porta di accesso. Al termine della visita avrete anche l’opportunità di fermarvi a pranzare o a cenare presso la cucina comunitaria Fælleskøkkenet oppure in uno dei tanti caffè e ristoranti della zona.

9. Attività culturali
Sin dalla nascita, la città libera di Christiania si è configurata come spazio aperto per musicisti, attori e artisti che hanno dato vita a compagnie teatrali, band, atelier di pittura e scultura. Svariati sono gli spazi culturali, le arene, le sale dove assistere a spettacoli come il Musikloppen, dove si tengono grandi concerti e il cinema Byens Lys. Per i bambini c’è il Børneteatret, mentre tra i laboratori artistici, vi segnaliamo quello di pittura Croquis-værkstedet e quello di carpenteria Både – og.

10. Utopia in evoluzione
Un ultimo cenno al contesto culturale in cui è nato e si è sviluppato l’esperimento sociale di Christiania, noto in tutta Europa, se non nel mondo intero. Alle spalle di questa esperienza ancora in evoluzione ci sono l’utopia dell’autogoverno democratico e della partecipazione consapevole alla vita della comunità, che potrete approfondire nello spazio chiamato Utopiske horisonter dove si parla si parla di futuro, di economia rispettosa dell’ambiente, sviluppo democratico e nuovi lavori.

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