Non è un paese per uomini: caso unico in Colombia

La comunità di la Puria è abitata da un centinaio di anime tra donne e bambini, ma di uomini nemmeno l'ombra...

Si chiama La Puria ed è un villaggio nel remoto e montuoso nordest della Colombia. Ci si arriva dopo tre ore di cammino dalla città più vicina, avventurandosi lungo le strade battute dai combattenti di una guerra civile che da decenni insanguina il paese sudamericano. Qui vive il popolo indigeno degli Emberá Katío: un centinaio di anime tra donne e bambini, ma di uomini nemmeno l’ombra.

E’ la guerra ad averli portati via, alcuni reclutati dalle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) altri dall’ELN (Esercito Nazionale di Liberazione), le due principali organizzazioni guerrigliere del Paese. Altri ancora inevitabili vittime di un conflitto che ad oggi ha lasciato a terra circa 200mila vittime.

Fin qui è arrivato il fotogiornalista colombiano Iván Valencia, che nel 2017 ha trascorso alcuni mesi documentando la vita nel villaggio. Se un tempo erano gli uomini ad addentrarsi nella foresta per procurare il cibo per sé e le loro famiglie, ora le donne si aggirano con machete e figli piccoli a tracolla, molti dei quali nati dalle violenze subite dai guerriglieri. Giornate intere di fatica e lavoro per tornare a tarda sera nelle loro case fatte di legno con tetti di zinco, rigorosamente costruite con le loro mani.

Nel giugno del 2016, dopo quattro anni di negoziazioni e 50 anni di ostilità, il governo colombiano e una delegazione delle FARC, hanno stipulato all’Avana un accordo per la fine delle ostilità, ma la strada della pace rimane incerta.

Nonostante il cessate il fuoco Valencia racconta di “persone ancora completamente abbandonate dallo Stato“: nessuna assistenza sul fronte sanitario e dei lavori pubblici, malnutrizione e scarsa igiene. “Sto imparando – ha ammesso con rammarico il fotoreporter – che le conseguenze della guerra proseguono”.

Non è un paese per uomini: caso unico in Colombia